Con l’EP “Uno”, la formazione toscana dei Frameworks firma il proprio debutto discografico, benché, a dire il vero, il mini sia di una ri-registrazione di “Pillars” (2024), opus che condensava prog e sprazzi alt-metal in canzoni piuttosto accessibili. L’ingresso in line-up del vocalist Nicola Antoni e la decisione di utilizzare la lingua italiana al posto dell’idioma inglese, novità a cui si aggiungono l’arrivo del tastierista Marco Martinelli e del drummer Yorgos Koussoroplis, hanno contribuito ad ammorbidire gli spigoli del disco originale, conducendolo, in qualche caso, verso lidi prossimi alla canzone d’autore nazionale.
Composto da cinque tracce per una ventina di minuti di durata, il disco continua comunque a ruotare e a svilupparsi attorno alla complessità del progressive rock e all’urgenza espressiva dell’alternative, mentre una marcata sensibilità poetica e drammaturgica ne attraversa l’ordito lirico. Il mini si distingue quindi per una costante tensione dinamica: tempi dispari e flessibili strutture metriche sorreggono ritornelli catchy e coinvolgenti, con l’intreccio strumentale che spazia da momenti di rarefazione a improvvise sferzate in distorsione, per dei pezzi ancora una volta diretti e orecchiabili e nei quali impatto, ricerca e melodia coesistono senza prendersi troppo a spintoni.
Brandelli di memoria, il ritorno del passato, il peso dei silenzi: “Schegge”, intrisa di cadenze ruvide e serrate, vive sull’incalzante chitarrismo di Marco Montani e gli assidui cambi di prospettiva tra le strofe e il refrain, laddove il pathos vocale del singer agisce da filo conduttore in mezzo al fragore, ricucendo i tagli e le incrinature dell’animo umano. “Miraggio” allarga gli orizzonti sonori dopo l’urto frontale dell’opener, spostando il focus su atmosfere dilatate e una tessitura armonica più aperta; la sezione ritmica – in particolare il basso a percussione di Iacopo Barbini – si rivela capace di aggiungere pulsazioni viscerali all’insieme, diffondendo perso e anomalie al grembo eufonico della traccia. “Respira”, invece, rappresenta un inno alla libertà soltanto a tratti sghembo e avvitato, prima che gli attriti si disfacciano definitivamente in “Musica”, riflessione metanarrativa sul potere dell’arte come canale di sfogo, ancora di salvezza – o di perdizione – e mezzo per dare voce a ciò che altrimenti resterebbe inespresso. “Sipario” chiude il lotto nel crescendo corale e liberatorio che non t’aspetti, quasi a suggellare, per la band, la fine dell’apprendistato e l’inizio di una nuova fase creativa.
I Frameworks riescono a proporre un “Uno” coeso, pressoché privo di punti morti e arrangiato con intelligenza, soprattutto nella spesso difficile gestione dei pieni e dei vuoti. Il buonissimo prodotto di base di un gruppo che, forse, nasconde stelle sottopelle.
Tracklist
01. Schegge
02. Miraggio
03. Respira
04. Musica
05. Sipario

















