Otto anni. Tanto è trascorso dall’ultima apparizione dei Dimmu Borgir sul suolo milanese, otto lunghi anni durante i quali il silenzio è stato interrotto soltanto dall’attesa, dalle speranze e dalla fame mai sopita di rivedere una delle formazioni più imponenti e rappresentative del black metal sinfonico. Un’attesa che si è finalmente spezzata pochi mesi fa con la pubblicazione di “Grand Serpent Rising”, un lavoro accolto con favore da pubblico e critica, capace di rilanciare il nome del combo norvegese e di restituirgli quello slancio feroce che sembrava covare sotto la cenere, pronto a divampare nuovamente. E quale occasione migliore per suggellare questo ritorno se non un appuntamento unico nel nostro Paese?
Con l’ “In League With Satan Tour”, il richiamo all’oscura eredità dei Venom è tanto esplicito quanto evocativo, un titolo che profuma di blasfemia, storia e devozione all’estremo, reso ancora più emblematico dal recente lutto che ha colpito la storica formazione britannica con la scomparsa di Cronos. A completare questo rituale, due autentici colossi del panorama estremo: Behemoth e Dark Funeral. Tre nomi, tre identità monumentali, tre differenti declinazioni dell’oscurità riunite sotto un’unica, infernale bandiera.
Ad un richiamo di tale portata, Milano non poteva che rispondere presente: l’Alcatraz si è presentato gremito in ogni suo spazio, traboccante di fan accorsi per assistere ad una serata che prometteva di entrare nella storia del metal estremo nel nostro Paese. Un colpo d’occhio imponente, il preludio perfetto ad una notte in cui l’inferno avrebbe trovato casa nel cuore della città.
Ad aprire le danze di questo infernale trittico ci pensano i Dark Funeral, portabandiera di un black metal feroce e senza compromessi. Al nostro ingresso, Heljarmadr e soci stanno già evocando le proprie visioni oscure sulle note di “The Arrival of Satan’s Empire”, seguita poco dopo da “The Secrets of the Black Arts”. Sono appena cinque i brani concessi alla formazione svedese, con una scaletta che guarda soprattutto al passato più recente della band: a dominare, infatti, è “Where Shadows Forever Reign”, album del 2016 rappresentato da “Unchain My Soul” e dalla title track omonima, mentre “We Are The Apocalypse”, ultima fatica in studio del 2022, trova spazio soltanto con “Let the Devil In”. Al di là delle considerazioni sulla setlist, i Dark Funeral dimostrano di sapere come occupare il palco. La presenza scenica è indubbiamente uno dei loro punti di forza: figure minacciose, un’estetica lugubre ed un impatto visivo che si sposa perfettamente con l’immaginario della formazione guidata da Lord Ahriman.
Bastano pochi minuti per riassestare il palco e preparare il terreno all’arrivo della seconda formazione in cartellone. Ma all’Alcatraz, nell’attesa, si respira già un’aria diversa. Il pubblico sembra dividersi idealmente in tre fazioni: chi sfoggia con orgoglio le magliette dei Dark Funeral e chi, invece, ostenta il volto dipinto di bianco e nero, richiamando l’estetica di Shagrath o il trucco inconfondibile di Nergal. Alle 19.55 in punto, le note di “Daimonos” annunciano l’ingresso dei Behemoth. Gli occhi sono tutti puntati su Adam Darski, in arte Nergal, figura ormai iconica del metal estremo internazionale. Dopo oltre tre decenni di carriera, la formazione polacca dimostra di sapere ancora come conquistare il proprio pubblico, forte di uno spettacolo in cui musica, teatralità e immagini si fondono in un’unica, oscura visione. La scaletta proposta in questa nuova sede diventa un viaggio attraverso le diverse stagioni della carriera dei Behemoth, con un occhio di riguardo per “The Satanist” (2014), disco amatissimo da una larga fetta dei fan, e per “The Shit Ov God”, ultimo lavoro in studio pubblicato lo scorso anno. Non manca neppure un riferimento al più recente EP “I, Scvlptor”. A spiccare è soprattutto “Blow Your Trumpets, Gabriel”: a dodici anni dalla sua pubblicazione, il brano conserva una freschezza disarmante e un’attualità sonora sorprendente, confermandosi uno dei momenti più efficaci dell’esibizione. A sostenere questa potenza musicale è soprattutto la presenza scenica di Nergal, autentico fulcro di una performance nella quale nulla sembra lasciato al caso. I copricapi elaborati e i cambi d’abito, sfoggiati anche durante brani come “Bartzabel”, contribuiscono a esaltare l’estetica blasfema della formazione. È, però, con “I, Scvlptor” che la componente scenografica raggiunge uno dei suoi momenti più peculiari: un tendone traslucido viene allestito sul palco, mentre Nergal, in controluce, emerge da dietro la struttura, sollevato da una piattaforma pneumatica che lo innalza al di sopra della scena. Una posa solenne, quasi divina, con il frontman che si staglia davanti alla platea come una figura intenta a rivolgersi alla propria schiera di devoti. Al termine di “The Shadow Elite”, i Behemoth si raccolgono di fronte al palco per un ultimo momento di contatto con la platea, lanciando tra il pubblico alcuni cimeli, tra cui plettri bacchette, prima di ritirarsi momentaneamente. È soltanto una breve tregua: le tenebre tornano presto a impossessarsi dell’Alcatraz con “Chant for Eschaton 2000” e la conclusiva “O Father O Satan O Sun!”, suggello solenne di un’esibizione che lascia appagato il pubblico milanese.
