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Ben Harper – Bloodline Maintenance

Per un artista con una carriera lunga trent’anni non è mai troppo semplice creare un lavoro fresco e attuale, ma questo non è sicuramente il caso di Ben Harper. L’artista eclettico nato a Poloma ha appena rivelato al pubblico il suo diciassettesimo album studio, intitolato “Bloodline Maintenance”. Il polistrumentista vincitore di tre Grammy non si è certamente mai tirato indietro quando si è trattato di cantare sui problemi sociali che attanagliano gli Stati Uniti e con questo suo nuovo lavoro le sue intenzioni non sono sicuramente venute meno.

Ma “Bloodline Maintenance” non è solo un disco di denuncia sociale, è un lavoro che ripercorre uno spaccato della vita di Ben Harper, a partire dalla complessa elaborazione del lutto del padre Leonard, il quale è possibile vedere in compagnia del figlio Ben nella cover dell’album, ma anche del suo amico e collega Juan Nelson, il bassista della band di Harper, gli Innocent Criminal. È proprio a causa di questo viaggio profondo all’interno della sua mente che il cantautore ha deciso di occuparsi della maggior parte degli strumenti in questo suo nuovo lavoro, nel quale si ritrova molto spesso a parlare del profondo amore che prova verso la moglie Jaclyn Matfus.

Quello di “Bloodline Maintenance” è un viaggio che traspare dalle note e dalla voce calda dell’artista, il quale non si trattiene da comporre testi aggressivi ma comunque caratterizzati dalla solita eleganza di Harper.

You’re either a Christian or a racist, you can’t be both.

Queste le parole del primo singolo estratto dall’album, “We Need To Talk About It”, un brano che ripercorre le vicissitudini della comunità afroamericana, partendo dalla schiavitù del XVII e XVIII secolo, fino alle vicende che hanno portato alla nascita del movimento Black Lives Matter. Decisamente delle parole ben ponderate, nipoti di quelle scelte dallo stesso Harper circa trent’anni fa per il brano “Like A King”, nel quale il cantautore parla delle vicende di Rodney King, il tassista vittima di un pestaggio da parte della polizia di Los Angeles e divenuto il volto delle rivolte della Città degli Angeli contro le violenze perpetrate dalla polizia. In quel brano, Ben Harper cantava: “Well, Martin’s dream has become Rodney’s worst Nightmare”, delle parole taglienti che di certo non mancano all’interno del suo nuovo lavoro. È infatti la consapevolezza dell’autore uno dei punti di forza di questo nuovo album.

Se a questa consapevolezza uniamo la sapiente scelta delle parole e una magistrale esecuzione delle parti strumentali, l’ascoltatore si ritrova a disposizione un’opera di denuncia, un lavoro di introspezione e una lettera d’amore; insomma, un lavoro completo e maturo, sicuramente tra i migliori di Ben Harper e del modern soul.

Tracklist

01. Below Sea Level
02. We Need to Talk About It
03. Where Did We Go Wrong
04. Problem Child
05. Need to Know Basis
06. It Ain’t No Use
07. More Than Love
08. Smile at the Mention
09. Honey, Honey
10. Knew the Day Was Comin’
11. Maybe I Can’t

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