Una nuova coppia si affaccia nel mondo dell’hard rock melodico; in realtà più che una novità è una conferma, un’ulteriore tappa della collaborazione tra il cantante David Reece (Accept, Bangalore Choir, Sircle Of Silence) ed il chitarrista Martin Kronlund (Dogface). Ma è nei Gypsy Rose che i due hanno iniziato a lavorare assieme e, data la stessa frequenza d’onda su cui viaggiano, il passo verso un progetto tutto loro è stato breve: “Solid” è il primo album che porta la firma Reece/Kronlund e fonde perfettamente il lato più melodico dell’hard rock con quello più duro e crudo.
Tra le fila dell’esordio discografico del duo americano-svedese si possono trovare brani orecchiabili ed armoniosi, altri pesanti e molto ritmati, altri ancora lenti e malinconici: tutti quanti si basano però sulla formula vincente data da riff granitici e ritornelli che si appiccicano in testa dopo una manciata di ascolti. La possente voce di Reece taglia come un coltello affilatissimo ed è efficace sia nelle canzoni energiche, in cui brilla grazie alla sua grande potenza, sia in quelle rilassate, dove riesce a caricare di intensità e pathos ogni singola parola che esce dalla sua bocca. E il talento del vocalist statunitense è in buona compagnia: Kronlund si conferma un egregio musicista, in grado di usare sciabola e fioretto e velare l’hard rock protagonista dell’album con innesti che vanno dal blues all’heavy metal. Nel complesso il CD rimane piacevole per tutta la sua durata e viene trainato da brani come la travolgente opener “My Angel Wears White” o “Samurai”, caratterizzata da un riff orientaleggiante. “Animals And Cannibals” si abbatte furiosa come una tempesta in mare aperto e non sono da meno “Magic Pudding”, le cui strofe sembrano la versione indiavolata di “Crying In The Rain” dei Whitesnake, e la conclusiva “The Dead Shall Walk The Earth”, galoppata hevay metal dai sapori classici. Passando poi al capitolo lenti, troviamo “Could This Be Madness”, a forti tinte blues, la dolce ed intrigante “I Would” e “I Remember You”, che inizia in sordina e poi sfocia in maestosi ritornelli melodici.
Buon esordio per la coppia Reece/Kronlund, che confeziona un disco gradevole, ben suonato e prodotto (dagli stessi Reece e Kronlund al JM Studio in Svezia). Da sottolineare infine il contributo di diversi artisti, anche per quanto riguarda la stesura dei brani: Tommy Denander, Andy Susemihl, Rikard Quist, Brynn Arens e Christian Tolle. Le parti di batteria sono toccate a Hans in’t Zandt e Jon Wilde ha aiutato Reece nella creazione dei testi dei brani.
Tracklist
01. My Angel Wears White
02. Samurai
03. Could This Be Madness
04. Animals And Cannibals
05. I Remember You
06. Paint The Mirror Black
07. I Would
08. Edge Of Heaven
09. Magic Pudding
10. The Dead Shall Walk The Earth

















