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Tony Martin – Thorns

Schiacciato da un lato da Ozzy Osbourne e dall’altro da Ronnie James Dio, per Tony Martin non è stato semplice ritagliarsi un ruolo di protagonista assoluto nella storia dei Black Sabbath, nonostante una militanza lunga dieci anni, almeno quattro LP di livello e un talento vocale straordinario. Dopo il rilascio di “Tyr” (1990), il singer delle West Midlands intraprese una carriera solista tradottasi con la pubblicazione di “Back Where I Belong” (1992), esordio seguito da un secondo lavoro, “Scream”, comparso soltanto nel 2005. Nel mezzo e successivamente, un numero impressionante di collaborazioni, spesso in formazioni di buona qualità, seppur non di primissimo piano (Giuntini Project, The Cage, Rondinelli), che, pur non scalfendo l’estro del cantante e polistrumentista britannico, ne hanno ridotto, e di molto, un’attività in proprio già piuttosto scarna.

L’inizio del 2022, finalmente, ci regala il suo nuovo “Thorns”, lavoro al quale partecipa, in vece di co-autore, il chitarrista del Breed Of Aggression Scott McClellan, mentre il dietro le quinte della band consta del drummer Danny Needham (Venom) e dei bassisti Laus Magnus Rosén (Hammerfalla) e Greg Smith (Alice Cooper, Blue Öyster Cult, Rainbow): un cast di valore assoluto che opera da supporto fondamentale al disco, la cui perfetta riuscita si rivela un vero colpo per la piccola etichetta australiana Battlegod Productions.

Senza dimenticare la lezione appresa in “Headless Cross” e “Cross Purposes”, ma evitando inutili e fastidiosi calchi stilistici, l’artista, oggi quasi sessantacinquenne, si muove a proprio agio sia tra le righe di un heavy metal di volta in volta granitico, cupo, epico, roboante, veloce (“As The World Burns”, “Black Widow Angel”, “Book Of Shadows”, “Passion Killer”, “Run Like The Devil”) sia in brani acustici impregnati di blues sulfureo e spagnoleggiante e reminiscenze country (“Crying Wolf”, “This Is Your Damnation”). Rifiniscono la scaletta un trio di pezzi dal groove robusto e dalle influenze southern/folk (“Damned By You”, No Shame At Hall”, “Nowhere To Fly”), screziati dalla sobria ampollosità che caratterizza altresì la title track, mid-tempo dal ritmo in crescendo, tempestoso e dinamicamente mozzafiato, con Pamela “Sister Mary” Moore splendida compagna d’ugola.

A parte un artwork anonimo, “Thorns” funziona davvero alla grande: canzoni ben scritte, strumentisti d’eccezione e, soprattutto, un Tony Martin strepitoso, a seconda dei casi evocativo, stentoreo, travolgente, abile anche quando suona il violino o l’organo Hammond. Che Tony Iommi prenda nota.

Tracklist

01. As The World Burns
02. Black Widow Angel
03. Book Of Shadows
04. Crying Wolf
05. Damned By You
06. No Shame At All
07. Nowhere To Fly
08. Passion Killer
09. Run Like The Devil
10. This Is Your Damnation
11. Thorns

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