Ciao Andy. Ci siamo visti (io l’ho visto, lui guardava forse dal palco ndr.) nel ’95 al Beach Bum Rock Festival. Avevo 20 anni e voi eravate grandiosi al tempo. Sono passati alcuni anni e voi ragazzi tornate con un bellissimo lavoro “Disquiet”. Come descriveresti Andy il “sound” di DISQUIET paragonato al “sound” di "Infernal Love" (l’album che stavate promuovendo nel ’95)? Penso che questo album ("Disquiet" ndr.) sia molto più diretto di "Infernal Love". Penso che "Infernal Love" sia quasi cinematico. Il “suond” dell’album è pieno di effetti, ci sono violoncelli e chitarre dal suono pulito, invece "Disquiet" penso sia un album dei Therapy? molto diretto, chitarre arrabbiate e accordi orecchiabili.
Nei giorni scorsi ho letto qualcosa sui social sul nuovo album. I fans sono piuttosto eccitati e di primo acchito a loro l’album è piaciuto molto. Ottimo lavoro. Come ci siete riusciti?
Penso che le canzoni dell’album siano state scritte in un modo piuttosto “old school”. Sono state scritte tutte nella mia cucina, con una chitarra acustica. Era mia convinzione che se le canzoni avessero reso bene suonate con una vecchia chitarra acustica, sarebbero poi state perfette suonate col resto della band con un bel po’ di amplificatori.
Solitamente componi in cucina?
Beh, l’ho fatto questa volta. Avevo un piccolo microfono per registrare. Mi sedevo in cucina, mettevo il microfono sul tavolo e registravo mentre suonavo e cantavo la canzone. Mandavo poi gli MP3 agli altri ragazzi che mi dicevano se il pezzo gli era piaciuto o meno e poi quando ci vedevamo in sala prove rifacevamo il pezzo che ci era piaciuto riarrangiandolo. Ascoltando gli album dei Therapy? (nello specifico "Disquiet") si può distinguere chiaramente una forte attitudine Punk. Sei d’accordo?
Oh beh, penso che l’attitudine punk sarà sempre parte dei Therapy? perché il punk è la musica con la quale siamo cresciuti tutti noi della band. Quando ero un ragazzino a 13, 14 anni ed entravo per la prima volta nel mondo della musica, la musica punk era molto presente in Irlanda. C’erano band irlandesi come gli “Stiff little fingers” e “ The Undertones”. Capisci, noi avevamo 13, 14 anni e questi ragazzi venivano dal nostro paese e suonavano punk rock ed è stata la prima musica “alternativa” alla quale siamo stati esposti da ragazzi. I Therapy? amano tutti i tipi di musica, ma il punk è stato il primo… "Disquiet" è il vostro 14esimo album di studio. Giusto?
E’ giusto. Si.
Avete venduto più di 2 milioni di copie di dischi in 25 anni di carriera.
Si.
Avete probabilmente potuto provare cosa vuol dire “essere” una rockstar durante gli anni 90…
Si.
…e cosa significa invece semplicemente rockeggiare durante le decadi.
Eehehe…si!
Puoi dirmi come i Therapy? siano riusciti a sopravvivere ad un certo tipo di “mondo musicale” e di come siano riusciti a “reinventarsi” oggi giorno?
Noi non siamo mai stati a nostro agio con il concetto di rockstar durante gli anni ’90. Ci piaceva suonare davanti ad un sacco di persone in giro per il mondo e ci piaceva che un sacco di persone comprassero i nostri dischi, ma non ci siamo mai sentiti a nostro agio a comportarci come rockstar. Capisci, penso sia dovuto al fatto che siamo cresciuti in un piccolo paesino nel nord dell’Irlanda dove se qualcuno fa qualcosa e diventa “troppo grande” a farlo rientrare nella taglia normale ci pensano immediatamente i vicini…
Per me le rockstar erano persone come Axl Rose, Kurt Cobain, Lenny Kravitz, questi ragazzi apparivano come rockstar indumenti di pelle, occhiali da sole, belle ragazze e penso invece che in una band come la nostra, in fin dei conti eravamo tre ragazzini completamente presi dalla musica, e penso che sia per questo motivo che siamo ancora qui cosi tanti anni dopo, perché anche dopo essersi spento il clamore e dopo aver smesso di essere considerate rockstar non ci mancava il fatto di esserlo… Ho alcuni amici che suonavano in band molto conosciute negli anni ’90 e non appena queste band hanno smesso di vendere dischi, hanno trovato difficilissimo convivere col fatto di non essere più considerati famosi, perché gli piaceva andare nei club ed avere da bere gratis, gli piaceva che la gente li riconoscesse e proprio perché i Therapy? non si sono mai sentiti a loro agio con tutto questo alla fine non ci è mancato. Capisci, non era tutto questo problema per noi non essere riconosciuti per strada o che la gente non volesse farci foto in continuazione.
Forse il segreto sta proprio nella cucina…
(ride) Penso proprio di si. Se sei cosi fortunato da avere una buona cucina, penso che tu sia a posto per tutta la vita.
Leggo che l’album (DISQUIET) è stato prodotto da Tom Dalgety (Royal Blood, Band of Skulls, Opeth, Killing Joke…). Come ha contribuito a valorizzare il vostro “sound”?
