GuanoApes Recensione 2011 01
RECENSIONI

Guano Apes – Bel Air

Sin dalla loro prima apparizione nel mondo della musica, i Guano Apes hanno avuto la fortuna di dare in pasto al pubblico quei tre, quattro singoli azzeccati che hanno permesso loro di ottenere un successo davvero invidiabile tra la fine degli anni Novanta e l'inizio del Terzo Millennio. “Open Your Eyes” e la rivisitazione in chiave alternative metal del classico “Big In Japan” sono innegabilmente i loro cavalli di battaglia ancor oggi, forse le canzoni che in assoluto li rappresentano nell'immaginario dell'ascoltatore casuale ed un po' distratto. Album come “Proud Like A God” e “Don't Give Me Names” nel globale non sono dei capolavori, ma tuttavia apprezzabili e godibili, contenenti, appunto, quei   quattro, cinque brani killer che sprigionano un'energia verso cui è difficile rimanere indifferenti. Poi, nel 2003, i Nostri partorirono “Walking On A Thin Line”, album che vedeva l'allontanamento dalle sonorità  Nu Metal (in quel periodo in una fase di declino già irrecuperabile) in favore di un'incursione nel rock più immediato, seppur permeato ancora da una certa aggressività di fondo. Dissapori inconciliabili portarono la band a sciogliersi l'anno successivo, ed osservando i progetti che i singoli membri portarono successivamente avanti meglio si comprende la situazione che gravava all'epoca.

Dopo un silenzio durato 6 anni, i Guano Apes sono tornati insieme ed in questi giorni, dopo circa 2 anni di lavoro, consegnano al pubblico questo “Bel Air”, frutto della riconciliazione e della rinascita dei tedeschi. Oddio, a ben vedere il termine “rinascita” è eccessivamente altisonante, e capirete subito il perché.

Il brano d'apertura “Sunday Lover” tenta di far proprio lo stile rock più recente, si lascia apprezzare, e grazie al suo appeal ruffiano sicuramente non sfigurerebbe come futuro singolo radiofonico. Discorso leggermente diverso è invece rivolto all'attuale singolo, “Oh What A Night”: è perfetta per esser ascoltata nel bel mezzo della programmazione radiofonica, ma lì rimane e lì si perde. Semplice, orecchiabile, ma troppo canonica per esser ricordata. “When The Ships Arrive” non si discosta qualitativamente molto dal brano precedente, ma ha dalla sua un'atmosfera un po' più elaborata, mentre “This Time” pare una outtake incattivita (neppure molto, a dire il vero) dei Coldplay, lasciando il tempo che trova.

Se la situazione sinora pare volgere alla più completa disfatta, ci pensa fortunatamente “She's A Killer” a risollevare un po' le sorti del disco e a rispolverare l'essenza dei Guano Apes d'inizio millennio. In un vortice sonoro dove si amalgamano basso acido, voce graffiante e grintosa accompagnata da una sottile elettronica ben implementata ed un efficace ritornello saturo di chitarre, i quattro teutonici si sentono decisamente a loro agio, ed iniziano a snocciolare brani a loro decisamente più adatti. È difatti la seconda parte del disco che riserva gli episodi migliori, ed è così che “Tiger” riesce ad esser gradevole anche senza l'overdrive al massimo della saturazione, ed anche “All I Wanna Do” si fa apprezzare per la perfetta calibrazione di elettronica e puro rock abrasivo. Dimenticatevi i lidi del nu metal, crossover o alternative metal, i quali si intravedono, oltre nella già citata “She's A Killer”, solo in “Trust” e nella ghost track contenuta, indubbiamente uno dei momenti più aggressivi e meglio riusciti dell'intero lotto.

Essendo in possesso della versione deluxe di “Bel Air”, troviamo in coda due tracce aggiuntive dannatamente buone, “Fire” (ottimo appeal, avrebbe le potenzialità per esser un singolo apprezzato da tutti) e la particolare “Carol And Shine” (apparentemente sulla falsa riga di “Sunday Lover”, salvo avere degli interessanti stacchi che la rendono meno prevedibile). Ascoltandole, vien da chiedersi perché non siano state implementate nella tracklist “ufficiale” al posto di brani ampiamente trascurabili come “Fire In Your Eyes” o “This Time”. La versione standard dell'album ne avrebbe sicuramente giovato.

Sound rinnovato, discontinuità qualitativa sempre presente: a conti fatti, i Guano Apes tornano sul mercato discografico con il loro “solito” album che con quei quattro, cinque pezzi azzeccati e particolarmente coinvolgenti non fanno tuttavia rimpiangere l'acquisto. Sarà interessante vedere se ancora una volta i rockers di Göttingen riusciranno a scegliere i singoli giusti per ridestare l'attenzione degli ascoltatori occasionali.

Tracklist

01. Sunday Lover
02. Oh What A Night
03. When The Ships Arrive
04. This Time
05. She's A Killer
06. Tiger
07. Fanman
08. All I Wanna Do
09. Fire In Your Eyes
10. Trust
11. Fire (Deluxe Edition Bonus Track)
12. Carol And Shine (Deluxe Edition Bonus Track)