Paulmckenna stemthetide 2011 00
RECENSIONI

The Paul McKenna Band – Stem The tide

La The Paul McKenna Band continua imperterrita, con questo nuovo “Stem The Tide”, a percorrere il sentiero musicale intrapreso due anni fa con l’esordio “Between Two Worlds”, ovvero quello di approcciarsi un modo molto leggero e pop alla musica tradizionale scozzese.

Sia chiaro: se vi vengono in mente i The Corrs, siete lontani da quanto effettivamente proposto da questo quintetto scozzese, visto che i Nostri sono maggiormente aderenti alla canzone tradizionale rispetto ai celebri fratelli irlandesi, tuttavia le canzoni del folklore, in mano a Paul&soci, si trasformano in qualcosa di più arioso, melodico e radiofonico. E’ un umore che si avverte immediatamente nell’incipit di “Again For England”, nella tipica canzone alla Bob Dylan (ma in salsa rigorosamente celtic) di “Silent Majority”, oppure nei toni rilassati da tipica ballad acustica di “John Riley”.

L’album è nell’insieme certamente gradevole, ben confezionato con preziose liner notes all’interno del booklet in grado di spiegare con simpatia e precisione la nascita di ciascun brano, ed arricchito da una produzione piuttosto brillante. Ovviamente, c’è un “ma” in agguato, e bello grosso, per giunta. Il problema di “Stem The Tide”, difatti, è la sua ripetitività, il suo essere disco tremendamente prevedibile, privo di guizzi o di genio; inoltre, l’arrangiamento acustico, in un certo qual senso, sminuisce il nervo folk dei brani tradizionali riletti dalla band (nulla da dire, invece, sulle sporadiche composizioni originali), e l’opera scorre stanca, rendendo un poco indigesta una seconda metà d’opera praticamente speculare alla prima.

Certamente, i nostri sanno fare il loro mestiere, e questo consente loro di raggiungere una sufficienza, tanto più che alcuni ascoltatori, magari quelli affascinati dal folk celtico ma non travolti da esso, potrebbero trovare nella band di Paul McKenna quell’intrigante compromesso in grado di piacere. Tuttavia, siate consapevoli che la folk music è ricca di compromessi assai meglio riusciti di questo, alcuni magistralmente confezionati oltre che in Scozia (Julie Fowlis) anche in casa nostra (io non sto dicendo affatto Corde Oblique…). La scelta poi, come sempre, è nelle vostre sagge mani.

Tracklist

01. Again For England
02. Silent Majority
03. Guntmar’s Stolen Gummistiefel
04. The Lambs On The Green Hills
05. John Riley
06. Smiling Tears
07. The Banks Of Newfoundland
08. Darcy And Erin’s
09. Dreams Of Darien
10. Bogend Hairst
11. The Mermaid
12. Terror Time
13. Lionel’s Farewell