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Lacuna Coil – Sleepless Empire

A pensarci bene, forse non sembrano passati più di 5 anni dall’ultimo album in studio dei Lacuna Coil, ma di certo tantissime cose sono successe dall’uscita di “Black Anima” nell’ottobre 2019. Dal live DVD “Live From The Apocalypse” registrato in epoca di pandemia, davanti ad un Alcatraz vuoto, perfetta rappresentazione di un momento irreale e resiliente tentativo di tener viva la fiammella della speranza in un periodo socialmente e musicalmente buio ed immobile. Passando poi per la celebrazione dell’album sicuramente più significativo di Cristina Scabbia e compagni, ovvero “Comalies”. Album che li ha fatti conoscere al grande pubblico e ha consentito quello step di crescita e di popolarità che da allora in poi non si è più arrestato. Una rivisitazione ottimamente riuscita in chiave moderna di quelle canzoni così importanti, che con “Comalies XX” hanno trovato una nuova luce, una visione più moderna e che ha permesso alla band non solo di rituffarsi in quel passato, ma anche di trarre ispirazione e nuova linfa vitale da tutto ciò che è stato costruito allora, processo diventato fondamentale anche per la genesi del nuovo album. E da quando c’è stata la possibilità, la band non si è più fermata riprendendo finalmente a pieno regime l’attività live con concerti, festival e tour importanti, cominciando ad idealizzare e poi a portare finalmente alla luce questo nuovo “Sleepless Empire”.

Un album che parla della società odierna, letteralmente intrappolata in un mondo digitale con regole ferree, spesso freddo e spietato. Un mondo dove conta solamente apparire, mostrarsi attraverso i social, dove la propria personalità viene spazzata via al minimo errore e dove vige l’aberrante pensiero che “se non fai vedere ciò che fai, è come se non stessi vivendo”. Un tema decisamente interessante, visto che la band è nata ed è cresciuta in un periodo storico “analogico”, ma ad oggi vive appieno in questo mondo digitale, pescandone appieno vantaggi e lati più oscuri. Il quintetto ha intrapreso ormai da tempo dei binari ben precisi a livello di sonorità, e da “Broken Crown Halo” in poi il sound è diventato più oscuro e soprattutto aggressivo ed è su questi aspetti che si sviluppa anche il nuovo “Sleepless Empire”, proseguendo su questa linea, ma rilasciando anche qualche inattesa sorpresa.

Allineandosi con quanto sta accadendo negli ultimi anni, i Lacuna Coil  hanno deciso di pubblicare diversi singoli diluiti nel tempo, che sono poi diventati parte integrante dell’album. Si è partiti già nell’estate 2023, quando uscì “Never Dawn”, nuovo brano scritto per il gioco da tavolo “Zombicide-White Dead”, che conferma la passione della band per tutto l’universo nerd legato a fumetti, videogiochi ed appunto giochi da tavolo. Un brano che abbiamo imparato a conoscere e che riporta un mood moderno ed aggressivo ed un perfetto scambio energico tra il growl graffiante di Andrea Ferro e gli acuti profondi e malinconici di Cristina Scabbia e che ha fatto da subito ben sperare per questo nuovo lavoro. Molto interessante anche il singolo successivo “In The Mean Time”, brano che suona Lacuna al 100%, con un chorus che si stampa in testa al prima ascolto, ed impreziosito dal feat. di Ash Costello dei New Years Day, capace di donare ancora più profondità e variazioni di colore alla parte vocale. Sempre parlando di guest, impossibile non lasciarsi trascinare dal muro sonoro di “Hosting The Shadow” dove il growl di Randy Blythe dei Lamb Of God si integra perfettamente tra velocità e melodia. 

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Se, come detto, il sound del gruppo si è trasformato nel corso degli anni, con una lenta ma costante virata verso territori più heavy ed aggressivi, in “Sleepless Empire” riecheggiano certi riferimenti di un passato ancora vivo e pulsante, che rimane una radice fondamentale per il gruppo milanese. Ecco perciò che “The Siege” in apertura rimane perfettamente in equilibrio tra le sonorità di “Comalies” e di “Black Anima”, per un brano quasi perfetto nel suo coinvolgimento emotivo. Nella title track invece tra il growl aggressivo di Ferro si va ad incastonare alla perfezione un chorus particolare e moderno ma che tanto deve al gothic e alle atmosfere decadenti degli esordi. Qualcosa di simile si percepisce anche in “Oxygen”, dove una sezione ritmica travolgente si contrappone alla perfezione con il ritornello e la voce di Scabbia in un brano dal pathos emotivo elevato e significativo. Rimangono molto vicine al nuovo corso l’aggressiva “Scarecrow”, con Andrea in perfetto controllo di una parte heavy a tratti dominante. Un disco che, quindi, ha la sua forza nel costante coinvolgimento sonoro ed emotivo e nel non calare mai di intensità e che è capace di regalare anche delle assolute perle, a perfetta rappresentazione di una qualità compositiva eccelsa. 

