cover waines sto 2011 00
RECENSIONI

Waines – STO

Il secondo disco in studio dei palermitani Waines non fa altro che confermare le ottime premesse emerse col precedente “STU”, rendendo “STO” un disco dal grandissimo potenziale in grado di spopolare pressoché ovunque.

Non è certamente mai bello cominciare una recensione dalla fine, ma ciò che vi ho scritto sopra è quanto emerge chiaramente dall’ascolto di quest’opera discografica, un’opera in cui è davvero palpabile l’energia espressa da questo power trio nostrano. Innanzitutto, è bene acquisire nuovamente il controllo dell’articolo e spiegarvi che ci troviamo di fronte ad una musica in bilico tra psichedelia 70s e del sano quanto robusto stoner rock, il tutto, però, circondato in un abbraccio fortemente groovy che sa tanto di Franz Ferdinand.

E’ un suono peculiare quello creato dai Waines, un vortice sonoro che avvolge sin dall’incipit di “Turn It On” (titolo assai appropriato)  e prosegue spedito fino alla la conclusione sporca e tirata di “Keep It Fast” (tanto per rimarcare le intenzioni della band), un brano che ricorda i Beastie Boys più rock e ruvidi, alternando nel mezzo rari momenti di distensione (“Morning Comes”), cadenze stentoree ed accattivanti (“Harsh Days”) ed affascinanti quanto distorte indecisioni tra gli UK e gli USA (“Afrix”). L’impresa, poi, risulta vincente anche grazie alla produzione del disco: ruvida e disordinata solo all’apparenza, in realtà essa nasconde un grande e certosino lavoro dietro il mixer ad opera di Mario J McNulty (già al lavoro su David Bowie, Nine Inch Nails e Lou Reed – tanto per dire qualche nome “di poco conto”), che ha preso il groove di questi ragazzi e l’ha portato verso gli ambiti livelli del taglio internazionale.

Purtroppo, però, “STO” è anche un’opera che soffre, in un certo qual senso, di uno scarso dinamismo d’insieme: come se l’organicità delle composizioni fosse decisamente troppo intensa, per cui l’inciso difficilmente cade verso inesorabili momenti morti, ma allo stesso modo non riesce a spiccare con salti evidenti. Un difetto, comunque, che non mina la qualità d’insieme del quadro musicale, per cui mi tocca ribadire quanto affermato all’inizio, ovvero che i Waines sono una formazione convincente sotto qualsiasi punto di vista. Provateli, e molti di voi non si pentiranno di aver concesso a questi ragazzi una possibilità.

Tracklist

01. Turn It On
02. Time Machine
03. Afrix
04. Round Glasses
05. Inner View
06. The Pot
07. Morning Comes
08. Birds
09. Harsh Days
10. Keep It Fast
11. 11 1876 Reprise