Ciao, Jim. Lasciami dire onestamente che è un vero piacere poter chiacchierare con una leggenda del melodic rock/AOR come te. Come stai?
Piacere mio! Sto alla grande, grazie. Faccio quello che amo fare – music !!! -, la splendida donna con cui sono sposato da 43 anni sta bene e mi tiene sempre in forma [ride]
E’ per me un orgoglio poter dire che l’Italia ti ama: il Frontiers Rock Festival è stato un grande successo, specialmente per il concerto finale dei tuoi Pride of Lions. Gli “Eye Of The Tiger days” sono tutt’altro che passati!
Sono molto felice di poter dire che sento ancora quell'ispirazione che mi sprona a provarci, a fare la migliore musica possibile e a scrivere le migliori composizioni ogni giorno della mia vita. Ecco, mi sento sempre come se le canzoni più riuscite della mia carriera dovessero ancora arrivare.
So che hai scritto molte canzoni del tuo nuovo disco, Risk Everything, proprio nel nostro Paese. E’ corretto? Possiamo dire che c’è una sorta di ispirazione “italiana” nelle vene dell’album?
Si, è vero! L'anno scorso sono andato in vacanza in Italia con la mia famiglia, con mia moglie Karen, il mio venticinquenne figlio musicista Colin e la sua meravigliosa moglie Meredith. Ci siamo davvero innamorati del vostro Paese! Siamo stati 3 giorni a Firenze (magico posto, ottime giacche di pelle, cibo spettacolare). Pensa che ho incontrato in una piccola stradina Jack Blades e ci siamo schiantati dalle risate per la coincidenza. Aveva appena suonato al primo Frontiers Fest [i Night Ranger chiusero la prima edizione del festival lo scorso maggio]. Quella sera mangiammo e bevemmo fino allo sfinimento.. Ho preso 5 chili in Italia! Poi abbiamo fatto un’escursione alle Cinque Terre per otto giorni con un gruppetto, stando in una piccola locanda affascinante. Abbiamo fatto anche degustazioni di vino ed olio d’oliva. L’escursione devo dire che è stata dura ma la mia musa mi ha sostenuto e mi ha dato energia! [ride]. Comunque durante questa gita stavo scrivendo nuove canzoni nella mia testa e quando tornavo alla locanda le registravo sul mio Iphone. Nel periodo in cui successivamente ci spostammo a Roma questi frammenti di composizioni iniziarono a prendere più compiuta forma. Al Vaticano poi, alla basilica di San Pietro, fui sopraffatto dalla storia e dalla bellezza che mi circondavano e iniziai a cantare quella che divenne “Thee Crescendo” al mio Iphone. La guida turistica avrà pensato che fossi pazzo – e probabilmente lo ero (e lo sono ancora)! [ride]. Due giorni dopo mi ritrovai in questo bar fatto tutto di ghiaccio [l’Ice Club nel centro di Roma] e lì iniziai a scrivere la canzone “Risk Everything”. Si, avete decisamente qualcosa di speciale nell’acqua (e nel vino) nel vostro Paese!
Premetto che stavo ascoltando la ristampa Rock Candy di “Vital Signs” giusto pochi secondi prima di sentire Risk Everything, però devo dire di aver percepito abbastanza chiaramente il tipico e famoso “tocco Survivor” .. come se questi due lavori fossero in qualche modo collegati. Certo, diverse band, differenti momenti della tua carriera che descrivono differenti modi di fare musica .. ma ho avvertito una sorta di affinità, per esempio, tra “Broken Promises” e “Cold Blooded” oppure tra “High On You” e “Thee Crescendo”. «Life is a love song and this is my love song to life». Pensi che c’è stata una forte continuità nel tuo modo di scrivere canzoni negli anni? Hai sempre un’ “influenza ‘80s”, anche oggi?
Amo la musica e lo stile anni ’80 e penso di non aver mai lasciato totalmente quella decade. La continuità che tu senti è dovuta semplicemente al fatto che chi scriveva le canzoni ai tempi dei Survivor è la stessa persona che ha composto Risk Everything. I miei sentimenti e i miei valori non si sono mai affievoliti da allora, non ho mai dimenticato le mie origini e neanche le persone che contano su di me per portare speranza e gioia. Life is a love song, infatti Giulio!
Mi piace definire il tuo modo di comporre “maccartiano”, dallo stile di McCartney di trovare dal nulla sempre una nuova melodia avvincente, eredità – immagino – del tuo vecchio lavoro di compositore di jingles pubblicitari negli anni ’60 .. a proposito, hai mai incontrato uno dei Beatles?
Ho avuto il piacere di incontrare Sir Paul al 25esimo anniversario di Sgt. Pepper, fui invitato ad Abbey Road per la grande festa. Quando strinsi la mano di Paul sentì un nodo alla gola; dall’emozione non riuscì a dire praticamente nulla .. devo aver mormorato qualcosa. Ah! [ride] Con gli Ides Of March negli anni ’70 incontrai George Harrison ad un cocktail party. Gli dissi la cosa più stupida del mondo: «Siete stati grandi all’Ed Sullivan Show». Ha soltanto riso. [ride anche lui]
Sei un radar per i cantanti rock di prim’ordine. Infatti March Scherer ha obiettivamente una grande voce e la sua performance ,a prescindere dalle canzoni dell’album, è a priori grandiosa. A riprova del fatto che «when there's magic in the music, it's the singer not the song».
[ride] Ah! Si, è proprio così!
Quando hai incontrato Marc? Quando hai realizzato che questo gioielliere di talento sarebbe stato il “nuovo collaboratore di Peterik”?
