I Gloryhammer tornano con il loro quinto album, il nuovo “Space 1993: Wrath of Kor – Virliath“, che rappresenta il sequel diretto di “Space 1992: Rise of the Chaos Wizards” del 2015, e che continua l’epica saga della dinastia McFife. I Gloryhammer rappresentano quella fase più recente del power metal e sono parte di un movimento che ha inevitabilmente contribuito a ravvivare e rinnovare un genere da sempre pilastro fondamentale del metal. Ritmi veloci ed immediati, melodie catchy ed un atteggiamento scanzonato ed irriverente, sempre in bilico tra la parodia ed il non prendersi troppo sul serio, oltre a quel particolare impatto visivo che diventa parte integrante della proposta musicale stessa. Caratteristica poco amata da alcuni detrattori, che coniando il termine “cosplay metal”, ne hanno voluto sottolineare solamente gli aspetti per loro negativi. Ma nel 2026 può irritare così tanto che alcuni gruppi si mascherino o vogliano sottolineare, anche a livello visivo, la loro identità? Non succedeva, seppur in forme e modalità diverse, anche negli anni ’80? Questo rimane un dibattito aperto, ma certamente i Gloryhammer hanno proseguito anche con questo nuovo lavoro sulla loro strada. Una strada già battuta e percorsa in maniera egregia, senza preoccuparsi troppo di chi vuole criticarli.
L’intro “Ultra Portam Astralem”, epica e marziale, introduce a “Ultimate Sacrifice”, che stupisce per un mood maturo e deciso, in cui riff taglienti accompagnano un brano che rimane su atmosfere più cupe. “On A Quest For Aberdeen” presenta un ritmo incalzante ed un ritornello diretto, che non può che conquistare al primo ascolto. Epicità e potenza in “Die With A Sword In My Hand”, anch’esso un brano che predilige sfumature più mature e coinvolgenti di rhapsodiana memoria. “Silver Talor”, “Hammer Of Fate” e “Warrios Of Auchtermuchty” rimangono tipici brani targati Gloryhammer, dal mood scanzonato e dal ritmo irresistibile, mentre variazioni sul tema li abbiamo con la marziale e più cupa “Starfighters Of Leuchars” e con la bellissima “Pax Galactica”, che si sviluppa tra riff decisi, cori ed un ritornello travolgente. Dopo la lineare e melodica “Demonic Devotion”, l’album si conclude con la lunga e teatrale “The Celestial Warhost Of The Dundonian Empire Marches To Space Against The Dark Sorcerer: Final Assault On Battlemoon X-22”. Oltre al titolo chilometrico, che inevitabilmente strappa un sorriso, non si può negare la capacità dei Gloryhammer di saper costruire anche qualcosa di più complesso, in cui racchiudere moltissimi spunti interessanti.
Questo nuovo lavoro della band, non può che confermare quanto di buono fatto finora e contribuisce a rafforzare ulteriormente i punti fondamentali del sound targato Gloryhammer. La band non stravolge nulla, ma inserisce qualche piccolo spunto di novità e di varietà all’interno di un mood e di un tessuto sonoro ormai perfettamente costruito e consolidato. Nella scanzonata ed invariata voglia di intrattenere e divertire, si notano ancor di più elementi non banali di una maturità stilistica ormai raggiunta ed una consapevolezza che nulla ha da invidiare a band più blasonate. Si può dire che ad oggi la galassia rimane in ottime mani.
Tracklist
01. Ultra Portam Astralem
02. Ultimate Sacrifice
03. On A Quest For Aberdeen
04. Die With A Sword In My Hand
05. Silver Talon
06. Starfighters Of Leuchars
07. Warriors Of Auchtermuchty
08. Pax Galactica
09. Demonic Devotion
10. Hammer Of Fate
11. The Celestial Warhost Of The Dundonian Empire Marches To Space Against The Dark Sorcerer: Final Assault On Battlemoon X-22

















