Temperance Arcani album cover 20267
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Temperance – Arcani

Con “Arcani”, i Temperance aprono un nuovo capitolo della propria storia, tornando a mettere in campo ambizione, tecnica e una spiccata sensibilità melodica. L’ottava fatica discografica per la formazione italiana rappresenta la seconda prova con la cantante Kristin Starkey, dopo “Hermitage – Daruma’s Eyes Pt. 2” (2023), e segna il debutto discografico del nuovo batterista Marco Sacchetto, subentrato dopo la dipartita di Alfonso Mocerino.

Articolato in tredici tracce, “Arcani” si sviluppa attorno alla simbologia dei tarocchi: ogni brano richiama una delle carte degli Arcani Maggiori, dando vita ad un immaginario suggestivo che accompagna un viaggio musicale ricco di sfumature. Pur senza essere un vero e proprio concept album, il disco riflette questa varietà anche nel sound, dove le diverse anime della band si intrecciano in un equilibrio tra potenza, melodia ed arrangiamenti ben curati. In circa un’ora di musica, Marco Pastorino e compagni mettono in mostra la propria versatilità, dando forma ad un lavoro che punta a consolidare l’identità della band italiana e a spingerla verso nuovi traguardi sulla scena internazionale.

Il viaggio sonoro prende il via con “The Fool”, la carta zero, che introduce fin da subito le coordinate sonore e tematiche di questo ottavo full-length. L’intreccio vocale vede Michele Guaitoli in primo piano, sostenuto dai cori di Marco Pastorino, mentre Kristin Starkey qui lascia spazio ai colleghi. Con “The Tower: Lean Into Fear” il sound si fa più ruvido, grazie al timbro graffiante della cantante new yorkese, che richiama decisamente l’heavy metal degli anni ottanta. “The Devil: Sin Sin Sin” prosegue sulla stessa strada, accentuandone l’aggressività, mentre “Death: Right Before We Die” vira decisamente verso il power metal più classico e mette in luce tutta la versatilità della frontwoman, affiancata, come sempre, dall’ottima prova di Guaitoli.

La varietà è uno dei punti di forza dell’album: le tastiere mantengono una certa continuità sonora, senza rendere il risultato troppo prevedibile. Lo dimostra “The Hanged Man: Petrichor”, che alterna un avvio energico a passaggi più lirici affidati alla frontwoman. Con “The Chariot: Alla Ricerca Dell’America”, invece, tornano i versi in italiano, assenti dai tempi di “Diamanti” (2021): questa semi-ballad, dalle atmosfere che richiamano il sound degli Avantasia, costruisce una bella dualità vocale, arricchita anche da un passaggio in svedese. Il timbro estremamente versatile di Kristin Starkey, capace di passare con naturalezza da registri più melodici a interpretazioni ruvide ed aggressive, conferisce al gruppo una grinta ed una forza che in passato, complice un approccio vocale più orientato al pop, soprattutto nel periodo con Alessia Scolletti e Chiara Tricarico, tendevano ad emergere meno.

In “Wheel of Fortune: Come and Call Me” tornano protagonisti synth e melodie dalle tinte power e sinfoniche, con soluzioni che richiamano, seppur vagamente, le sonorità degli ultimi Kamelot. A chiudere questo viaggio è “The World”, forse il brano più accomodante dell’intero lotto, una breve parentesi distensiva in cui la voce di Kristin Starkey, sola al centro della scena, accompagna l’ascoltatore verso un epilogo più raccolto, quasi a concedere un ultimo respiro dopo la frenetica corsa tra velocità, aperture sinfoniche e melodie trascinanti che caratterizza il disco, con ritornelli capaci di imprimersi in testa e continuare a risuonare anche quando l’ultima nota si è ormai spenta.

In definitiva, con “Arcani” i Temperance hanno confezionato un disco di spessore, capace di alzare ulteriormente un’asticella che si era già spostata verso l’alto con i precedenti “Viridian” e, soprattutto, “Diamanti”. Marco Pastorino si conferma una mente creativa inesauribile, un musicista dalla visione artistica ben definita e dal talento indiscutibile, capace di trovare sempre nuove soluzioni senza mai perdere di vista l’identità della band. L’ingresso di Kristin Starkey ha aggiunto certamente un tassello fondamentale a questa evoluzione, grazie ad una presenza vocale incisiva e versatile che ha aperto nuove possibilità espressive e dato ancora più carattere al sound del gruppo. Il risultato è un album energico, potente e a tratti decisamente graffiante, senza rinunciare a melodie e ritornelli che lasciano il segno.

“Arcani” è un lavoro che merita attenzione e un posto nella collezione di chi cerca un metal moderno, ricco di sfumature, capace di colpire con forza e lasciare il segno anche dopo l’ultimo ascolto.

Tracklist

01. The Fool
02. The Magician: Into The fire
03. Death: Right Before We Die
04. The Tower: Lean Into Fear
05. The Devil: Sin, Sin, Sin
06. Temperance: Forgiveness
07. The Chariot: Alla Ricerca dell’America
08. Justice: Balance
09. The Star: Surrender Control
10. Wheel of Fortune: Come and Call Me
11. The Moon: The Man of Moonlight
12. The Hanged Man: Petrichor
13. The World