Sono diversi anni che i Godspeed You! Black Emperor sono nel pieno della loro attività non accennando alla minima pausa, e questo può avere un solo significato: le cose nel mondo non vanno per niente bene. Cinque album pubblicati in undici anni, continui tour in tutto il pianeta e ancora la stessa ferma volontà nel porre il collettivo davanti all’io e nell’agire concretamente, al pari di un gruppo militante, che dopo 30 anni non ha perso un briciolo dell’incontrollabile forza sovversiva che animava “F♯ A♯ ∞” e “Lift Your Skinny Fists like Antennas to Heaven”. Anzi, gli otto arrivano dalla pubblicazione di quello che può essere considerato l’album più politico della loro carriera.

Sono queste le premesse con cui l’Italia si prepara a riaccogliere il collettivo canadese e la prima delle tre date si svolge in una location particolarmente adatta e d’effetto, come le OGR di Torino. Entrare nell’enorme Sala Fucine fa un certo effetto, soprattutto in relazione dell’evento in sé e dopo la potente mezz’ora di drone offerta da Mat Ball non c’è molto tempo per prepararsi a quella che assume i tratti di una vera e propria funzione: le luci ci spengono e la Sala piomba in un’oscurità palpabile mentre, uno alla volta, i Godspeed You! Black Emperor salgono sul palco e iniziano a modellare melodie, suoni e rumori come se in otto stessero intrecciando uno stesso splendido arazzo, filo dopo filo.

Come da tradizione, l’inizio dello show è affidato a “Hope Drone”, pezzo con il quale veniamo immediatamente catapultati in un’atmosfera a tratti terrificante, a tratti dolce, fatta di strumenti che si aggiungono lentamente uno alla volta, fino a generare climax dalla portata emotiva (e non solo) devastante. Assistere ad uno show del collettivo non è infatti simile a nessuna esperienza live: la grandiosità quello che ci viene rovesciato addosso non è semplice da gestire e l’atmosfera che si viene a creare è qualcosa di difficile da descrivere a parole. Il pubblico guarda il palco ipnotizzato e non vola una mosca, mentre la band snocciola quasi interamente l’ultimo album – con il solo intermezzo “Broken Spires at Dead Kapital” lasciato fuori e sostituito dalla malinconica e agghiacciante “Fire At Static Valley”. Gli otto costruiscono ogni brano con la maestria che li caratterizza fino ai climax che ci mozzano il respiro e che ci lasciano straniti e attoniti una volta che gli amplificatori smettono di emettere suoni quasi cacofonici, tornando a melodie ugualmente rassicuranti e terrificanti.

GodspeedBand
Godspeed You! Black Emperor

Questo grandioso contrasto sonoro ed emotivo viene perfettamente coadiuvato dalle proiezioni a opera di Karl Lemieux e Philippe Léonard, senza le quali – è doveroso dirlo – la componente sonora non riuscirebbe a scavare così a fondo. Ci sentiamo quindi sollevare dal suolo, ma allo stesso tempo siamo ancorati a terra, perché nonostante i pezzi siano interamente strumentali, la band riesce comunque ad esplicare con grande chiarezza i messaggi fortemente sociali e politici di cui si fanno bandiera i brani proposti – e se neanche il fenomenale mix di musica e immagini è abbastanza per accorgersi di ciò, basta dare un’occhiata agli innumerevoli amplificatori tappezzati di messaggi come “Transphobes eat shit and die alone” o “Palestine Action”.

Poco importa che sia la prima volta o che si sia già esperti di questo rito collettivo, una volta che gli amplificatori posizionati sul palco smettono di far tremare la terra, ci vuole diverso tempo prima di riprendere a camminare stabilmente, a respirare con controllo, a far sì che il sangue nelle nostre vene torni a fluire normalmente e non come un torrente in piena. Assistere ad un’esibizione simile assume i contorni di un’esperienza totalizzante in cui, volenti o nolenti, veniamo trascinati in un vortice sonoro ed emotivo. Come da 30 anni a questa parte, i Godspeed You! Black Emperor ci insegnano che nel mondo quasi nulla va come dovrebbe. Allo stesso tempo, ci chiamano alle armi, ci esortano a scegliere con forza una parte, ci spingono ad amare.

Setlist

Hope Drone
SUN IS A HOLE SUN IS VAPORS
BABYS IN A THUNDERCLOUD
RAINDROPS CAST IN LEAD
Fire at Static Valley
PALE SPECTATOR / GREY RUBBLE
Moya
BBF3

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