Reduci dal successo di “Ilion”, disco pubblicato nel gennaio 2024, gli SLIFT tornano dopo i consueti tre anni con “Fantasia”, capitolo senza dubbio tra i più pesanti della loro discografia. Come da tradizione, le imponenti sezioni atmosferiche create dai sintetizzatori fanno da perfetto contrappunto ai riff monumentali, aggiungendo ulteriore spessore a un suono già straordinariamente carico. Nata nel lontano 2016 dall’iniziativa dei fratelli Jean (chitarra, voce e synth) e Rémi Fossat (basso), insieme al batterista Canek Flores, la band trasforma le proprie radici garage/alternative rock degli esordi di “La Planète Inexplorée” (uscito per l’indipendente EXAG’ Records) arricchendo il proprio stile di venature stoner e space rock, fino a sfociare nello sludge. Questa maturazione si riflette anche nelle esibizioni dal vivo, dove le composizioni si fanno via via più lunghe (ancora più che in studio), complesse e stratificate – nonché impreziosite da derive psichedeliche e dall’innesto di elettronica e strumenti a fiato, di cui il sassofono dalle vibes sci-fi di “Confluence” è un ottimo esempio.
Il minutaggio complessivo di “Fantasia” non supera i cinquanta minuti, suddivisi in otto tracce, di cui la più lunga sfiora appena i nove. Si tratta di una netta inversione di tendenza rispetto alle abitudini del trio di “Ummon” e “Ilion”, album in cui alcune tracce superavano tranquillamente i dieci minuti. Non è però soltanto una questione di cifre perché con “Fantasia”, gli Slift vanno dritti al punto, con la fretta e l’urgenza di chi ha qualcosa di importante da dire. Se il precedente disco – come ci anticipava già il titolo – racconta di una sorta di odissea psichedelica interstellare, condita con un pizzico di fantascienza distopica, “Fantasia” preferisce guardare invece alla distopia che abita il nostro presente. Mentre i dischi precedenti suonano come un’unica e lunga sinfonia, con brani fortemente legati tra loro, questo nuovo lavoro appare invece più concentrato a scolpire singole e granitiche tracce d’impatto, che finiscono per sacrificare le lunghe suite cosmiche, in favore di una narrazione serrata sempre guidata dalla voce graffiante di Jean Fossat.
Non mancano gli assoli lunghi come nella seconda traccia “Corrupted Sky”, in cui a metà esplode un assolo di chitarra che è una cavalcata perfetta per l’headbanging, dalle sfumature un po’ anni Ottanta, che poi si chiude lasciando spazio a un riff di synth ipnotico, che sembra riavvolgersi su se stesso. L’atmosfera si scalda ancora e si fa decisamente più divertente con la trascinante “Orbis Tertius” – titolo che si ispira ad un racconto di Jorge Luis Borges del 1940 che utilizza l’idea dell’idealismo di Berkeley, riassumibile nella celebre, poiché assurda, questione filosofica:“Se un albero cade in una foresta senza che nessuno lo veda, fa comunque rumore?”. Passando per “The Village” – inserto progressive che ricorda vagamente e soprattutto nelle tonalità i Genesis di Gabriel, “Waiting Man” ci affida a un finale musicalmente travolgente, perfetto scatenarsi sotto il palco. Spazio anche all’energia vibrante e contagiosa contenuta in “The Day of Execution”, penultima traccia non a caso scelta anche come singolo, che poggia su un riff ritmico di chitarra, cui si aggiungono via via i synth scintillanti che generano una mistura micidiale e distorta che scatena l’headbanging selvaggio.
“Secret Mirror” invece ci lascia con la consapevolezza che la band abbia smesso di fare giri di parole, per regalarci un viaggio crudo nell’oscurità dell’animo umano, decisamente più heavy rispetto ai lavori precedenti – insomma se Melvins e Neurosis avessero avuto un fratello minore, suonerebbe esattamente così.
Risultato finale? L’irrefrenabile voglia, arrivati alla fine del disco, di premere di nuovo play mentre aspettiamo di sentirli dal vivo in Italia. Gli SLIFT saranno infatti a Milano il 1° dicembre di quest’anno, per l’unica data italiana del loro tour europeo. Nel frattempo, non resta che alzare il volume per lasciarsi travolgere da un disco colmo di materia viva, pulsante, inquieta e – a tratti – totalmente indomabile.
Tracklist
01. Fantasia
02. Corrupted Sky
03. The Village
04. A Storm of Wings
05. Orbis Tertius
06. Waiting Man
07. The Day of Execution
08. Secret Mirror



















