Altro giro, altra corsa. Nella serie di album che ripropongono vecchi concerti tenuti per il programma televisivo tedesco Rockpalast, è il turno della rock band Spirit, trio formato dal batterista Ed Cassidy, dal bassista Lerry “Fuzzy” Knight e dall'estroso cantante e chitarrista Randy California. In realtà il gruppo in origine prevedeva un altro tipo di formazione, con in aggiunta un tastierista ed un altro percussionista, ma gli avvicendamenti nella line-up e il percorso artistico intrapreso hanno portato alla situazione descritta poco fa. L'anno è il 1978 e la serata dell'evento è la stessa in cui ha calcato il palco Dickey Betts (oltre a Michael Chapman e ai Mother's Finest), protagonista anche lui della pubblicazione dello show Rockpalast. In origine dovevano essere i Kinks a partecipare alla nottata di musica, ma dovettero rinunciare per quella che poi si è scoperto essere una crisi interna alla band: a sostituire il gruppo di Ray e Dave Davies vennero chiamati poprio gli Spirit.
Randy California, appena quindicenne, condivideva il palco con un certo Jimi Hendrix e dal suo inesauribile genio prende ispirazione. Basta sentirlo suonare per rendersi conto di quanta influenza abbia avuto su di lui il chitarrista di Seattle e non solo per quanto riguarda l'uso dello strumento, ma anche per quanto concerne il modo di cantare. Infine cosa manca per essere un perfetto adepto di Hendrix? Naturalmente la giusta dose di psichedelia e Randy si divertiva un sacco ad usare il suo sintetizzatore Moog. La performance degli Spirit al Rockpalast nel 1978 è racchiusa in “West Coast Legends Vol.3”, che mette in luce la vera essenza selvaggia della band. Il modo di fare musica è molto grezzo e si bada assolutamente alla sostanza, più che alla forma: l'effetto è bello, perchè è quello di rock di altri tempi, per così dire, ma alcuni aspetti non mi hanno convinto molto. A California non mancano certo il talento e la personalità, ma sinceramente non mi è piaciuto molto il modo un po' troppo grossolano in cui usa il synth durante lo show e in alcuni frangenti la voce dell'artista statunitense risulta poco intonata e di conseguenza anche poco aggraziata. Tutto è però compensato dagli interminabili trip strumentali e dai riff coinvolgenti, e, più in generale, l'ultima parte del concerto, quella più intensa, si fa certamente apprezzare, anche grazie al momento clou dello show e cioè la delirante jam finale assieme a Dickey Betts, che si era esibito in precedenza nel corso della nottata.
Mi piace l'idea di questo stile un po' “alla Hendrix” e tutto sommato riesce anche bene agli Spirit, capaci di coinvolgere il pubblico del Rockpalast grazie all'energia e al loro rock tagliente venato di blues e psichedelia. “West Coast Legends Vol.3” è un buon tributo alla band e al suo leader, scomparso nel 1997.
Tracklist
01. Rockpalast – Intro
02. Rockpalast Jam
03. Mr. Skin
04. Nature's Way
05. Like A Rolling Stone
06. 1984
07. It's All The Same
08. I Got A Line On You
09. All Along The Watchtower
10. Wild Thing
11. Downer (Tampa Jam)
12. If I Miss This Rain / Rockpalast Jam (With Dickey Betts)

















