La storia dei Nostradameus comincia più di dieci anni fa, nel lontano maggio ’98. All’epoca gli svedesi Freddy Persson e Jake Predén, decidono di mettere su una band che ricalchi le orme dei leggendari gruppi heavy metal anni ’80. La fortuna è dalla loro parte. La famosa label AFM offre loro un contratto. Da qui inizia il sorprendente percorso che porta la band a pubblicare ben sei full-length in due lustri.
Se l’omaggio all’heavy melodico degli eighties si concretizza con favore nelle prime uscite, "Words of Nostradameus", "The Prophet of Evil" e "The Third Prophecy", dal 2004 in poi la band imbocca una via non proprio ricca d’ispirazione. Così dopo i passi falsi di "Hellbound" e "Pathways" giunge il momento dello scialbo "Illusion’s Parade".
La distrazione più evidente della formazione di Goteborg è stata, nel corso degli anni, quella di attingere con troppa bramosia dalla botte delle idee, finendo così per ottenere dalle ultime produzioni semplici distillati di composizioni amare e prive del mordente necessario. I contenuti del recente platter, di chiara matrice power, non aggrediscono come dovrebbero e nonostante l’ottima ugola di Persson e alcune trame interessanti, il complesso di melodie non convince. Anche se i brani lasciano trasparire una certa maturità compositiva, a lungo andare finiscono per stancare, permettendo al disco di crollare come un castello di carte scosso dalla corrente. A mio riguardo "Illusion’s Parade" si presenta come un’opera che non ha nulla da dire. Riusciamo a pescare, non senza qualche sforzo di troppo, giusto un paio di tracce che raggiungono la sufficienza. Una di queste è indubbiamente "Walk on Pain" che grazie al suo ritmo deciso e sferzante riesce dove le altre falliscono, ovvero nel coinvolgere. Altro estratto da citare è "Virgin Mary", una sorta di suite lunga undici minuti dai toni epici e ridondanti. La canzone, sebbene sia braccata da un’eccessiva ampollosità e da un’intensità altalenante, arriva con mestiere a ergersi dal circostante campo di noia. I restanti frammenti, invece, non forniscono prova di carattere e annoiano colpevolmente.
In definitiva gli ingranaggi della macchina Nostradameues si dimostrano arrugginiti e senza la giusta oliatura. Il suo ultimo prodotto si esibisce come un assembramento di merci scadute e prive di etichetta. Un peccato per il combo svedese che ha più volte dimostrato, in passato, di saper intrattenere con musica, seppur poco innovativa e originale, ma che stillava freschezza e genuinità. Con la dovuta calma, la formazione capitanata dal talentuoso Persson avrebbe potuto partorire un disco migliore di questo "Illusion’s Parade". Rimandati.
Tracklist
01. Art of Deception
02. Mariner
03. Walk of Pain
04. Nothing
05. Virgin Mary
06. Eclipse of the Sun Cult
07. Illusions Parade
08. Armageddon Forever
09. Time for Madness
10. The Voyager

















