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NUOVE USCITERECENSIONI

Shores Of Null – Homesick

Per le formazioni che si dedicano al gothic/death-doom, di solito risulta molto facile ripiegarsi su formule già ampiamente esplorate e indulgere nella reiterazione di atmosfere plumbee e uggiose, finendo dunque per cadere nella trappola dell’anonimia. Esperienza, talento e una personalità tanto marcata da consentire a sé stessi di non smarrirsi nel grembo rancido di un canone da tempo standardizzato, sono qualità che appartengono agli Shores Of Null, gruppo romano-abruzzese ormai vicino ai quindici anni di attività. Con “Homesick”, gli italiani aggregano un ulteriore e significativo tassello a una carriera pressoché immune da passi falsi, confermando quella maturità compositiva che non necessita di forzature per manifestarsi. Un album in grado di riflettere, dal punto di vista lirico, sul desiderio di confrontarsi con ciò che viene chiamato “casa”, anche quando essa nasconde dolori e traumi, trasformandosi da luogo fisico a stato mentale.

Le intenzioni del quintetto emergono sin dall’opener “Allies Before Defeat”, brano che mette in campo un songwriting ricco di stratificazioni e impreziosito dalla partecipazione di Shaun MacGowan dei My Dying Bride, destinato a tornare ancora nel corso del disco. La presenza del violinista britannico rappresenta un chiaro elemento di fascino, che amplifica l’aura crepuscolare del pezzo e accentua il suo carattere drammatico. L’ineccepibile maestria tecnica diventa parte integrante dell’espressività in “Two Mountains”, episodio vigoroso, deciso, attraversato da un’aspra tensione di stampo death che non viene mai dispersa e nella quale la band dimostra di saper amministrare con sicurezza sia la semplice potenza sia le numerose suggestioni altre. Al centro di questo impianto, si colloca l’interpretazione al microfono di Davide Straccione, oggi singer pienamente consapevole delle proprie possibilità e capace di passare dal clean al growling senza strappare o perdere in incisività.

Le asce di Gabriele Giaccari e Raffaele Colace rappresentano le colonne portanti dell’intero lavoro, instancabili nel costruire texture dense e avvolgenti che trascorrono dalla pesantezza più tellurica alla pura ricerca eufonica, un po’ come accade in “Bleed To Life”, pista in cui la melodia sembra letteralmente debordare dai predisposti recinti doom, espandendosi ben oltre il semplice corteggio atmosferico. Alle spalle dei due chitarristi, il basso di Matteo Capozucca e la batteria di Emiliano Cantiano costituiscono una sezione ritmica solida e gagliarda, abile nel contenere la massa sonora quando necessario e, subito dopo, di liberarne l’energia con maggiore veemenza, una dinamica particolarmente evidente nella nostalgica gravità di “Society Is The Murderer”, nei sussulti thrash di “Another Breath”, nelle paesaggistiche cicatrici di “Disappear”.

E se “Son Of A Tide” e “Dreaming Of A Scar” inebriano le sinapsi pur spiccando per cupezza e bassi livelli di serotonina, l’ugola di Natalie Koskinen, frontwoman degli Shape Of Despair, misurata, discreta, lontana da qualsiasi tentazione di protagonismo, compare nei cori di “The Numbing Void”, contribuendo a conferire alla canzone sfumature così spettrali e sospese da rasentare il funeral, mentre il come back del violino di MacGowan equivale ad aggiungere toni luttuosi all’insieme. Due ospiti che non alterano dunque l’identità degli Shores Of Null, inserendosi con naturalezza nella loro architettura musicale, resa compatta e profonda dall’accorta produzione di Marco “Cinghio” Mastrobuono.

I colori tetri, le aperture emotive, il contrasto tra malinconia e aggressività, la propensione verso una scrittura intensa e viscerale, la capacità di far convivere eleganza e pesantezza: “Homesick” rappresenta tutto questo, una dimora nuova, ma non completamente estranea.

Tracklist

01. Allies Before Defeat
02. Two Mountains
03. Bleed To Life
04. Homesick
05. Son Of The Tide
06. Dreaming Of A Scar
07. Society Is The Murderer
08. The Numbing Void
09. Another Breath
10. Disappear