Terminata l’esibizione dei Behemoth, giunge finalmente il momento dei Dimmu Borgir. L’Alcatraz freme in vista del ritorno di Shagrath e Silenoz, gli ultimi membri storici rimasti nella formazione. Alle 21.45 circa, un imponente banner nero con il logo della band cala sul palco sulle note di “Ulvgjeld & Blodsodel”, mentre l’impazienza accumulata in otto lunghi anni lascia spazio ad un entusiasmo incontenibile: l’ultima apparizione milanese risaliva al dicembre 2018. A rompere il silenzio è “Mourning Palace”, classico intramontabile che riporta ai fasti di “Enthrone Darkness Triumphant” (1997), disco fondamentale per il successo internazionale del gruppo. Shagrath si presenta in splendida forma, ritrovando quella cattiveria e quella presenza scenica che da tempo si desiderava rivedere. La scaletta attraversa le diverse fasi della discografia, alternando classici e nuove composizioni tra orchestrazioni monumentali, atmosfere sinfoniche e black metal dalla rinnovata ferocia. Spiccano “Puritania”, “The Serpentine Offering” e “Gateways”, tre brani che rappresentano altrettante epoche della storia dei Borgir. Ampio spazio anche a “Grand Serpent Rising”: “As Seen in the Unseen” e “Ascent” confermano la ritrovata vena aggressiva ed oscura della band, mentre la prova vocale di Shagrath dimostra come il tempo non abbia intaccato lo smalto degli anni Novanta. Il momento più inatteso arriva con “In League With Satan”, dove Shagrath ricorda la scomparsa di Cronos, prima di invitare sul palco Nergal per eseguire insieme il pezzo. Quando risuona “Evil in league with Satan”, l’Alcatraz esplode in un coro unanime, accompagnando a squarciagola uno dei brani simbolo del metal estremo. A chiudere il concerto è “Progenies of the Great Apocalypse”, suggello di una serata che restituisce i Dimmu Borgir nella forma tanto attesa. Dopo otto anni di assenza, i norvegesi sembrano aver ritrovato quella cattiveria in parte smarrita negli ultimi lavori, senza rinunciare alle orchestrazioni monumentali e alla teatralità che da sempre li contraddistingue. Resta soltanto da chiedersi quanto bisognerà aspettare prima di rivederli in Italia. Otto anni sono decisamente troppi e l’auspicio è che questa volta non debba passare così tanto tempo prima di ritrovarli su un palco, soprattutto dopo una prova di questo livello. Bentornati, Dimmu Borgir!
Setlist Dimmu Borgir
Ulvgjeld & Blodsodel
Mourning Palace
Kings of the Carnival Creation
Council of Wolves and Snakes
As Seen in the Unseen
Ascent
Reptile
The Serpentine Offering
Puritania
Gateways
In League With Satan (Venom cover, con Nergal)
Progenies of the Great Apocalypse
Setlist Behemoth
Daimonos
Ora Pro Nobis Lucifer
Thy Becoming Eternal
The Shit ov God
Conquer All
Blow Your Trumpets Gabriel
I, Scvlptor
Ov Fire and the Void
To Drown the Svn in Wine
Bartzabel
The Shadow Elite
Chant for Eschaton 2000
O Father O Satan O Sun!
Setlist Dark Funeral
Unchain My Soul
The Arrival of Satan’s Empire
The Secrets of the Black Arts
Let the Devil In
Where Shadows Forever Reign