“In Nomine Patris” rappresenta un’altra gemma preziosa, un brano che profuma tantissimo di passato, ma che allo stesso tempo risulta moderno e che guarda oltre grazie ad una melodia accattivante e ad alcune sfumature vocali più originali e variegate da parte di Cristina. “Gravity” è un brano che si poggia su atmosfere epiche e quasi sinfoniche, ma che riesce a toccare le corde più profonde dell’animo, dove la vocalità della cantante domina un brano da brividi, sicuramente tra i più belli dell’intera discografia del gruppo. E per concludere, l’ultimo singolo uscito “I Wish You Were Dead”, che pur rispettando il trademark dei Lacuna Coil, sembra qualcosa di completamente nuovo ed innovativo. Un brano diretto, fresco e coinvolgente, che ti entra in testa e non se ne va più. Nell’abbandonare per un attimo l’atmosfera generale cupa e malinconica di “Sleepless Empire” ci riporta, sempre in chiave attuale, al periodo di “Swallow Life” e “Dark Adrenaline”, rimarcando ancora una volta la volontà della band di fare tesoro di quanto fatto finora, non abbandonando mai le sonorità e perché no, gli esperimenti fatti in passato.

La carriera della band milanese parla da sola. Un gruppo che ha saputo costruire ogni mattoncino della propria strada con coerenza, grande impegno e sudore, non avendo avuto mai nulla in regalo, ma essendosi guadagnata ogni centimetro del proprio percorso. Ad oggi dopo tanti anni, sempre più costantemente orgoglio nazionale come band tricolore che ha saputo conquistare in maniera inequivocabile il mercato internazionale. Nemmeno i vari cambi di line up che si sono succeduti nel corso degli anni, per varie ragioni (in ultimo l’inattesa separazione dal chitarrista Diego Cavallotti, attualmente sostituito da Daniele Salomone) hanno scalfito il nucleo storico della band formato da Andrea, Cristina e Marco. Consapevole di non dovere niente a nessuno e con la grande umiltà di sapere chi si è, dove si è e soprattutto da dove si è arrivati, il quintetto sfodera un suono ormai maturo, attestatosi su coordinate metal, ma rimasto ancorato saldamente alle atmosfere a volte gotiche e malinconiche dei primi anni, che risuonano ora non più in primo piano, ma come eco di fondo di molte delle nuove canzoni. Rimane anche notevole la costante ricerca vocale di Scabbia e Ferro, che si alternano sempre in maniera perfetta, dai momenti più aggressivi a quelli più melodici. Una macchina perfettamente rodata che nonostante le tentazioni e la possibilità di farlo, non si è mai seduta sugli allori, ma ha sempre portato avanti il proprio percorso apportando ogni volta qualcosa di nuovo in un tessuto già perfettamente compatto, coerente e riconoscibile.

Bello ed emozionante sapere che il tutto è nato tantissimi anni fa, da una demo registrata su una cassetta, che metaforicamente è diventata una chiave per entrare in questo mondo, oggi così cambiato, così diverso. Forse migliore, forse peggiore, difficile dirlo. Ma è significativo che tramite un supporto audio che ora non esiste quasi più, sia passata musica che vive tuttora in altre forme, cambiata, trasformata, modificata, ma ancora legata così saldamente ed imprescindibilmente a quell’inizio. Peculiarità che solo le grandi band riescono a fare, ed i Lacuna Coil ne sono un perfetto esempio.

Tracklist

01. The Siege
02. Oxygen
03. Scarecrow
04. Gravity
05. I Wish You Were Dead
06. Hosting The Shadow (ft Randy Blythe)
07. In Nomine Patris
08. Sleepless Empire
09. Sleep Paralysis
10. In The Mean Time (ft Ashley Costello)
11. Never Dawn