Lo incontrai due volte in passato. Quanto alla prima, ricordo di aver sentito la sua voce in qualche studio e di esserne rimasto impressionato, ma persi il suo numero di telefono. Poi, finalmente, nel mio studio di registrazione (che è in fondo al corridoio dalla mia camera da letto), sentii di nuovo quella voce. Stava registrando per la sua band – gli Arc Of Ages -, insieme a Larry Millas (il mio tecnico e membro degli Ides of March). Questa volta mi assicurai di non perdere il suo numero! Sentii quello squillo nella sua voce che stavo cercando .. e quella estensione!! Jimi [Jamison] ce l’aveva. Dave [Bickler] pure. Anche Don Barnes [dei 38 Special]. Tutti i più grandi ce l’hanno. Ce l’ha anche Marc.
Alla fine, con queste buone canzoni e un talentuoso cantante, il “rischio” (che intitola l’album) non è poi così elevato.. non un “all-in”. Voglio dire, i tuoi lavori piacciono a molta gente e ed era quasi ovvio, date le sonorità, che anche questo nuovo album sarebbe stato molto apprezzato. Che ne pensi?
Il rischio è riferito più che altro alla vita in generale e non tanto all’album: rischiamo ogni giorno. Sicuramente mi presi un rischio maggiore quando lasciai i Survivor. Però comunque non puoi mai sapere quale sarà il giudizio dei fans e della critica. Fin qui, tutto bene!
Peterik / Scherer è l’ultimo di una lunghissima serie di progetti. Qual è il più bel ricordo della tua lunga carriera? Coi Survivor? Con gli Ides Of March?
Con i Survivor ce ne sono davvero tanti. Forse la prima volta che abbiamo suonato “Eye Of The Tiger” dal vivo. Eravamo ad un celebre parco divertimenti vicino Chicago, chiamato Great America. Quando attaccammo con l’intro, il posto letteralmente esplose! Dopo ci furono molti spettacoli più grandi, ma quello era l’inizio .. fu molto speciale per me.
Con gli Ides Of March invece di sicuro quando aprimmo per i Led Zeppelin nel 1970 a Winnipeg, in Canada, quando “Vehicle” era al numero uno in classifica. Fu la notte più grande della nostra vita .. una standing ovation dopo ogni canzone! Quella notte neanche i leggendari Zep riuscirono a starci dietro e le testate giornalistiche il giorno dopo lo ribadirono: «THE IDES OF MARCH STEAL THE SHOW!»
Parlando sempre del passato, del periodo coi Survivor e di grandi cantanti.. Jimi Jamison è probabilmente uno dei più migliori vocalist che io abbia mai sentito. Ma spesso ho l’orrenda sensazione che sia così sottovalutato .. di sicuro, meno di quello che si meriterebbe. E’ davvero ingiusto. Quando lo sento cantare il chorus di “Man Against The World” non ho alcun dubbio riguardo al fatto che la sua sia La Voce della musica AOR (e non solo): era capace di far sentire l’ascoltatore speciale e non soltanto per le parole ma soprattutto per la passione con cui cantava. («A brand new day will shine / through the avalanche of time»… brividi).
Puoi dirmi cinque canzoni che, secondo te, mostrano appieno le sue qualità .. il suo talento nel trasformare grandi canzoni in capolavori? Cinque composizioni di cui sei particolarmente fiero, da quel periodo insieme a lui.
Direi che ne hai già evidenziata una, “Man Against The World” .. wow, che canzone. E che perfomance. Ricordo che Frankie [Sullivan] era dovuto andare al bagno, mentre io ascoltavo l’incisione vocale di Jimi della prima strofa. Quando cantò il verso «And your heart can’t find the words».. ebbi davvero i brividi. Quando Frankie tornò, gli dissi: «Jimi ha appena cantato il miglior verso che abbia mai sentito». Mi guardò con il suo solito sguardo da “Provalo”. Ma quando glielo feci sentire.. fu totalmente d’accordo.
“Rebel Son”. Forse perchè proprio Jimi mi aiutò a scriverla. Ci mise tutto sé stesso.
“The Search is Over”. Anche qui, mi ricorderò sempre la prima incisione vocale .. da infarto. «Then I touched your hand / I could hear you whisper / The search is over / Love was right before my eyes». Il fatto che quelle ultime parole sembrino essere pronunciate davvero da una donna .. rende le parole di Jimi ancora più toccanti.
“I See You In Everyone”. Un’altra gemma di Jimi. Trovo molto riuscita anche la versione unplugged sul cd tribute “Torch”. Era una delle preferite di sempre di Jimi e la cantava spesso dal vivo.
Ancora, amo particolarmente “Alive” and “Streets Of Heaven” che ho scritto per il suo caro patrigno quando purtroppo venne a mancare.
Giusto un’ultima curiosità: ma lo sai che cercando “Survivor” su Youtube come primo risultato ci sono le Destiny’s Child? In che mondo viviamo, amico mio.
Sono ufficialmente depresso. [ride] La vita spesso è ingiusta – Ya know!
Ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato, Jim. Concludendo, ti auguro buona fortuna per ogni cosa, nella tua carriera e nella tua vita. C’è un messaggio che vuoi condividere con i fans italiani di Spaziorock?
Quando ho guardato negli occhi l’incredibile audience di Milano il 12 aprile .. mi avete riempito di gioia. Quando vi ho visto cantare insieme a noi – e non solo i ritornelli ma anche tutti i versi – ero quasi sopraffatto dall’emozione. E la risposta al cantato di Toby [Hitchcock] è stata davvero incredibile. Come è incredibile la sensazione che il tuo lavoro sia così tanto apprezzato. Grazie. Mi date sempre speranza e volontà di continuare nel mio lavoro e di cercare di far sorridere il mondo.
E grazie a te Giulio per le tue stimolanti domande e l’ovvia passione per la grande musica melodica! Ciao !!











