I Lydia sono una giovane e prolifica band indie originaria di Gilbert, in Arizona: debuttano nel 2005 e ad oggi contano già cinque LP e due EP. Accingendomi a scrivere non sapevo (e per la verità non so tutt’ora) cosa pensare della copertina di questo “Devil”, ultima fatica dei Nostri, che di primo acchito non promette molto bene: su sfondo bianco due belle (si presume) ragazze indossano l’una un’allarmante maschera anti gas, l’altra un bizzarro passamontagna rosso con le orecchie da animaletto di peluche… Il tutto sa di pop appena appena movimentato da qualche reminescenza, all’acqua di rose, delle trovate inquietanti di un Marylin Manson…
Ma veniamo alla musica: il primo brano, intitolato “The Exit”, scaccia ogni apprensione rivelandosi molto gradevole. Il sound è limpido, giocato su note alte, e si ha subito la tentazione di assimilarlo al britpop più orecchiabile; i cori ricordano molto gli U2 di “Beautiful Day” e la voce, in primissimo piano, tinteggia atmosfere ariose che sembrano fatte coi colori delicati di un acquarello. “Runaway” è singolarmente beatlesiana, mentre la successiva “Knee Deep”, dove riecheggiano un po’ i Coldplay, si distingue per un bel riff di chitarra minimale ma incisivo: un piccolo tocco che conferisce un gradito surplus di personalità. Lungo tutte le dieci tracce dell’album si dispiega (forse abbastanza prevedibilmente) un bel campionario di cori facili facili da fischiettare (non manca, difatti, un passaggio propriamente fischiettato nella quinta traccia), di note di mandolino, archi, tastiera, tutto all’insegna della freschezza e di un brio delicato. Spiccano l’energica e commerciale “Hurry Back”, che induce a tenere il ritmo in un ballo spensierato, e le ritmiche robuste di “Take Your Time”.
La musica dei Lydia è priva di particolari pecche, ma risente della mancanza di una personalità davvero definita, realmente diversa dagli altri, che sappia plasmare contributi nuovi. A chi scrive non disturba troppo la dispersività delle strizzatine d’occhio che la band getta qua e là per dar vita ad una proposta gradevole, il che è quanto ci si aspetta dalla musica leggera; proposta peraltro legittima nell’epoca di una produzione artistica che qualcuno ritiene post-moderna e, perciò, caratterizzata dall’attitudine citazionista. Certo, altri potrebbero non essere altrettanto indulgenti o ben disposti…
Tracklist
01. The Exit
02. Runaway
03. Knee Deep
04. Devil
05. Back to Bed
06. Holidays
07. Hurry Back Tonight
08. Now I Know…
09. Take Your Time
10. From a Tire Swing




















