Allacciate le cinture e preparatevi a decollare: con “Give Us The Moon”, i Night Flight Orchestra ci invitano a un viaggio musicale intorno al mondo, tra cieli stellati e città illuminate al neon. Come non sfuggirà ai più affezionati fan, questo settimo album, il loro primo sotto Napalm Records, è una dichiarazione d’amore all’AOR e al rock degli anni ’80, certo come i precedenti, ma rappresenta un percorso allo stato dell’arte, un lavoro fluido ed organico, un’avventura sonora che attraversa continenti e decenni, raccontando storie di romanticismo, nostalgia e libertà. Lungo appena 13 traccie, si fa ascoltare e riascoltare dai più appassionati, con l’aggiunta di soundscapes e il richiamo costante all’incontenibile frenesia del viaggio.
Ritmi incalzanti, armonie complesse e coinvolgenti e melodie incredibilmente contagiose non si fanno attendere, subito dopo una piccola introduzione: il disco si apre con “Final Call”, un soundscape che, per chiunque abbia preso un aereo, risulta così familiare da disorientare, ed ecco che i motori sono caldi: siamo in aeroporto, pronti ad imbarcarci, prima che “Stratus” ci proietti in quota con la sua energia travolgente: l’impatto sonoro fa brillare l’opera già dai primi secondi. La produzione cristallina della rock band svedese, impreziosita dall’esecuzione vocale perfetta di Björn Strid, è solo il cesello di un’opera concettuale maestosa. Da qui in avanti, la band ci guida tra destinazioni esotiche e città iconiche: “Shooting Velvet”, uno dei singoli già usciti, evoca lo scintillio di una notte metropolitana, mentre “Melbourne, May I?” ci porta direttamente in Australia con il suo groove irresistibile, in cui si può godere del classico stile Night Flight Orchestra, grintoso, melodico e pulito. La rotta prosegue con “A Paris Point Of View”, che ci fa sorvolare la capitale francese con tastiere sognanti e il basso di Sharlee D’Angelo che pulsa come il cuore della città.
Lungo il viaggio, il mood cambia come il panorama sotto di noi, ecco perché non possono mancare brani lenti, a tratti malinconici: “Like The Beating Of A Heart” è l’hit perfetta per una notte ad alta quota, mentre “Paloma” ci ricorda che ogni viaggio ha i suoi momenti di riflessione.
La title track, “Give Us The Moon”, altro singolo, insieme all’asciutta e maestosa “Way To Spend A Night” è un inno all’avventura e al desiderio di spingersi sempre oltre, un pezzo che sembra fatto apposta per essere cantato a squarciagola guardando fuori dall’oblò. E quando il viaggio sta per concludersi, “Runaways” ci regala la sensazione di un film in cui i protagonisti sfuggono alla routine per inseguire un sogno, prima che la chiusura epica, o meglio, cinematografica di “Stewardess, Empress, Hot Mess (And The Captain Of Pain)” ci riporti a terra con il cuore pieno di eccitazione per la nuova meta raggiunta.
Prodotto dalla band insieme a Sebastian Forslund e masterizzato da Plec Johansson, l’album è una celebrazione dello spirito libero che solo un volo senza meta sa regalare. I Night Flight Orchestra riescono ancora una volta a farci cantare, già dopo il primo ascolto, tutti i ritornelli, ci fanno sognare avventure da film e viaggi emozionanti, brevi, o lunghi abbastanza per ascoltare “Give Us The Moon” almeno un paio di volte e atterrare, chissà, magari in una delle città del loro prossimo tour.
I Night Flight Orchestra hanno già iniziato un tour europeo il 30 gennaio da Tilburg, in Olanda, che si concluderà il 27 febbraio ad Amburgo, subito prima del loro tour “Moon Over Scandinavia”, che avrà inizio il 27 febbraio a Uppsala.
Tracklist
- Final Call (Intro)
- Stratus
- Shooting Velvet
- Like The Beating Of A Heart
- Melbourne, May I?
- Miraculous
- Paloma
- Cosmic Tide
- Give Us The Moon
- A Paris Point Of View
- Runaways
- Way To Spend The Night
- Stewardess, Empress, Hot Mess (And The Captain Of Pain)
















