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Intervista – John Macaluso (John Macaluso)

johnmacaluso interview

Ciao Rachele, come stai?

Ciao John! Sto bene, è un piacere parlarti!

Dove sei?

Sono a Milano, pronta ad iniziare questa intervista con te!

Perfetto!

Questa è una mia curiosità, ma cosa hai fatto in questi ultimi mesi?

Ho fatto tour per l'Italia principalmente, facendo tante clinic e tanti show, in cui suono la musica realizzata con Ark, Invey, Malmsteen, e la mia musica da solista. Ho fatto concerti in cui suonavo seguendo la mia musica. Ho anche prodotto musica, sono andato in Sardegna e ho curato la produzione per una ragazza di 19 anni. E' una cantante bravissima; si chiama Martina e ho lavorato moltissimo nella produzione e nella stesura delle canzoni. Poi andrò negli Stati Uniti per tre settimane, e suonerò con una band chiamata Holy Hell, e apriremo i concerti dei Manowar per le loro date di New York, e sarà molto divertente. Che altro? Ho scritto molto, registrato, e realizzato album con persone diverse in Europa.

Registrare è più facile oggi grazie ad internet, puoi lavorare a casa, o nel tuo studio; puoi realizzare molte canzoni per poi inviarle via internet, vero?

Certo, l'ho fatto moltissimo quando ero in America, le persone mi mandavano le tracce dall'Europa, con solo la musica ed il click, io le registravo e le rispedivo in Europa, ma ora visto che sono qui sono andato in molti studio, ed ho registrato tanta musica. Quest'anno uscirà un sacco di musica, e ne sono molto felice.

Come mai hai deciso di.. diciamo di "riportare in vita" la musica degli Ark?

Quando la band si è sciolta (ride).. Beh, ho passato 10 anni con gli Ark, e dopo "Burn The Sun", ho cercato di fare un nuovo album. Ho scritto tonnellate di testi, musica, e la band si è sciolta per ben quattro volte. Quindi, l'ultima volta in cui eravamo pronti per realizzare l'album, avevo scritto tutti i testi, la musica era quasi finita, ma ci siamo sciolti. Al che mi sono detto "Queste sono delle grandi canzoni che non abbiamo mai suonato in Italia prima d'ora.. Sai una cosa? Prendo un gruppo di amici e suoneremo "Burn The Sun" live!"; la gente lo vuole ascoltare, ed io amo le canzoni in sede live. Ci siamo riuniti ed è una band davvero bella. Abbiamo una cantante, e voglio fare qualcosa di diverso. Quindi è una sorpresa, e inizieremo a Dicembre.

Ho avuto modo di conoscere "Burn The Sun" giusto un paio di mesi fa, tramite un amico che mi ha dato il cd dei The Ark…

Ha dato via i miei CD? (ride)

Sì, scusami ma è stato poco simpatico! (risate) Beh, ma almeno avete una nuova fan. Mi piace il prog metal, quindi quando ho ascoltato l'album ho subito detto "Cavoli, mi piace! Credo che terrò questo CD!". Più avanti nel tempo, il mio capo mi ha chiesto "Vorresti intervistare John Macaluso?" "Ma quel John Macaluso, quello che ha suonato con gli Ark, Malmsteen? Cavoli, certo che sì, ho appena ascoltato la musica degli Ark!". Sai, coincidenze.

Wow, bellissimo! Ma qual è la tua canzone preferita?

Mi piacciono "Heal The Waters", "Feed The Fire" e "Absolute Zero". Ho sempre un po' di canzoni preferite.

Sono contento, anche per me "Absolute Zero" è la mia preferita: un po' di techno e drum ‘n' bass. Abbiamo fatto una sorta di mix con Björk con un po' di techno-metal.

A me piace Björk! Ho colto le influenze!

Abbiamo assolutamente spaccato in quella canzone!


Vorresti presentarci i musicisti con cui suonerai per questo tributo agli Ark?

