Steadlur
RECENSIONI

Steadlur – Steadlur

Lunedì mattina in ufficio, niosissime revisioni documentali sullo schermo del PC di fronte a me. Appesantito dalla tristezza dovuta al week-end appena concluso, faccio partire nell’ipod l’album di debutto della band dei fratelli Steadlür from Atlanta, USA; sento una moto che accelera, quindi una chitarra graffiante ed infine l’urlo sguaiato del cantante Philip.
E’ l’inizio fulminante di “Poison”, ed immediatamente sono di nuovo sulla macchina, con gli amici accanto, direzione sole, divertimento e pensieri zero.

Potere magnifico dello sleazy rock&roll fatto bene, di quello che ha solo uno scopo: divertire, divertire ed ancora, se non si è capito, divertire. E come ci riescono bene canzoni come “Bumpin’” (magnifico il coretto di “oh-oh-oh” di Offspringhiana memoria che introducono il ritornello) o “My Mom Hates Me”, galvanizzante mid-tempo anthemico con un ritornello di quelli che porterete nella tomba, garantito.

Su queste belle vibrazioni scorre il cd, tra gli inviti a fare ancora più casino di “Turn It Up” e canzoni autodistruttive come “Whiskey & Woman” cui il titolo dice già tutto…tutto bello e tutto vero quantomeno fino alla ballad “Angel (On The Wrong Side Of Town)”, dove succede una piccola tragedia.
No, non è che l’album da lì in poi fa schifo, solo che la band comincia a prendersi sul serio e diventa, oltretutto, un poco (ma solo un poco, eh) Emo.
In altre parole: l’american touch di TRL si fa più evidente, e rovina parzialmente il quadro di totale disimpegno dipinto nella prima metà del cd. Persino le lyrics si fanno più serie, ed a considerazioni sul sex&drug&rock&roll si sostituiscono temi “importanti” come il tempo che passa ed il disagio esistenziale dell’amore non corrisposto (ma come, prima non mi dicevi che bastava continuare a bere ed aumentare il numero di donne, caro Philip?).
Detto questo, anche la seconda parte presenta comunque canzoni estremamente godibili, come “Suffocate”, irresistibile nella sua influenza funky, oppure “Barely Breathing”, dove torna lo sleazy che, sia chiaro, non è che venga improvvisamente a mancare, è però decisamente meno evidente man mano si avvicina la conclusione dell’opera.

Insomma: se il buongiorno si vede dal mattino, aspettiamoci grandi cose da questi Steadlür! Melodie convincenti, groove trascinante, energia da vendere, produzione top-class…non manca davvero niente per promuovere l’opera con un bel sorriso sulle labbra.
Cari Hardcore Superstar: la vostra concorrenza americana è arrivata (con tutto ciò che comporta il fatto che arrivino dall’America, nel bene e nel male), oltretutto anche loro con tanto di stella di rappresentanza…e speriamo che non ripetano il vostro stesso destino, ovvero che ad un esordio fulminante debbano passare numerosi cd prima di ritrovare ispirazione e carica.
Inutile comunque fasciarsi la testa adesso: limitiamoci a godere appieno di questo album, senza troppi grilli per la testa. Let’s rock baby!  

Tracklist

01.Poison
02.Bumpin'
03.My Mom Hates Me
04.Turn It Up
05.It's Too Late
06.Whisky and Woman
07.Angel (On the Wrong Side of Town)
08.Time
09.Suffocate
10.Barely Breathing
11.Livin' A Lie
12.Change