I Massive Attack hanno creato “Ethical Syndacate Palestine”, un sindacato per la protezione degli artisti che hanno subito censura a causa del loro sostegno alla Palestina. L’atto è una denuncia alle pressioni che negli ultimi mesi hanno subito molti artisti che, sostenendo attivamente la causa palestinese, sono stati diffamati e censurati dall’industria musicale o da governi e gruppi politici pro-Israele.
Esempi eclatanti sono stati il ritiro della VISA americana ai Bob Vylan, dopo la loro esibizione al Glastonbury in cui hanno intonato cori contro l’IDF, e il divieto di ingresso in Ungheria ai Kneecap, ai quali è stata vietata quindi anche la partecipazione allo Sziget Festival 2025.

I Massive Attack hanno così descritto l’iniziativa sui social:

Le scene a Gaza sono andate oltre ogni descrizione. Noi scriviamo in quanto artisti che hanno scelto di usare le nostre piattaforme pubbliche per esprimerci contro il genocidio in atto lì e il ruolo del governo del Regno Unito nel facilitarlo.

A causa delle nostre espressioni di coscienza, siamo stati oggetto di varie intimidazioni all’interno della nostra industria (musica dal vivo e registrata) e legalmente tramite organismi organizzati come UK Lawyers For Israel; la cui vasta gamma di attività è stata ora finalmente svelata in un nuovo film documentario proiettato ieri sera dal collettivo “Led By Donkeys”.

Siamo consapevoli della portata delle campagne aggressive e vessatorie operate da ULKFI, e dei numerosi singoli episodi di intimidazione all’interno dell’industria musicale stessa; progettate unicamente per censurare e silenziare gli artisti dall’esprimere i loro pensieri e sentimenti.

Il post prosegue così:

Avendo resistito a queste campagne di tentata censura, non staremo a guardare e non permetteremo ad altri artisti – in particolare quelli nelle prime fasi della loro carriera o in altre posizioni di vulnerabilità professionale – di essere minacciati fino al silenzio o alla cancellazione della carriera.

In questo spirito, incoraggiamo gli artisti che si sono trovati in questa posizione, o coloro che ora desiderano usare le loro piattaforme per parlare della Palestina, ma sono preoccupati per le ripercussioni industriali o legali, a contattarci a:

ethicalsyndicatepalestine@pm.me

Hanno poi così concluso:

Vogliamo lavorare insieme per condividere esperienze e risorse creative e fattuali, e, fondamentalmente, per stare uniti in forza e solidarietà per chiedere collettivamente:

Accesso immediato e incondizionato a Gaza per le agenzie di aiuto internazionali riconosciute, senza minacce militari.

La fine del repugnante bersagliamento di operatori medici e umanitari.

La fine della vendita/licenze di armi dal regno unito a Israele.

Un cessate il fuoco immediato e permanente.

Una Palestina libera.

Se ti sei sentito ansia a parlare prima ma pensi sia troppo tardi, non lo è. Non è mai troppo tardi per unirsi a questo movimento. Tutti sono i benvenuti.

Oltre ai Massive Attack, al sindacato hanno già aderito Brian Eno, Fontaines D.C., Kneecap e Garbage.

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