The Final Nights of Six. È questo il titolo di quest’ultimo tour europeo degli You Me At Six, che hanno deciso di festeggiare i vent’anni di attività, salutare i propri fan e infine, purtroppo,  chiudere la propria carriera. Due decenni divisi in otto capitoli discografici, tutti rappresentati dalla scaletta più varia e longeva di tutta la loro storia di prove dal vivo. L’occasione più bella e solenne per vedere Josh Franceschi e soci, in quello che è (o potrebbe essere) il loro ultimo concerto italiano di sempre, ai Magazzini Generali di Milano.

Cominciano con “Room To Breathe” ed è un avvio eccezionale. Sound, tenuta del palco, energia: il mix perfetto che si aggiunge al groppo in gola tipico dei saluti. Il tono della serata è settato e da qui in avanti i ragazzi di Weybridge non fanno altro che alzare l’asticella, mostrando i frutti di vent’anni di addestramento nel rock alternativo muscolare ed esplosivo. Anche quello che a inizio carriera era un po’ il punto debole del combo, ovvero il carisma del loro leader, è ormai archiviato.  Josh Franceschi è cresciuto, come performer e come artista, e oggi è padrone del palco e sfodera una tecnica vocale notevole. Non c’è assolutamente nulla che sia fuori posto.

Quando Josh inizia a raccontare la storia della band, accompagnato dalla chitarra acustica di Max Heleyr che proprio nel 2004 lo incontrava al centro di un mosh pit, si intuisce che la storia della proverbiale chiusura in bellezza e all’apice, così come il torbido mantra “abbiamo ottenuto tutto ciò che volevamo”, non regge molto. Parte la versione acustica di “Liquid Confidence” e la stretta al cuore peggiora. I ragazzi dimostrano di amare il palco e di avere ancora molto da dire, soprattutto ora che sanno dirlo nel miglior modo possibile.

YouMeAtSix2024
You Me At Six

“Beautiful Way” sarebbe la degna chiusura della serata, epica e potente, ma gli You Me At Six la piazzano prima dell’encore e perdono l’occasione del finale perfetto. Chiudono invece con “Bite My Tongue”, “Reckless” – impreziosita da un paio di snippet di “When You Were Young” dei The Killers abbastanza irresistibili –  e “Underdog”. Una nota stonata c’è: rispetto allo svolgimento, sul finale l’emozione sul palco sembra un po’ tenuta a freno. Una sorta di maschera indossata per l’atto finale, che potrebbe anche servire a tenersi stretta la dignità e celare il nucleo più intimo di questo passo decisivo. Forse è anche l’effetto di questo bacio d’addio dilatato nello spazio e nel tempo. Non basta il mare di fogli con la scritta “Thank you for everything” a far sciogliere i musicisti, che invece suonano fino all’ultima nota con la foga di chi ha raggiunto la vetta.

Sembrava un concerto di addio? No, onestamente no. Anzi, ormai risulta difficile prendere sul serio degli scioglimenti così ben programmati e seguiti da imponenti tour finali, come stanno facendo anche i Sum 41. Gli scioglimenti creano engagement, fanno leva sulle emozioni e sul nostro terrore dell’abbandono. E sono il preambolo dei veri eventi musicali per eccellenza: le reunion. Basti pensare a quante rock band risultavano ufficialmente sciolte (o ferme a tempo indeterminato) al tempo dell’uscita di “VI”, sesto album degli YAMS, e oggi risultano nuovamente in attività, con rinnovato e potenziato hype: My Chemical Romance, Mallory Knox, Yellowcard, Fightstar, The Gaslight Anthem, per dirne giusto alcuni. Per non parlare poi dei fratelli Gallagher che hanno riformato gli Oasis, di Emily Armstrong che ha segnato il ritorno dei Linkin Park o di Tom DeLonge che si è riunito ai Blink-182. In queste ultime settimane abbiamo persino visto Adam Gontier tornare sui suoi passi e condividere con Matt Walst il ruolo di frontman dei Three Days Grace. Il messaggio è chiaro: fan degli You Me At Six, non disperate. Uno scioglimento, di questi tempi, non è per sempre.

Setlist

Room to Breathe
Loverboy
Stay With Me
Save It for the Bedroom
Deep Cuts
Give
Night People
Fresh Start Fever
Straight to My Head
Lived a Lie
Crash
SUCKAPUNCH
MAKEMEFEELALIVE
No Future? Yeah Right
Mixed Emotions (I Didn’t Know How to Tell You What I Was Going Through)
No One Does It Better
Liquid Confidence
Take on the World
Beautiful Way
Bite My Tongue
Reckless
Underdog

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