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Aleister Crowley: una figura culturale di rock e metal

Aleister Crowley, ovvero l'uomo più cattivo del mondo: in tanti ne parlano, nel mondo della musica, ma non tutti l'hanno letto davvero. Per limitarci al solo ambito metal, difficilmente si dirà che l'abbia letto Ozzy Osbourne, il quale nella sua autobiografia Io sono Ozzy racconta di aver composto "Mr. Crowley" interrogandosi su quel personaggio tanto citato, ma di cui lui ben poco sapeva (racconta, anche, di non aver riconosciuto il famoso mago una volta che ne vide il ritratto, attirandosi lo scherno di un incredulo Zakk Wylde). Sicuramente, invece, l'ha letto e riletto Steve Sylvester, che con i suoi Death SS gli ha dedicato l'album "Do What Thou Wilt". Anche i Therion devono molto al famigerato mago: i testi di Thomas Karlsson, fondatore di un culto di stampo crowleyano, sono in stretta sintonia coi suoi insegnamenti. Bruce Dickinson, poi, l'ha fatto rivivere nella sceneggiatura scritta per il film Chemical Wedding di Julian Doyle. Nella già menzionata "Mr. Crowley", Ozzy canta:

Mr. Crowley, what went on in your head?

Oh, Mr. Crowley, did you talk to the dead?
Your life style to me seemed so tragic

With the thrill of it all

[…]

I want to know, I want to know waht you mean…

 

Proverò a dare una risposta articolata all'interrogativo del madman, basandomi sulla monumentale biografia Fa ciò che vuoi. Vita e opere di Aleister Crowley scritta da Lawrence Sutin, nonché sul Libro della Legge (Liber AL Vel Legis Sub Figura CCXX). Ne risulterà così un commento esplicativo ai versi di Ozzy e, specialmente, a quelli di Sylvester.

Chi fu realmente il mago Aleister Crowley?

 

Mr. Charming, did you think you were pure?

Mr. Alarming, in nocturnal rapport
Uncovering things that were sacred
Manifest on this Earth

(Ozzy Osbourne, "Mr. Crowley")

 

Fu davvero l'uomo più cattivo del mondo? Oggi si ha qualche ragionevole difficoltà ad ammettere una definizione così altisonante. Fu, piuttosto, un figlio indocile del suo tempo: un membro di quella generazione analizzata da Freud, cresciuto sotto il peso di un padre predicatore e degli ipocriti precetti vittoriani sulla rispettabilità. Un ribelle che per tutta la vita cercò di liberarsi dall'angusto senso del peccato impostogli da famiglia e da società, e per farlo scelse di sperimentare tutto lo sperimentabile, di praticare tutte le perversioni immaginabili, confrontandosi con la "bestia interiore" (da cui l'appellativo autoattribuitosi: "Bestia 666"). Tale bestia interiore fu, verosimilmente, un'omosessualità sempre vissuta con vergogna (nonostante tutti i suoi tentativi di sbarazzarsi della morale in vigore); le suddette perversioni furono, ovviamente, di natura sessuale: un corredo di pratiche con partner di ambo i sessi, forse un po' più spinte della norma (sempre che una norma ci sia), che ai suoi tempi fece autentico scandalo, anche perché caricato di simbologie magico-religiose. Crowley sperimentò e divulgò esercizi di magia sessuale godendo, certo, dell'opportunistica possibilità di fare sesso frequentemente, ma anche e soprattutto per profonde convinzioni. Agli albori dell'umanità il sesso, legato al mistero della procreazione, costituiva l'atto magico per eccellenza: Crowley mantenne intatta la convinzione che i fluidi corporei rappresentassero la quintessenza dell'energia vitale; un'energia in grado, se opportunamente direzionata con rituali, di influire sul corso degli eventi e spalancare stadi superiori di coscienza. L'officiante diveniva così, nel sistema di credenze crowleyano, un essere divino: non solo perché esercitava poteri straordinari, ma soprattutto perché, come un dio, dava libero corso ai propri impulsi senza restrizioni di sorta, paure o ipocriti pudori.

 

 

La dottrina

With my birth I can reach the joys of God.
I'll free soul and body from impurity.

Come to me! I invoke Thee!
Holy Guardian Angel my will is inside your name.

Now my old being is dead but I'm reborn.
With your help I renew my weary life through love.

