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Pope Francis – “Wake Up!”

Il Vaticano invita SpazioRock e SpazioRock risponde e raccoglie l'invito. L'occasione sulla carta è importante. Conferenza stampa di presentazione dell'album di Pope Francis "Wake up!".

Ho capito bene? Il papa, Francesco, ha fatto un disco? Canta? Suona? Compone? Presenterà lui stesso l'album? Farà qualche brano dal vivo per la stampa? E diciamo che tra il serio ed il faceto si altalenavano le mie emozioni circa questa giornata nel suo approssimarsi. Ed ancorché ridere e far ridere di questa cosa sarebbe facile, ma altresì piuttosto gretto e ingiusto rispetto comunque alla portata della cosa, non lo farò. La mia ironia è seduta li, fuori dalla porta, seduta sul divano… sta guardando la terza puntata della sesta stagione di The Walking Dead, cercando di capire se il cinese muore o se le budella che si vedono sono di quell'altro che gli è caduto sopra.

Vediamo di rispondere alle domande che possono venire in questo momento. Il Papa ha fatto un disco? Beh sembrerebbe proprio di si. L'autore riportato in gigante sulla copertina è "POPE FRANCIS". Invece nulla di più lontano dalla verità. Diciamo che si tratta più che altro di una trovata "giustamente" commerciale per poter vendere un po' di copie di questo lavoro il cui valore "artistico" affronterei più avanti.

Alla conferenza stampa sono presenti, il direttore artistico del "progetto" nonché ideatore e prinvcipare produttore, Don Giulio Neroni; il responsabile comunicazione per l'Italia di Believe Digital, Gabriele Sinesio e Tony Pagliuca che qualcuno sicuramente ricorderà come uno dei fondatori del gruppo "Le Orme". Alcune frasi mi colpiscono della presentazione dell'album nelle parole del suo ideatore Don Neroni. Il progetto in se non è del tutto bislacco e rientra pienamente in una delle missioni dell'ordine di cui lo stesso fa parte, la Società San Paolo che si propone l'evangelizzazione tramite strumenti cuturali e sociali, vedi "la musica".

Perfetto.

Se non che della buona riuscita della sua realizzazione se ne può discutere. Vengono riprodotte le prime tre tracce dell'album. Alcuni brani significativi dei discorsi di papa Francesco vengono sovrapposti a composizioni musicali curate tra gli altri da Tony Pagliuca che riprendono musiche della tradizione cristiana, partendo sin dal gregoriano, rivisitandole in chiave "moderna". La voce è affidata ad alcuni cori ed i testi sono rigorosamente in latino ed uno in spagnolo.

Si va beh. Ma il Rock? Mi chiedo in quale modo ed in quale mondo, questo progetto possa essere riconosciuto come uno strumento di evangelizzazione valido ad intercettare i gusti dei più giovani? O sono già troppo vecchio e mi è sfuggito qualcosa o sicuramente non sarà un discorso registrato su un po di gregoriano rivisitato a dare nuovo lustro al mondo cattolico nell'immaginario giovanile.

Vengono proposti i primi numeri a supporto della mia ignoranza. Il primo "singolo" estratto dall'album e pubblicato su youtube è diventato, per parola del responsabile comunicazione per l'Italia di Believe Digital, Gabriele Sinesio "una cosa bella virale" con circa un milione di visualizzazioni. Per come la vedo io, un milione di visualizzazioni non è indice di bontà e di risposta "positiva". Se questo è il metro di giudizio allora Hitler con i suoi "discorsi" che su Youtube hanno circa 4 milioni di visualizzazioni sarebbe pronto per il disco di platino!

Pussa via, Ironia! che ti sei infilata di soppiatto nel mio discorso.

A parte gli scherzi per i quali in anticipo mi scuso, l'intento è buono, ma quando alla domanda "Il papa cosa ne pensa dell'album? l'ha sentito?" la risposta è stata "Io gliel'ho mandato. Ma non so se l'ha sentito!" beh a quel punto ho capito che qualcosa che non andava nell'operazione.

A parte questo dettaglio (direi di non poco conto) il problema principale in sala, per quello che si poteva percepire dalle domande dei cronisti presenti (forse anche per i problemi sollevatisi nella santa sede in seguito al Vatileaks parte 2) era di natura prettamente economica.

Si, ma quanto costa? Si, ma quanto ci guadagnerete? Si, ma una parte andrà in beneficienza, quale percentuale? Si, ma quante copie pensate di venderne? Si, ma chi l'ha pagato? Si, ma…

 

e il Rock? Non eravamo venuti forse per questo? Non dovevamo parlare di musica?

Invece di musica se ne parla poco oggi. Ci prova il buon Tony, cercando di introdurre gli astanti ai principi di uguaglianza insiti nella struttura del gregoriano contrapposto al solipsismo ed all'estremo egotismo del rock o in genere, della musica contemporanea. Bel concetto che porta una ventata di fresco in una stanza che più che di pelle e borchie puzza un po' di naftalina.

È vero, il passo verso una società che sta digitalizzando tutti gli aspetti della sua vita sociale e culturale, è stato fatto. Il Papa è sui social, il suo video su Youtube ed ora esce anche un album in formato digitale, streaming su DEEZER (nel caso voleste darci un ascolto) e su cd (anche se paradossalmente sarebbe stato più accattivante e moderno fare uscire un vinile, il cd è tecnicamente morto). Il problema resta però sui contenuti che non potranno mai essere sostituiti dal media scelto per divulgarli.

Lascio in chiusura una perla dell'autore del disco che, ci tengo a precisare NON È PAPA FRANCESCO, bensì Don Giulio Neroni, il quale, riferendosi alla produzione dell'album precisa: "Io non conosco la musica. So cantare solo un po' di Gregoriano a orecchio e ho detto a Tony (Pagliuca, quello che la musica la conosce ndr) 'Questo arrangiamento non mi piace…' ho usato altre parole (e sghignazza ndr)…Gliel'ho fatto rifare tre volte e non so nulla di musica…"

In se la dichiarazione la dice lunga sul contesto culturale e musicale nel quale è germinato questo progetto ed in più, come nota personale, se fossi stato in Tony Pagliuca, l'avrei ribaltato giù dalla poltroncina… ma tant'è. Oggi si porge l'altra guancia.

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