Blood Stain Child Epsilon 2011
RECENSIONI

Blood Stain Child – Epsilon

Tornano nella cara vecchia Europa i Blood Stain Child, una delle poche band visual nipponiche che da tempo hanno varcato i confini del Giappone, avendo prima collaborato a stretto contatto con una label tedesca per il precedente “Mozaiq”. Oggi, con questo “Epsilon”, i rapporti con l’Italia sono forti più che mai, visto il deal non solo con la Coroner, ma anche la preziosa collaborazione tra i ragazzi di Osaka ed Ettore Rigotti e Claudio Ravinale dei Disarmonia Mundi, che qui appaiono in qualità non solo di guest vocals, ma anche come produttori.

Ascoltando questo quinto inciso in studio, si può affermare che dopo il terremoto in line-up che ha sconvolto la formazione lo scorso giugno, l’energia in seno alla band pare essere stata ritrovata grazie all’ingresso della singer greca Sophia ed il batterista Gami, per cui il cyber metal di cui questi ragazzi si fanno portatori può ripartire con tutta la sua melodica potenza. Per capire cosa sia esattamente il cyber metal dei Nostri, vi basta immaginare uno scontro perfetto tra il death metal melodico di Dark Tranquillity (ascoltate “La+”) e Children Of Bodom (l’iniziale “Sirius IV”), ma con una forte sferzata di industrial metal alla Pain (“Unlimited Alchemist”) e melodiosità tipicamente j-rock, che porta anche a veri e propri voli di inebriante groove (la tastiera e l’epicità di “STARGAZER”, il disco-metal di “ELECTRICITY”) e meravigliosi bridge in crescendo (“ETERNAL”). Il tutto, ovviamente, cantato nella classica conformazione "Beauty & The Beast", con il nervo growl di Ryo a contrastare la voce algida di Sophia.

I Blood Stain Child, inoltre, amano ricordarci sin dalla cover il loro stretto legame col mondo degli anime (date un’occhiata alla tracklist a destra, non vi voglio rovinare il gioco di collegare i titoli delle canzoni a serie animate piuttosto celebri) e quello dei videogames (visto che la ragazza in copertina è una perfetta commistione tra Lightning di Final Fantasy XIII e Kos-Mos di Xenosaga), e questo rende ancora più squisitamente nipponico questo disco che, in fondo, conserva comunque un forte taglio Europeo, con tutti i pro ed i contro del caso.

I pro sono che l’anima melodica insita nella scena nipponica riesce a mantenere alto l’interesse di un disco che, comunque, non è privo di momenti morti (si faccia riferimento alle altamente ignorabili – in quanto tremendamente scontate – “FOREVER FREE”, “MOON LIGHT WAVE” e “Merry-Go-Round”), infondendo anche la grande sapienza tecnica che i musicisti del paese del Sol Levante paiono possedere nel loro DNA. I contro sono che il tutto tende, spesso, ad essere considerato piuttosto evanescente dal gusto europeo in musica, giudicando le sempre sfavillanti confezioni di band come questa motivo di frivolezza e specchio per le allodole di un’inconsistenza musicale di fondo.

Fortunatamente per i Blood Stain Child, “Epsilon”, al netto di meriti e demeriti, risulta comunque accattivante e godibile, anche se tremendamente pacchiano in alcuni frangenti. Non troppo “visual-e-basta” da essere imbarazzanti dal punto di vista musicale, ma nemmeno troppo seriosi come la scena industrial/death parrebbe imporre, questo sestetto riesce sempre a farsi ascoltare volentieri ad ogni pressione del tasto play, ed è questo ciò che, forse, conta davvero.

Tracklist

01. Sirius IV
02. FOREVER FREE
03. STARGAZER
04. S.O.P.H.I.A
05. Unlimited Alchemist
06. ELECTRICITY
07. ETERNAL
08. MOON LIGHT WAVE
09. Dedicated to VIOLATOR
10. Merry-Go-Round
11. La+
12. SAI-KA-NO
13. VOID (dmn-str. Remix)