Posso mandarti i nomi dei ragazzi vero? Non voglio dirteli tutti! So i loro nomi, ma i cognomi sono un po' difficili. Sono tutti di Roma e sono dei miei cari amici. Sono dei musicisti molto bravi e sono tutti giovani, sono tutti appena dopo la ventina d'anni e sono grandi fan degli Ark, conoscono ogni singola nota dell'album quindi è facile per me. I suono le mie parti e loro conoscono le loro. Ci divertiamo molto assieme, e saranno dei concerti molto, molto divertenti. Sono il tipo di persona che vuole solo suonare, ma c'è gente che dice "Ah, ma sei pazzo? Non puoi rifare gli Ark in tour…". Ma io non li sto rifacendo, voglio solo andare sul palcoscenico e suonare le canzoni.


Il passato è il passato.

Esatto! Sono d'accordo.

Hai lavorato con molti artisti durante la tua carriera, quale musicista o progetto ti ha arricchito di più, sia come uomo sia come persona?

Beh, gli Ark son stati la mia prima band.. Ho fatto molti album nella mia vita, facevo il "ghost drummer" negli anni '80, praticamente andavo a suonare l'album di un'altra persona. Mi pagavano per starmene zitto e detto ciò ero il batterista.

E' come fare il "ghost writer"?

Esatto! Quindi, realizzavo centinaia di album, e nessuno sapeva che fossi io a suonare in quegli album. Era abbastanza frustrante come cosa, perché mi piaceva molta della musica suonata, e gli Ark sono stati la prima band che avevo messo insieme e con cui avevo realizzato un album. Ero molto orgoglioso di ciò. Mi piaceva la batteria, il sound era grandioso, la produzione pure.. E ho scritto le canzoni, ho collaborato per la stesura di esse, ho scritto i testi.. Insomma era come la mia bambina. E per quanto riguarda fare un tour con qualcuno, mi è piaciuto tantissimo suonare con James LaBrie dei Dream Theater.

La mia band preferita! (risate)

Ho fatto il tour di "Elements Of Persuasion", il tour solista di James, e tutti erano fantastici, e lui era proprio simpatico. E' stato un tour molto ispirante. Direi proprio uno tra i miei live preferiti.

Hai realizzato molte clinic, ma c'è qualche trucco in particolare per renderle più interessanti o soddisfacenti, sia per i principianti sia per gli esperti che vengono vederti?

E' interessante, perché la prima cosa che faccio è chiedere quanti batteristi ci siano tra il pubblico; se tra circa quaranta persone ce ne sono dieci che dicono "io sono un batterista", so che devo suonare più musica, devo essere più coinvolgente, e non devo parlare solo di batteria, perché il pubblico si annoierebbe. Se tutti i presenti fossero dei batteristi andrei più sul tecnico ed inizierei a parlare di batteria. Ho un po' di clinic pianificate nella mia testa. Inoltre, parlo anche di storia, come ho registrato qualcosa, do qualche trucchetto sulla registrazione e sul fare gli album. Faccio in modo che tutti escano che abbiano imparato qualcosa. Nelle clinic in genere la gente vuole solo mettersi in mostra, suonare veloce, cose così, ma io invece voglio che la gente si diverta e che se vada con qualcosa di nuovo di appreso.


Io non sono una batterista, ma il mio ragazzo lo è. Sono stata alla clinic di Gavin Harrison..

Frequenti un batterista? Sei matta?

Sì. La clinic era divertente perché ho potuto imparare qualcosa. C'era un giusto equilibrio tra tecnica e passione che metti nel suonare.

Esatto, la devi vivere, la devi respirare, deve essere nel tuo cuore.

Mi sono interessata molto alla batteria in realtà.

Gavin Harrison è un batterista fantastico!


Parliamo dell'educazione musicale, perché penso che bisogna incoraggiare molto di più la gente a prendere e suonare uno strumento, perché fa bene all'anima e alla mente, non devi necessariamente diventare il nuovo genio della batteria, il nuovo mostro del piano o chissà chi.