Beh, Tom è un fan dei Therapy? da molto tempo ed è giovane. E’ venuto da noi come fan ed ha fatto in modo che ci conoscessimo. Durante le registrazioni, in ogni momento, riusciva a tenerci costantemente focalizzati. La maggior parte delle canzoni su questo album, DISQUIET, durano meno di 4 minuti e lui sapeva che nei nostri ultimi lavori c’erano canzoni che potevano durare anche 7 o 8 minuti e quindi ogni Tom arrivava e ci diceva “Dai ragazzi!! L’intro di questa canzone è troppo lunga!!” oppure “non serve che facciate quel giro due volte alla fine della canzone!!”. Ci teneva sempre concentrati al massimo. E’ stata un’ottima cosa lavorare con lui per via del suo entusiasmo e per il fatto che è un ragazzo giovane che lavora con gente giovane con band giovani. Il suo entusiasmo era cosi tanto che ha finito per contagiarci.
La prima volta che vi ho conosciuti cantavi “happy people have no stories” (la gente felice non ha storie), e sono tutt’ora d’accordo. Oggi parli con lo stesso ragazzo dicendogli che “It Still Hurts” (fa ancora male). Ma è veramente andato tutto cosi male durante tutti questi anni o è solo un modo catartico di relazionarti con te stesso?
(Ride) Si! Penso che magari ai Therapy? non sia andato proprio tutto tutto bene durante tutti questi anni, ma sono sicuro che alla fine avere a disposizione la band per esprimermi, mi abbia tenuto fuori dalla prigione (Ride)
"Idiot Cousin" è una delle mie canzoni preferite dell’ultimo album. Ha un forte sapore Grunge. Ma al giorno d’oggi, mentre tutti dicono che “il rock è morto”, “il punk è morto”, “il grunge è morto” ha ancora senso parlare di generi musicali? Potresti dire che i Therapy? hanno un genere musicale specifico?
Beh, penso che ci piacciano tutti i tipi di musica Rock, non penso che i Therapy? facciano parte di un particolare “genere” musicale. Nel caso di una canzone come “Idiot Cousin” capisco a cosati riferisci, perché quando siamo arrivati a comporre il riff di apertura della canzone ci siamo guardati in faccia ed abbiamo pensato “suona come qualcosa che puoi trovare sull’album “Bleach” dei Nirvana” che è stato di ispirazione e che ha influenzato quella canzone. Nel senso. Abbiamo ascoltato un sacco di musica nuova, ma poi siamo tornati ad ascoltare i “classici”. Penso che, più che “In Utero” e “Nevermind”, penso che il nostro album preferito dei Nirvana sia proprio “Bleach”.
Riferendomi alla domanda di prima, che musica possiamo ascoltare al giorno d’oggi senza correre il rischio di uccidere qualcosa? ad esempio non ho mai sentito dire che “il metal è morto”…
(Ride) Penso che il Metal abbia un maggior appeal su persone arrabbiate col mondo o che sono ubriachi e vogliono menare i pugni per aria cantando a squarciagola ed in entrambi i casi si tratta di circostanze molto “umane” e sono cose che le persone vogliono fare spesso, specialmente i giovani, e l’Heavy Metal si rivolge soprattutto agli emarginati ed a persone che magari non vivono in città grandi ed un pò “fredde” come Londra, o Dublino, o Milano, o Roma. Magari vivono in piccoli paesini, paesini di campagna e non hanno la possibilità di andare al negozio di dischi figo, piuttosto che al club figo, o comunque non possono spostarsi per raggiungere i grandi concerti Rock perché troppo lontani. Per tutti questi ragazzi la musica che ascoltano, il rock significa molto e penso sia per questo che un genere musicale come il Metal non morirà fintanto che ci saranno persone di tutte le età arrabbiate ed incazzate (l’ha detto lui quindi lasciatelo ndr.). Il Rock ci sarà sempre.
Vi siete chiamati Therapy? (anche se il punto di domanda dovrebbe far riflettere), ma nei vostri album l’umore è sempre cupo, e c’è sempre una sensazione d’ansia; una pressione proveniente dai testi. D’altra parte la musica è sempre potente! Una forte dicotomia. Per caso il nome Therapy? è un tentativo di sintesi?
Beh, potrei paragonarlo a quando ero ragazzino e mi piaceva una band, si chiamavano Joy Division ed avevano dei testi veramente tristi e oscuri, ma la musica era energica e rilassante e sempre quando ascoltavo un loro album, anche se i testi erano tristi non mi sentivo morire, ma mi sentivo sollevato ed eccitato, come se ci fosse al loro interno un’energia che mi teneva su e penso sia questo quello che cerchiamo di fare. I ragazzi si rispecchiano nei testi ed una musica potente li fa stare meglio.
Tra un paio di giorni partirete in tour per promuovere il nuovo album. So che vi piace l’italia e l’italia vi ha sempre ripagato ampiamente con amore e pizza. Perché non verrete anche qui?
Beh per ora abbiamo fissato le date solo della prima parte del DISQUIET tour, la seconda parte inizierà dopo Agosto 2015, cioè tra Settembre ed Ottobre 2015. Se i ragazzi desiderano che veniamo in Italia col tour lo sapremo dai promoter italiani. Ci piacerebbe tornare, perché ci è sempre piaciuto suonare li. Speriamo di averne la possibilità già durante la seconda parte del tour di quest’anno.
A questo punto mancano pochi minuti alla fine della telefonata. Io inizio a farfugliare cose incomprensibili in qualsiasi lingua conosciuta, probabilmente era esperanto. Avete presente il povero Salvatore ne “Il nome della Rosa”? Andy mantiene uno strenuo aplomb e mi invita a bere una birra con lui nel caso dovessero venire in Italia col tour di DISQUIET è agli atti. Come è agli atti che io abbia risposto con un laconico “two”! Ciao Andy è sempre bello aver la possibilità di parlare con quel qualcuno che ha scritto alcune delle canzoni che ascolti o che hai ascoltato in passato.