(Death SS, "Baron Samedi")

 

C'è una certa grandezza, per quanto utopistica, nella pretesa di liberare dal senso del peccato non solo se stessi, ma tutta l'umanità. Durante un viaggio in Egitto Crowley scrisse, sotto la presunta dettatura dell'entità spirituale chiamata Aiwass (da notare la somiglianza con "I will"…) il noto Libro della Legge, in cui è annunciato l'avvento di una nuova epoca per il genere umano. In esso è contenuta la massima «Fa ciò che vuoi sarà tutta la legge»: lungi dall'essere, come a prima vista potrebbe sembrare, un'incitazione anarchica alla crapula e all'abuso, questa formula va letta insieme all'altra sua celebre complementare: «Amore è la legge, amore sotto la volontà».

 

Love is the law, love under will

Thou hast no right but to do thy will

Do that and no other shall say nay

 

canta Steve Sylvester in "Crowley's Law". L'insegnamento di Crowley consiste in ciò: fare tutto quello che si vuole, guidati dalla propria volontà (laddove la scoperta di ciò che realmente si desidera presuppone già una lunga ricerca interiore) e dall'amore. Trattasi di amore sia spirituale che, ovviamente, carnale. Questa dottrina include senz'altro una sfumatura violenta (la violenza del possesso fisico), oltre che l'incitamento a qualunque pratica amorosa: il nocciolo del pensiero crowleyano è che proprio praticando la libertà assoluta, priva di censura, l'umanità infrangerà i suoi limiti e scoprirà la propria essenza divina. Resta più ambigua, invece, la questione del rispetto degli altri: il Libro della legge parifica tutti gli esseri umani, equiparandoli a stelle, ma invita pure a "colpire duro", giacché i forti non ne saranno danneggiati… sembra comunque che Crowley credesse che, in virtù di una legge cosmica, due autentiche volontà non potessero entrare in conflitto (forse a ciò allude l'ultimo verso di Sylvester citato sopra).

 

A mio giudizio, tuttavia, c'è un aspetto che toglie decisamente originalità allo scritto essenziale di Crowley: il Libro della legge ha un'indole assolutamente nietzscheana. Crowley dovrebbe aver letto Nietzsche solo a scrittura ultimata; fatto sta che, nella sua opera, i grandi temi già enunciati dal filosofo tedesco si ritrovano tutti: l'avversione al cristianesimo, giudicato subdolamente repressivo; il disprezzo per la debolezza diffusa; la genesi di un'umanità libera, forte e pura attraverso il rovesciamento dei valori vigenti; l'esercizio della volontà; l'importanza del corpo; l'idea della vita come dissipazione e l'esaltazione del godimento; la relatività, o meglio l'inconsistenza, di ogni presunta verità (anche se Crowley cercava paradossalmente di fare proseliti, proponendo perciò come veritiera la propria visione del mondo…). E, come negli scritti di Nietzsche, questi temi sono declinati con un linguaggio poeticamente metaforico (ma assai meno fine di quello nietzscheano, per dirla tutta). Una differenza basilare è che in Crowley sono presenti, ed espliciti, gli argomenti del vizio e della lussuria sessuale… ma è evidente che non bastò la sua sola dottrina, per quanto sgradita alle coscienze puritane e facilmente equivocabile (come d'altronde quella di Nietzsche), a procurargli una nomea così eccessiva.

 

 

L'"uomo più cattivo del mondo"?

He was called the wickedest man in the world
the Great Beast of Hell incarned on earth.

[…]

Unrecognized genius for th rebel youth
the poet of all men who desire to be free

He shocked the world with his depraved life
but showed everyone the way to the light.

(Death SS, "Crowley's Law")

 

La sinistra fama che ammantò Crowley si deve principalmente alla campagna di diffamazione giornalistica che in Inghilterra si abbatté sul suo stile di vita, notoriamente dissoluto (va tenuta presente l'atmosfera perbenista ed omofoba dell'Inghilterra vittoriana). Infatti, se indecorosi e osceni apparvero i suoi scritti, tanto quelli a carattere magico quanto quelli letterari e poetici (per tutta la vita Crowley coltivò ambizioni letterarie, senza mai riuscire a farsi acclamare come valente poeta), fu la sua condotta a comprometterlo davvero agli occhi dell'opinione pubblica.

 

Leggendo la sua biografia non è facile sottrarsi all'idea di un Crowley vanitoso e tutto sommato ingenuo, sovente grottesco, nel modo in cui lo sono i bambini, alle prese col "colpo di ritorno" di azioni ed esternazioni platealmente controproducenti. Sostenne ad esempio di avere influenzato Hitler, a cui tentò di far pervenire una copia del Libro della Legge: cercava, in questo modo, di legarsi ad un potere politico forte, che immaginava in grado di diffondere e istituzionalizzare le sue dottrine. Lesse il Mein Kampf, apprezzandone le parti di derivazione nietzscheana (rivoluzionare la morale dell'umanità, preservare una élite incorrotta, ecc.), ma non mostrò di gradire la cruciale teoria razzista… Non capì, forse, a chi stesse cerando di legarsi.

