È strano recarsi in via Mecenate e non per andare al Fabrique. Ancora più strano, parcheggiare di fronte al Fabrique e non entrare al Fabrique. Eppure, da qualche tempo, un altro locale cerca di attrarre gli appassionati di musica dal vivo nella periferia orientale di Milano. Il Q-HUB si sta rivelando un’ottima alternativa al Legend Club, per coloro i quali vivono troppo lontani da quest’ultimo: capienza dignitosa (300/400 crani), buona selezione di birre (qui stasera c’è pure quella dei Maiden) e un palco che ospita dalle band emergenti agli artisti internazionali.

Mercoledì sera questa nuova venue è divenuta la tana di metallari e goth, che non si sono lasciati sfuggire un’altra occasione di vedere i Creeper dal vivo. Un’altra, poiché solo nel 2025 il sestetto inglese era venuto a trovarci ben due volte, all’Alchemica di Bologna e all’Alcatraz, sempre qui a Milano. Quest’ultima spiega la presenza così massiccia di metallari giovani: aprire per gli Ice Nine Kills li ha di sicuro esposti a una generazione di fan del demonio che, altrimenti, difficilmente si sarebbe avvicinata a loro. Sì che le ultime due uscite hanno aumentato la dose di distorsione e di assoli, ma il loro rimane comunque un metal molto classico e anni ’80. Scambiando due chiacchiere all’ingresso, qualcuno dice: “Hanno deciso di aprire i Ghost per sempre” e non gli si può dare torto, “Sanguivore” – la seconda parte soprattutto – ricorda non tanto Ozzy quanto la versione moderna di Ozzy, cioè la band di Tobias Forge.

The Howling
The Howling (foto di Lucy Cheyne)

Al di là delle constatazioni da critico d’enciclopedia, vediamo com’è andata la serata. Per essere le 21 di un martedì sera, in una traversina di via Mecenate, di gente ce n’è. I Creeper hanno aperto grandi nomi, è vero – chi se li ricorda prima dei MyChem? –, ma non hanno ancora una fanbase così solida al di fuori del Regno Unito. I presupposti non erano dei migliori, e invece ci stavamo sbagliando. Prima di loro suonano The Howling, che li accompagnano per tutto il tour europeo. Un sound non troppo distante dal glam di cui anni fa si occupavano gli headliners, però più artificioso, e li si può comprendere: con una formazione da quartetto classico (batteria-basso-chitarre-voce) è difficile risultare così pomposi, per quanto si ricorra all’ausilio delle basi. La loro mezz’ora sembra comunque aver lasciato il segno.

CreeperBand
Creeper

L’altra cosa strana di stasera è stato vedere degli artisti così cangianti, che mutano, proprio come un serpente. Quattro anni fa, i Creeper erano un accattivante band glam rock, con qualche sprazzo qua e là di gothic, soprattutto nel look. Oggi quella band sembra non essere mai esistita. La musica è cambiata, il vestiario è cambiato, la scaletta è cambiata: pezzi suonati dei dischi precedenti a “Sanguivore”? Zero.

Nei Ghost, solo Forge cambia il personaggio da un album all’altro, e la musica è più un continuum regolare, non un grafico impazzito. Ecco, ricorda un po’ quello che avevano fatto i My Chemical Romance con “The Black Parade”: l’opera che prende il sopravvento sull’artista. Quando si parla di “era” – in inglese si dice uguale ma suona meglio – alcuni la intendono più seriamente di altri. E attenzione, non viene detto con accezione critica – anche se un cruccio c’è stato per non aver sentito di nuovo “Annabelle” –, ma solo per dovere di cronaca.

Lo show è molto carino, con i vari costumi da vampironi à la The Lost Boys, e la gente è presa bene, molti ritornelli vengono affidati dal frontman Will Gould – anzi, a onor della lore, William Von Ghould – alle prime file, meritevoli di questo onore. Hannah Greenwood impeccabile alle tastiere e alla voce, soprattutto in “Razor Wire”. Jake Fogarty un po’ sottotono alla batteria, ma può capitare la serata un po’ giù.

C’è chi potrebbe dire che preferiva i Creeper quando erano più glam rock, o addirittura quelli misfitsiani delle prime uscite. A sto punto, il consiglio è solo uno: pazienza, la prossima era magari sarà quella fatta per voi.

Setlist Creeper

Mistress of Death
Blood Magick (It’s a Ritual)
Lovers Led Astray
Headstones
The Ballad of Spook & Mercy
Daydreaming in the Dark
Prey for the Night
Black Heaven
Razor Wire
Chapel Gates
The Crimson Bride
Parasite
The Black House
More Than Death
Further Than Forever
Cry to Heaven

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