Il celebre festival di Glastonbury, uno degli appuntamenti musicali più seguiti a livello globale, quest’anno è stato caratterizzato non solo dalla musica, ma anche da numerose manifestazioni di supporto alla causa palestinese e di critica a Israele, espresse sia dagli artisti che dal pubblico.
Uno dei momenti più controversi ha avuto luogo quando il cantante dei Bob Vylan, durante l’esibizione del 28 giugno, ha fatto cantare al pubblico cori come “Palestina libera” e “Morte alle IDF” (le forze di difesa israeliane).
A seguito di ciò, l’Amministrazione Trump ha revocato le loro VISA e la BBC ha eliminato l’esibizione dalla sua piattaforma streaming. Contro di loro si è scagliato anche il Primo Ministro del Regno Unito Keir Starmer, che ha definito le dichiarazioni sul palco “incitamento all’odio”.
Già prima dell’inizio del festival, gli organizzatori di Glastonbury erano stati oggetto di critiche da parte di associazioni ebraiche e politici filo-israeliani per la presenza dei Kneecap, il trio irlandese noto per il sostegno esplicito alla lotta palestinese, da loro definita una “resistenza anticoloniale”. A maggio, uno dei membri della band, Liam Óg Ó hAnnaidh, era stato persino accusato formalmente di terrorismo per aver inneggiato a Hamas e Hezbollah e per aver esposto una bandiera di Hezbollah durante un concerto a Londra.
Nonostante Keir Starmer avesse etichettato la partecipazione dei Kneecap come “non appropriata”, gli organizzatori hanno permesso la loro esibizione. Tuttavia, la BBC, ha deciso di censurare anche il concerto dei Kneecap, rendendolo disponibile su YouTube solo in un secondo momento.
Il 29 giugno l’account ufficiale del Glastonbury, in collaborazione con l’organizzatrice del festival Emily Eavis, ha pubblicato un post in cui prende le distanze dalle dichiarazioni dei Bob Vylan, affermando quanto segue:
Il Festival di Glastonbury è stato creato nel 1970 come un luogo dove le persone potessero incontrarsi e gioire della musica, delle arti e del meglio dell’ingegno umano. Come festival, ci schieriamo contro ogni forma di guerra e terrorismo. Crediamo da sempre – e ci batteremo attivamente – per la speranza, l’unità, la pace e l’amore.
Con quasi 4.000 esibizioni a Glastonbury 2025, è inevitabile che sui nostri palchi si presentino artisti e oratori le cui opinioni non condividiamo, e la presenza di un artista qui non dovrebbe mai essere vista come un’approvazione tacita delle loro opinioni e credenze.
Tuttavia, siamo sconcertati dalle dichiarazioni rilasciate ieri dal palco del West Holts dai Bob Vylan. I loro cori hanno decisamente oltrepassato il limite e stiamo urgentemente ricordando a tutti coloro che sono coinvolti nella produzione del Festival che non c’è posto a Glastonbury per l’antisemitismo, l’incitamento all’odio o all’incitamento alla violenza.
Live on BBC: pic.twitter.com/ao8gMzzbii
— ashok | ಅಶೋಕ್ 🇵🇸 (@broseph_stalin) June 28, 2025





