Ciao Richie, benvenuto su SpazioRock. Come stai?
Mi sento molto bene, mi sto godendo le vacanze e presto sarò pronto a tornare in tour.
Anche grazie ai vostri recenti spettacoli in Europa, sempre più persone conoscono ora il vostro gruppo. Come potete descrivere la vostra musica a chi non vi ha ancora ascoltato?
E' metal molto aggressivo, con tanti elementi groove. Se siete alla ricerca di una nuova metal band che porti un po’ di freschezza avrete di che divertirvi con la nostra musica. I nostri spettacoli live sono davvero esplosivi. Sento che possiamo dare qualcosa a tutti.
E’ appena uscito il vostro ultimo album: “All Out War”. Cosa potete dirci sulla vostra ultima uscita? In che cosa assomiglia o differisce rispetto al precedente “The Slaughter”?
Credo che la nostra nuova uscita sia molto più significativa e strutturata meglio della prima. Siamo tutti diventati musicisti migliori e ne traiamo giovamento a vicenda. Credo che “All Out War” sia al 100% Incite, è heavy e groovy e non c'è nulla che gli assomigli. Le canzoni sono pensate molto meglio e credo che questo si noti… la chitarra guida il basso e quasi tutte le parti vocali sono migliori che in “The Slaughter".
Considero il vostro ultimo lavoro davvero un ottimo prodotto. Pensate che con quest’album riuscirete a convincere tutti di avere un vostro proprio percorso musicale indipendente da Max Cavalera? E che gli Incite non sono una band satellite dei Soulfly o Conspiracy?
Si, penso che "All Out War" mostrerà a tutti che gli Incite hanno una propria identità, in ogni modo possibile. Credo che l'unica relazione con Max sia il mio cognome e il fatto che anche noi suoniamo metal, ma questo vale quel che vale. Il nostro sound non assomiglia a quello di nessuna delle band di Max e vogliamo provarlo. La musica è un'espressione personale e credo questo album mostrerà a tutti che gli Incite sapranno imporsi nei prossimi anni.
L’averti nella band fa pensare subito a tuo padre Max. Quali vantaggi e svantaggi avete avuto per la vostra carriera da questo speciale rapporto?
Credo che abbia spinto molti fan a venirci a vedere rispetto ad altre nuove band. Penso che abbia influito molto su quello che la gente si aspettava e voleva ascoltare da noi. Ci siamo buttati e abbiamo cercato di non pensarci. A volte credo che saremmo ancora più popolari se Max non fosse mio padre. Faccio comunque in modo che questo non influenzi la band o il suo percorso. Sappiamo quello che vogliamo realizzare e facciamo musica per questo obiettivo.
Sin dai primi anni siete impegnati in molti spettacoli live. Come nascono i vostri pezzi? Lavorate prevalentemente in studio o registrate idee e musica anche quando siete in tour?
Facciamo un po’ di entrambe le cose. Quasi tutto "All Out War" l'abbiamo però scritto mentre eravamo in tour. In questo modo potevamo scrivere un nuovo pezzo, suonarlo in un live e vedere la reazione del pubblico. Abbiamo avuto un enorme vantaggio da questo approccio, ci ha aiutato a scrivere un album che può piacere a tutti. Preferisco lavorare in tour piuttosto che in studio, ci fa sentire tutti più a nostro agio.
Gli Incite nascono nel 2004, nel 2009 esce il primo EP e il primo full length, ora “All Out War”. È cambiato qualcosa, e cosa, nel modo in cui considerate il gruppo e la sua musica dai primi anni ad ora?
Si, siamo tutti cresciuti musicalmente e personalmente nel corso degli ultimi 8 anni. Prendiamo la band molto più seriamente, è diventata la nostra vita e la nostra carriera. Tutto quello che facciamo ha quindi conseguenze importanti sulla nostra famiglia e sulle nostre vite a casa. E' stata una sfida bilanciare tutte queste cose ma ne è valsa la pena. Tutti noi vogliamo fare grandi cose con gli Incite, specialmente dopo tutto il duro lavoro e gli sforzi fatti in questi anni.
Contante di aver trovato il suono definitivo o pensate che la vostra musica possa ancora evolversi in futuro?
Penso che questo album abbia definito il suono che vogliamo. Una cosa certa su di noi è che vogliamo comunque sempre sperimentare e provare cose nuove. Noi non vogliamo fare lo stesso album due volte, vogliamo costantemente migliorare e spingere oltre i confini del metal e della musica. Questa è la cosa più bella, il continuo cambiamento della musica la mantiene eccitante.
A Settembre siete stati in Italia, come avete trovato i fan italiani?
Siamo stati per la seconda volta in Italia, abbiamo conquistato un sacco di fans ed è stato fantastico. Amo la vostra scena e l'enorme supporto che l'Italia da alla musica metal. Amo la vostra cultura e architettura e non vedo l'ora di tornare a scatenarmi ancora.
Grazie del tempo che ci avete dedicato. C’è qualcosa che volete dire ai lettori di SpazioRock?
Grazie a tutti voi per il supporto, tenete il metal vivo e tenete d'occhio la musica degli Incite… ci vediamo nella pit…











