“Savage Imperial Death March” – uscito il 10 aprile per Ipecac Recordings – nasce dall’incontro-scontro tra due realtà, nonché due vere e proprie leggende come Melvins e Napalm Death, che hanno contribuito in modo diverso ma decisivo a plasmare i generi in cui hanno militato: sludge e grindcore.
Lontana dalle logiche puramente commerciali, la scelta di creare musica insieme pare dettata da una vera e propria convergenza di vedute. Le due band hanno infatti un passato fatto di due tour insieme ed entrambe sono emerse da scene marginali – dal vuoto della provincia di Washington da un lato e dall’ombra del grigiore delle fabbriche di Birmingham e dei Sabbath dall’altro – e lontane dai riflettori nei primi anni ’80, diventando col tempo enorme fonte di ispirazione per poi liberarsi proprio dei confini imposti dai generi che avevano contribuito a creare.
L’attitude di “Savage Imperial Death March” ci parla proprio di una viscerale rivendicazione di libertà creativa e artistica. È un concetto caro a King Buzzo, che già in occasione dell’uscita di “Thunderball” (2025) aveva sottolineato la necessità di una visione artistica libera da compromessi e aspettative.
Un sacco di gente se la prende per questo genere di cose, perché hanno in testa un’idea precisa di come dovrebbe essere un disco. Sapete che c’è? Non me ne frega un cazzo di come pensiate che debba essere un disco. Mi importa di come penso io che debba essere e se è questo quello che voglio metterci dentro, allora è quello che farò.
E non è un compromesso nemmeno questo disco, che nasce dalla genuina voglia di fare musica insieme da parte di Roger “Buzz” Osborne, Dale Crover (due terzi dei Melvins) e Barney Greenway, Shane Embury e John Cooke (tre quarti dei Napalm Death) per creare qualcosa di inafferrabile e fuori dagli schemi. Il primo brano “Tossing Coins Into The Fountain Of Fuck”, rilasciato anche come primo singolo dell’album, è un esercizio di tensione e ci impiega ben due minuti prima di liberarsi in un riff veloce e travolgente, premiando la pazienza dell’ascoltatore con una scarica di adrenalina pura, che immediatamente lo trascina di un luogo scuro e profondo, ma coloristicamente sfavillante (come spesso ci ha abituato la formazione di Aberdeen/Washington).
In “Some Kind Of Antichrist” il palleggio al microfono tra le due voci di Buzzo e Greenway dà vita ad uno scontro ipnotico, supportato da distorsioni acide e assoli graffianti, quasi fulminei che sfumano in un finale fatto di echi elettrici e voci lontane, in cui la struttura stessa del brano sembra quasi liquefarsi e generare un effetto a catena che dà origine a “Awful Handwriting”. Il pezzo è a dir poco fuori dalle righe e trascende le aspettative di chi si aspettava forse un album più “alla Melvins” o più “alla Napalm Death”, facendo male i conti con un estro creativo che travalica i generi per dare alla luce un lavoro stratificato, che suona come un vero e proprio divertissement in cui i sound delle due band collidono in un’unica, devastante esplosione sonora.
Dall’abisso oscuro in cui ci trascina “Nine Days Of Rain”, l’ascoltatore riemerge al ritmo dei riff doom del basso iconico di Shane Embury che in “Rip The God” si intreccia perfettamente con le chitarre, fino a “Stealing Horses” (che ha qualcosa nel groove che ricorda le sonorità dei Mastodon). Il percorso attraversa suoni sotterranei e estranei, dalle atmosfere distopiche di “Comparison Is The Thief Of Joy” fino ad arrivare alla potenza esplosiva di “Death Hour”, sei divertenti minuti fatti di accelerate improvvise e frenate calcolate e volontarie che culminano con il riff di tastiera simbolo degli anni ’80, familiare e allo stesso tempo inaspettato – non aggiungo altro per non rovinarvi il finale: godetevelo!
“Savage Imperial Death March” non sarà forse nelle classifiche dei migliori album alla fine dell’anno, ma ci sbilanciamo: se esistesse una classifica del genere, rientrerebbe di diritto nella top ten degli album più divertenti degli ultimi tempi.
Tracklist
01. Tossing Coins Into The Fountain Of Fuck
02. Some Kind Of Antichrist
03. Awful Handwriting
04. Nine Days Of Rain
05. Rip The God
06. Stealing Horses
07. Comparison Is The Thief Of Joy
08. Death Hour




















