Alexisonfire Old Crows Young Cardinals artwork
RECENSIONI

Alexisonfire – Old Crows Young Cardinals

Ho definito “Punk Rock” questa quarta fatica discografica dei canadesi Alexisonfire (la prima tuttavia ad avere una capillare distribuzione mondiale sotto la forte ala protettrice di Roadrunner Records) per il semplice fatto che i nostri propongono una matrice melodica di derivazione decisamente alternative rock, in particolare della forma melodica post-grunge tipicamente USA, su cui viene geneticamente innestata l’energia punk dello Screamo, apportata soprattutto ed inevitabilmente dall’interpretazione del cantante George Pettit.

Proprio George si dimostra essere l’elemento più convincente del lavoro, dotato di grande versatilità ed in grado di trovarsi perfettamente a suo agio sia nelle parti Alter Bridge, sia nelle parti Linea 77.
Il coro a supporto fornito dai chitarristi Dallas Green e Wade MacNeil, poi, fa il resto conferendo all’album un lavoro vocale decisamente degno di nota.
Quello che non appare convincente, di questo lavoro, sono purtroppo le canzoni: il quadro sonoro, difatti, se preso nella sua globalità appare troppo statico e troppo uniforme, e ciò porta all’inevitabile senso di noia che prende dalla traccia “No Rest” in poi, quando, cioè, l’album ha comunicato tutto quello che aveva da dire già nella prima cinquina di pezzi, salvo quindi ripetersi quasi uguale nella seconda parte.

Analizzando però la “cinquina buona”, non si può certo dire nulla a questa formazione: l’innesto di rock e punk risulta essere effettuato con cura, ed in particolare i due pezzi iniziali “Old Crows” e “Young Cardinals” sono quelli che spiccano su tutti, grazie anche a dei ritornelli davvero ben riusciti. Anche “Born And Raised” è decisamente ben riuscita, grazie alla perfetta convivenza tra dolcezza e rabbia all’interno del pezzo.

Resta solo da dire che questo è un album che gli amanti del punk, specialmente nella sua forma screamo, devono assolutamente ascoltare, perché potrebbero trovare negli Alexisonfire un gruppo da amare; per tutti gli altri, rimane purtroppo l’amara consolazione di un’occasione parzialmente sprecata, perché con un po’ di varietà in più questa band avrebbe decisamente potuto risultare godibile ad una maggiore fetta di ascoltatori.

Tracklist

01.Old Crows
02.Young Cardinals
03.Sons of Privilege
04.Born and Raised
05.No Rest
06.The Northern
07.Midnight Regulations
08.Emerald Street
09.Heading for the Sun
10.Accept Crime
11.Burial