Mi ha salvato la vita molte volte quando stavo dando di matto, quando mi mettevo a suonare, mi sentivo meglio. E' esercizio, fa bene alla mente, all'anima; è relax, è tutto, hai bisogno di farlo. Molta gente lascia, ma poi si rendono conto in pochi anni che non possono mollare così, è come una malattia, devono suonare.

Ho un esempio: mia sorella gemella, ha iniziato a suonare il piano a vent'anni circa, adesso abbiamo 22 anni, quindi è il suo secondo anno e mi ha detto "Beh, ho aspettato così tanto tempo a chiedere ai miei genitori di iniziare a frequentare lezioni di piano, e dopo la prima lezione, mi son sentita così bene anche solo a fare Do-Re-Mi."

Ho studiato come un matto. Ho iniziato a farlo quando avevo 11 anni. Ho abbandonato ogni sport che praticavo, e stavo nel mio seminterrato a fare pratica, pratica ed ancora pratica. Ero ossessionato; ho studiato con molti batteristi famosi, ho speso tutti i soldi per quello. Studiavo costantemente, ho suonato con Ralph Humphrey, Tommy Aldridge di Ozzy, Joe Porcaro, il padre di Jeff Porcaro e via dicendo. Ho studiato tantissimo, ho studiato diversi stili, non volevo suonare solo rock. Latinoamericano, jazz, ho imparato tutto, perché volevo farlo come lavoro, per la vita, quindi dovevo essere in grado di suonare tutto. Alle volte devi andare sul palco e suonare leggero, oppure alle volte devi pestare. Come si dice, è bello essere a tutto tondo. E' potente. Ti senti sicuro, e posso sempre lavorare. Il sapere è potere.

Sono d'accordo. A mia sorella hanno chiesto che genere volesse imparare a suonare e lei ha risposto "Non lo so, voglio suonare tutto!".

Esatto. E' come Bruce Lee, il Karate Marshall. Quando stava imparando karate, certo non diceva di non voler imparare il round kick, ha imparato tutto il possibile di modo che potesse usare ciò che voleva. Ho viaggiato per il mondo, in paesi diversi, e la mia cosa preferita da fare è incontrare fan, musicisti, batteristi, e scambiarsi idee, ritmi diversi e stili che posso utilizzare nel mio modo di suonare.

Vuoi dirmi qualcosa sulla tua batteria visto che suoni un sacco di generi e stili diversi?

Si, ne ho parlato giusto un po' di tempo fa.. Avevo un kit molto grande. Avevo qualcosa come otto tom, doppia cassa, il rullante, centinaia di piatti… E una sera sono uscito, mi son rotto il braccio in un modo molto strano, quindi non potevo suonare la batteria per circa sei mesi. Il dottore mi ha detto "Non suonerai più la batteria, cercati un altro lavoro." Ed io "No, assolutamente no!". Mi son messo una stecca nella mano, nel mio gesso, e mi sono esercitato ogni giorno, dovevo suonare. Quindi, mi son fatto una batteria molto piccola, con circa 5 pezzi, alle volte addirittura 4, perché il mio braccio non è più in grado di alzarsi bene, quindi non posso più suonare un grande kit. Son costretto a suonare su piccole batterie. Ma è meglio, perché ottengo più stili, creo nuovi pattern. Quando devo suonare in modo intenso, creo cose nuove; spaccarmi il braccio è stata una sorta di benedizione dal cielo, perché mi ha dato un nuovo stile. Faccio qualcosa di completamente diverso, e alcune cose accadono per una ragione.

Penso che il drumkit più grande che io abbia mai visto ad un concerto fosse quello di Mike Portnoy, ed era enorme!

