Dopo tre anni d'attesa, all'album d'esordio "Torino sommersa" i La Moncada tornano con "Nero", che vede in aggiunta alla precedente formazione l'arrivo di Carlo Barbagallo alla chitarra. E' un po' la vivisezione della comune vita d'oggi, l'analisi dei momenti più intimi e particolari di essa. Di fatto, non manca grande attenzione alla composizione cantautoriale, narrata con magistrale distacco, che se la gioca bene fra le atmosfere un po' anni '90 e un po' post rock, e un po' folk e con punte di blues.
Dalle sonorità intime e un po' grezze di "Robocop", si prosegue con la più avvolgente "Nero", trascinata e incalzante. "Almeno in Francia" con la sua forte impronta teatrale e i suoi cori coinvolgenti è una punta di teatralità e un piccolo diamante, così come "Ossigeno puro", più pungente e asettica sia negli arrangiamenti che nel testo. L'atmosfera si distende in "La cena", sempre buia, sempre un piccolo dramma, ma più sincera e serena.
Impossibile non pensare a Basile e ai Marlene Kuntz, ma si rinnovano bene nel "giocare" con gli arrangiamenti, quasi sguinzagliandoli per poi ricomporli e incastrarli nella loro narrativa. Con "Nero" proprio di cupezza e ambiguità si tratta, dieci tracce intriganti che compongono una vista intima e fredda sul quotidiano.
Tracklist
01. Robocop
02. Nero
03. Una nuova cattiveria
04. Almeno in Francia
05. Svegliami
06. L'accabadora
07. Ossigeno puro
08. Scivoli via
09. Nel deserto dei sentimenti
10. La cena




















