IMMINENCE Axis Mundi
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Imminence – Axis Mundi

Ci sono momenti in cui una band deve scegliere se continuare a percorrere una strada ormai consolidata oppure rischiare, mettendo in discussione le proprie certezze per inseguire qualcosa di più grande. Con “Axis Mundi” gli Imminence sembrano aver scelto la seconda via, abbracciando una visione musicale più ampia e ambiziosa, nella quale il metalcore diventa soltanto il punto di partenza di un viaggio ancora in evoluzione.

Il nuovo album segna una fase importante per la formazione svedese, che debutta con Sumerian Records dopo la separazione dal batterista Peter Hanström. Una nuova tappa in un percorso di crescita che trova riscontro anche sul fronte live: nel 2027, infatti, la band sarà protagonista di un tour europeo da headliner insieme ad August Burns Red e House Of Protection, un traguardo che testimonia la progressiva affermazione degli Imminence nel panorama internazionale e la volontà di misurarsi con palcoscenici sempre più importanti, ma è soprattutto la musica a raccontarne le ambizioni.

L’apertura affidata a “Twisting In The Wind” e “The Sword That Never Bends” è un concentrato di metalcore aggressivo, riff pesanti e ritmiche incalzanti. Nella seconda traccia, in particolar modo, il violino di Eddie Berg introduce quella solennità che costituisce da sempre una delle peculiarità della band, delineando una possibile direzione per il suo futuro. La successiva “Devil May Try” rincara la dose, imponendosi fra gli episodi più pesanti del disco; con “Crestfallen”, invece, le atmosfere si distendono, il violino torna in primo piano e la componente malinconica riemerge con maggiore evidenza. Le sonorità richiamano quelle di “God Fearing Man”, offrendo un punto di contatto con il percorso musicale che ha contribuito a definire l’identità degli Imminence, in un equilibrio tra intensità emotiva e raffinatezza melodica. “False Light” riporta in primo piano il lato più aggressivo della band, mentre “If Not Now, When” sorprende con pianoforte, aperture sinfoniche e suggestioni dalle tinte shoegaze. Due brani differenti, accomunati dalla volontà di ampliare il vocabolario espressivo della formazione senza rinunciare alla propria riconoscibilità.

Se la prima parte del disco procede a ritmi serrati, con il piede costantemente premuto sull’acceleratore e una marcata componente aggressiva, nella seconda gli Imminence esplorano soluzioni più melodiche e accessibili, senza rinunciare alla pesantezza delle chitarre di Harald Barrett e Alex Arnoldsson. Le composizioni si muovono così tra strutture metalcore più dirette ed aperture introspettive, delineando un equilibrio tra immediatezza e ricerca sonora. “Didn’t Think About You (Lately)” si distingue per le sue sfumature metal-pop, con una voce fortemente effettata e atmosfere malinconiche che richiamano, da un lato, alcune sonorità del nu metal dei primi anni Duemila e, dall’altro, certe declinazioni del dark pop contemporaneo.

Ne emerge un disco dalla doppia anima: una prima parte che procede senza concedere tregua e una seconda che privilegia atmosfere cinematografiche, aperture sinfoniche e momenti di maggiore intimità. Una sorta di symphonic-core attraverso cui gli svedesi cercano di spingersi oltre i confini del genere. In questo processo, il lavoro di Drew Fulk e Lukas Geppert contribuisce a dare forma ad un universo sonoro più articolato, mentre il progetto visivo legato all’album ne amplia ulteriormente l’immaginario. Non siamo più soltanto di fronte ad una raccolta di canzoni, ma al tentativo di costruire un’opera dalla dimensione musicale e narrativa più estesa.

Rimane, tuttavia, una considerazione: rispetto ai lavori precedenti, il violino di Eddie Berg sembra talvolta arretrare, perdendo parte di quella centralità che aveva reso inconfondibile il sound della band. Una scelta che favorisce la costruzione di un impianto più cinematografico, ma che, purtroppo, sacrifica in parte uno degli elementi maggiormente distintivi della loro identità.

“Axis Mundi” è un disco che richiede tempo, ascolti ripetuti e la disponibilità ad accettare una band diversa da quella conosciuta finora. Non tutte le soluzioni raggiungono la stessa intensità, ma sarebbe riduttivo giudicare questo lavoro soltanto sulla base delle aspettative maturate negli anni. Gli Imminence hanno deciso di alzare l’asticella, di guardare oltre quanto già conquistato e di inseguire una dimensione artistica più ambiziosa. Se il risultato non è sempre immediato, è comunque evidente la volontà di non accontentarsi, perché il vero significato di “Axis Mundi” potrebbe risiedere proprio qui: non nella pretesa di aver raggiunto una destinazione definitiva, ma nel coraggio di attraversare una nuova soglia e ora, più che stabilire se la band sia arrivata al suo apice, resta da scoprire fin dove sarà disposta a spingersi.

Tracklist

01. Twisting In The Wind
02. The Sword That Never Bends
03. Devil May Try
04. Crestfallen
05. False Light
06. If Not Now, When
07. Didn’t Think About You (Lately)
08. Leviathan
09. Shed Your Skin
10. Power Divine
11. Exodus