Sì, davvero! E' divertente perché ora son abituato con piccoli kit, ma alle volte mi capita di tornare dietro la batteria di qualcuno, con qualcosa come 20 pezzi, ed è veramente strano! Non riesco quasi più a suonarci, troppi pezzi!

C'è per caso un batterista con cui vorresti fare una jam session un giorno? Come Harrison, Mangini, Mike Portnoy…?

Vorrei suonare con il mio idolo, Terry Bozzio. Ha suonato con Frank Zappa. E' il mio idolo, il mio eroe, è il miglior batterista sul pianeta. Mi piacerebbe un sacco sedermi accanto a lui e suonare. L'ho incontrato due volte, una di queste era il mio compleanno, e ho visto un suo concerto in California. Ero come uno stalker, ero davanti al locale due ore prima del concerto, aspettando l'artista. Ho visto Bozzio entrare, quindi sono entrato anche io non facendomi vedere dal proprietario del club, e l'ho incontrato. Gli ho comprato una birra e gli ho detto "Vuoi una birra?" e lui mi fa "No, ne ho già bevute un paio" "Ma è il mio compleanno!". Sai, ho usato la frase del compleanno, dicendo "Questo è il miglior regalo di compleanno al mondo!" e mi ha detto "Ah! Tanti auguri!"; siamo stati lì per un po', mi ha portato verso la sua batteria, è messa giù come se fosse un pianoforte. Tutto è regolato su note diverse, e mi ha mostrato tutto quello che faceva. Era come un sogno, ma vorrei proprio sedere con lui e suonare. Sarebbe fantastico. La mia band preferita sono i The Who, ma mi piacerebbe suonare anche con Pete Townsend.

 
Io piuttosto richiamerei in vita John Bonham dei Led Zeppelin.

Sono stato alla sua tomba una volta, è stato molto intenso.

Okay, forse questa potrebbe essere una domanda stupida, ma visto che trascorri molto tempo in Italia, cosa ne pensi del paese, della musica, dei fan…

Ho vissuto in Europa: in Francia, Norvegia, Svezia, Germania, Italia, ma sì, l'Italia è il mio paese preferito dell'Europa. Mi piace la gente, ci sono grandi musicisti, ed è pieno di batteristi! Il cibo è incredibile, in più vado in Sardegna una volta al mese, ed è un altro bel posto da visitare. Tutto il paese è meraviglioso, e sto imparando molto ma molto lentamente la lingua. E' molto difficile! E' veramente difficile.

Ma il tuo cognome, Macaluso, è italiano.

Sì, è siciliano! I miei nonni sono arrivati in America dalla Sicilia.

Hai qualche progetto futuro oltre agli Ark?

Sto cercando di mettere assieme una nuova band in Europa, e si chiama "Eu4ia", quasi tutti i testi sono scritti, e sto cercando i musicisti adatti. Penso di aver trovato il chitarrista. Il piano sarebbe di andare in studio, registrare ed iniziare il tour. Amo suonare di fronte alla gente, ma sento il bisogno di scrivere la mia musica per sentirmi realizzato. Quindi i nuovi piani sono fare il CD e poi il tour. Come i vecchi tempi, sono libero e voglio saltare su un pulmino e andare ovunque. Non sono certo il tipo da dire "Ho bisogno di più soldi, ho bisogno dell'hotel più grande", voglio solo suonare ovunque!

E' tutto, vorrei ringraziarti per l'adorabile conversazione..

Grazie. Son contento che tu sia una fan degli Ark, l'album è uscito quasi 11 anni fa!

Beh, avete due fan: mia sorella e me!

Quando ti incontrerò ti darò lezioni di batteria! (ride)

Vorresti lasciare un messaggio ai fan ed ai lettori di SpazioRock?

Hey SpazioRock, qui è John Macaluso, non vedo l'ora di vedervi in giro, farò un sacco di spettacoli in Italia durante l'anno, quindi voglio incontrarvi tutti. Uscite e spaccate con me!


E noi ci saremo! Buonanotte.

Buonanotte!

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