Pubblicato il nuovo album “Glass Minds” e messo in cascina il tour europeo, gli Archive, prima di imbarcarsi insieme ai bolognesi JoyCut nel primo tour statunitense della loro carriera, decidono di esibirsi per una data zero proprio nel capoluogo emiliano, che in questo caso fa da ideale ponte tra Europa e America. Sembra assurdo pensare che in oltre 30 anni di onorata carriera il collettivo britannico – uno dei capisaldi del trip hop made in UK – non si fosse ancora esibito al di fuori dall’Europa, ma è innegabile che sia a livello di prolificità che di qualità sonora, gli Archive stiano attraversando una seconda giovinezza. Quale momento migliore, quindi, per fare un ulteriore passo verso un continente nel quale non hanno mai spopolato finora?

Il ritorno degli Archive nel Belpaese, a quasi 3 anni di distanza dall’ultima volta, avviene quindi in un momento di grande entusiasmo, anche se in versione leggermente ridotta – mancano infatti, oltre a Danny Griffiths che si è preso una pausa dai tour, anche il bassista Jonathan Noyce e il nuovo rapper Jimmy Collins. Poco importa, perché poco dopo l’apertura delle porte dell’Estragon c’è già una buona presenza di pubblico e, dopo circa un’ora, i JoyCut possono iniziare il loro show in casa.

JoyCutBand
JoyCut

Il trio bolognese – che avevamo già visto in tour con gli Archive nel 2023 – mostra pienamente tutta l’esperienza accumulata nel corso di una carriera ultraventennale, sia in termini di sound che di presenza scenica. Rimane molto difficile descrivere i brani suonati dai JoyCut, che affondano le radici in una forte componente elettronica di fondo, per la quale il polistrumentista Pasquale Pezzillo viene coadiuvato dai ritmi tribali della batteria e delle percussioni di Matilde Benvenuti e Gaël Califano. I tre suonano addirittura per un’ora mettendo in piedi uno show a suo modo ipnotico, durante il quale non proferiscono parola, ma riescono a rapire il pubblico in ogni evoluzione sonora. Solo al termine di ogni brano i presenti esplodono in fragorosi applausi, che evidenziano l’apprezzamento unanime della performance.

Passa un’altra mezz’ora prima che le luci si spengano nuovamente e mentre Darius Keeler e il chitarrista Mike Hurcombe sono i primi a salire sul palco e prendere posto, veniamo subito accolti da una piacevolissima sorpresa. Il pezzo che apre lo show è infatti la magnifica “Lights”, ipnotico brano in crescendo (suonato pochissimo negli ultimi anni) che mostra immediatamente tutte le incredibili capacità di costruzione sonora degli Archive, mentre il batterista Smiley e i due “frontmen” Dave Pen e Pollard Berrier si aggiungono uno alla volta.

Archive (c) Yagub Allahverdiyev Lead Press Shot
Archive (foto: Yagub Allahverdiyev)

Lo show si evolve nel modo in cui tutti conosciamo e segue un copione studiato ed efficace nei minimi dettagli: i pezzi del nuovo “Glass Minds”, come “Look At Us”, “Shine Out Power” o la stessa title track, vengono alternati ai brani simbolo della carriera degli Archive, a partire dalla già citata “Lights” e fino a giungere a “Numb”, “Bullets” o l’incredibile “Again”, epopea che per un quarto d’ora ci fa smettere di respirare.

Allo stesso modo nel quale viene esplorata tutta la carriera della band, Dave Pen, Pollard Berrier e Lisa Mottram si scambiano continuamente i ruoli dietro al microfono e, se i primi due sono ormai vere e proprie colonne portanti del sound degli Archive (anche dal punto di vista strumentale), la performance della cantante, arrivata “solo” tre anni fa conferma quanto avevamo già visto nell’ultimo tour, rendendosi totalmente adatta allo sviluppo presente e futuro del collettivo, quanto a determinati pezzi del passato, sulla quale sarebbe sicuramente perfetta.

Circa 90 minuti di esibizione totale, che vengono conclusi dalla solita “Fuck U” – cantata a gran voce da tutto il pubblico – e gli Archive continuano a dimostrarsi una band che dal vivo ha pochissimi rivali nel proprio contesto. Pur in questa versione leggermente ridotta, ogni sfumatura sonore delle tantissime esplorate nel corso degli anni prende vita e ci colpisce attraverso un wall of sound allo stesso tempo pulito e potente. Insomma, dato lo stato di forma della band, in vista di questo primo tour oltreoceano, gli americani possono dormire sonni tranquilli.

Setlist JoyCut

Intro
Interslow
Dominio
Ungaretti_
Deus
BluTokyo_
ChildrenInLove
Antropocene_
TheFirstSong_
Drone:Nodrone

Setlist Archive

Lights
Look at Us
Numb
Glass Minds
Shine Out Power
So Far From Losing You
Again
Bullets
Controlling Crowds
Pills
Fuck U

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