Si torna con estremo piacere ad ascoltare ed a scrivere di Julie Fowlis, questa trentenne scozzese che ha saputo infondere la sua personalità genuina, fresca e frizzante in un panorama spesso troppo statico quale il folk scozzese. Una donna la cui particolare voce è stata spesso accostata alle arditezze ed alle mutevoli tonalità di Kate Bush e Björk, ed il cui particolare approccio alla tradizione ha suscitato un interesse immediato sin dai tempi dell’esordio discografico di “Mar A Tha Mho Chride”. Interesse iniziale che presto si è trasformato in un clamoroso successo nazionale grazie al successivo “Cuilidh”, vero e proprio capolavoro che è valso all'artista l’ambita nomina di “Folk Singer Of The Year” da parte della Radio 2 della BBC.
Con queste premesse, si attendeva con una certa ansia la nuova manifestazione discografica di Julie. Togliamoci subito il pensiero: “Uam” è, senza alcun dubbio, l’album più debole sinora partorito dalla nostra cantautrice. Altrettanto schiettamente, tuttavia, lasciatemi precisare che questo non è dovuto a particolari demeriti della musica in sé: gli elementi tipicamente Fowlis sono tutti presenti nel cd, pronti a scatenare intense emozioni, come accade per il magico quartetto di pezzi posti in apertura.
Il brano iniziale in tre parti è la tipica ballata che inizia con la voce e la sola chitarra acustica, per congiursi poi al fiddle, quindi al flauto irlandese (da sempre, lo strumento prediletto da Julie per muovere con estremo dinamismo il filo emotivo delle sue composizioni), facendoci immediatamente sentire a casa. La successiva “Bothan Airigh Am Braigh Raithneach” è una canzone estremamente uterina per pianoforte (echi di Tori Amos, quindi), che non tradisce il forte attaccamento alle Highlands della natìa Scozia, creando quel contrasto di cui la Nostra è unica portatrice nel folk celtico. Abbiamo quindi il duetto tra Julie e Eddi Reader (una leggenda del folk scozzese) su “Wind And Rain”, uno “scontro con chitarra acustica”, semplicemente entusiasmante, tra l’inglese ed il gaelico, onnipresente in questo album come d’altronde in tutti gli altri dischi firmati Julie Fowlis. Si notano, infine, ritmi tribaleggianti ed ossessivi in “Thim Am Bata”, ritmi sui quali Julie spesso si scatena in indemoniati scioglilingua (ascoltate anche il trittico posto come nona traccia).
Bene, ora che ho descritto nel dettaglio le situazioni del poker iniziale di pezzi, posso dirvi che ritroverete le stesse soluzioni, quasi presentate in gruppi omogenei, lungo il resto del cd. Ad esempio, il duetto con Mary Smith su “He Gradh, Ho Gradh” richiama quello con Eddie Reader su “Wind And Rain”, mentre le atmosfere di “A Chatrion' Og” sono troppo simili a quelle ritrovate nel trittico iniziale. Ancora, troppo prolissa e ripetitiva la conclusione – insolitamente funebre – affidata a due pezzi quasi gemellari quali “A Mhic Dhughaill 'ic Ruairidh” e “Ho Bha Mi, He Bha Mi”.
Si può quindi giungere ad una naturale conclusione: lungi dal dover affermare di trovarci di fronte ad un brutto album – la classe unica di Julie Fowlis impregna questo cd rendendolo di default superiore rispetto a tanta concorrenza – constatiamo con estrema semplicità di trovarci di fronte al classico, ed assolutamente perdonabile, calo d’ispirazione. Oltretutto, ad aggravare la situazione di Julie c’è il suo ingombrante passato discografico, rappresentato da due titoli di assoluta eccellenza che non dovrebbero mancare nella collezione di nessun amante del folklore celtico.
Ad ogni modo, i fan della Fowlis non devono lasciarsi sfuggire questa sua ultima release perché, nonostante tutto, quella brezza musicale genuina e fresca comunque spira (con meno forza, ahimè) lungo i 50 minuti di questo cd. Per chi, invece, non conosce ancora la cantautrice, “Uam” rimane comunque un buon biglietto da visita che potrebbe spingervi a voler scoprire maggiormente Julie Fowlis. E quando, nello spasmo della ricerca, incapperete in quella gemma di assoluto valore che porta il nome di “Cuilidh”, allora vi ritroverete inesorabilmente innamorati, e sarete immensamente grati nei confronti di questo disco.
Tracklist
01. M' fhearann Saidhbhir / Nellie Garvey's Favourite / 'G ioman Nan Gamhan 's Mi Muladach / Jerry's Pipe Jig
02. Bothan Airigh Am Braigh Raithneach
03. Wind And Rain (featuring Eddi Reader)
04. Thig Am Bata
05. A Chatrion' Og
06. He Gradh, ho Gradh (featuring Mary Smith)
07. Co Ni Mire Rium? / Trip To Galway
08. A' Chiad Cheum
09. Brogan Ur Agam A-nochd / The Cat And The Dog / Mu Chuachag 's Laghach Thu
10. Rugadh Mi 'teis Meadhan Na Mara
11. Bodachan Cha Phos Mi (featuring Mary Smith)
12. A Mhic Dhughaill 'ic Ruairidh
13. Ho Bha Mi, He Bha Mi
