 

Fu, anche, l'uomo sbagliato nel posto sbagliato, al momento sbagliato: nel 1923 Benito Mussolini, venuto a sapere della sua presenza a Cefalù (qui Crowley aveva creato la sua scuola-eremo, chiamata Thelema), lo espulse dall'Italia. In retrospettiva la cacciata non sembra giustificata dalla convinzione che il trasgressivo personaggio, insieme ai suoi pochi discepoli, costituisse un vero pericolo; più verosimilmente, nella sua ricerca di credibilità internazionale Mussolini non intendeva porsi in cattiva luce col governo britannico, ospitando un individuo ad esso inviso… Questo episodio naturalmente non fece che accrescere la fama di pericoloso scellerato di Crowley.

 

Va detto infine che molti qualificarono Aleister Crowley come un approfittatore dal punto di vista sessuale ed economico. Ma, ad onor del vero, questo non lo distinse certo da una pletora di altri personaggi storici dalla moralità quantomeno "flessibile".

 

 

Perché Crowley è così influente nel mondo della musica?

He taught us freedom, true love and will
to make all people aware of truth.
He stirred men's conscience with sex and joy
against the constraints of crapolous creeds.

(Death SS, "Crowley's Law")

 

I generi che maggiormente rendono omaggio a Crowley sono il rock (i Beatles lo inclusero tra i volti della copertina di "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band"; Jimmy Page, uno dei principali collezionisti di oggetti crowleyani, acquistò la sua villa in Scozia) e poi il metal. Non mi sembra un caso: Crowley incarna con ogni evidenza la figura del ribelle che si contrappone ai canoni della sua epoca, e perciò personifica quell'esigenza di opposizione che i succitati generi hanno ereditato dal loro progenitore, il rock'n roll, e che tutt'ora portano in sé come proprio tratto saliente.

 

Va notato inoltre che rock e metal, fin dai loro albori, non perseguono un'idea di ribellione essenzialmente distruttiva o nichilista (prototipo che sarà invece largamente declinato dal punk). Si tratta, piuttosto, di trasgredire gli schemi di pensiero e di comportamento consolidati, sostituendoli con altri modelli, ovvero con una diversa sapienza ed un diverso atteggiamento verso il mondo. In questo senso si capiscono l'interesse dei Beatles per le filosofie orientali, la passione di Jim Morrison per Nietzsche, il coinvolgimento di Geezer Butler nell'esoterismo, ma anche l'estetica inventata dai Judas Priest, che ponendosi a metà tra il mondo dei bikers e quello dei sexy shop (borchie, pelle nera, ecc.) sintetizza di fatto due "sottoculture" underground. Non bisogna infatti trascurare i dati anagrafici di rock e metal, che nascono rispettivamente negli anni '60 e nei primi anni '70: si tratta di due momenti storici animati dallo stesso slancio al cambiamento costruttivo (che si esaurirà poi nel corso dei Seventies, e l'attitudine punk ne sarà il chiaro segnale). Ebbene, penso che alla luce di questa ricerca di prospettive differenti si spieghi tutta l'attrattiva esercitata dal Crowley maestro, portatore di un sistema di norme alternative che esprimono libertà, gioia e godimento, abbattimento delle convenzioni anguste ed edificazione di un'umanità nuova. Una sapienza tanto più attraente e tanto più vera, proprio perché "illecita" e anticonformista.

 

Crowley è stato, in vita, un personaggio sfuggente: ambiguo, contraddittorio, teatrale, sublime e grottesco allo stesso tempo; ma la fama postuma che meritò, e che si riscontra in musica, si deve al prefetto combaciare delle sue dottrine con le ambizioni delle generazioni che, durante la Guerra Fredda, cercarono una visione indipendente, più audace e meno opprimente del mondo (così gli hippies lo giudicarono un anticipatore del loro stile di vita, basato sull'amore libero e sull'ampliamento della coscienza attraverso le droghe – di cui il mago faceva uso nei rituali; credo che ciò basti a motivarne la presenza sulla copertina dei Beatles). Aleister Crowley trovò così, finalmente, quella folla entusiasta di discepoli che non l'aveva raggiunto in vita.

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