Il frontman degli Smashing Pumpinks, Billy Corgan, in una nuova intervista per la rivista Australiana “Wall of Sound” il 15 dicembre, ha dichiarato quanto segue sul chitarrista dei Black Sabbath, Tony Iommi, in seguito alla domanda su quale Ep della band avrebbe portato con sé su una nave, se il mondo stesse per esplodere:
Sabbath Bloody Sabbath.
Tony era un chitarrista pionieristico e visionario dal punto di vista musicale, e ciò che lo rende così interessante è l’aver introdotto l’idea di un riff che facesse parte della canzone in modo quasi atmosferico e cinematografico. Penso che ora lo capiamo tutti, specialmente quelli che come noi amano il metal. Ma poi, intorno al ’74, ’75, Tony inizia a prendere questo tipo di svolta artistica. È quasi un Sabbath alternativo, se lo guardi davvero. Penso che sia per questo che i Sabbath hanno così tanto credito con musicisti alternative e persino rapper e cose del genere. Perché i primi Sabbath sono più pesanti, ma da qualche parte dentro di loro, questo aspetto comincia a uscire davvero fuori, e questi sono i Sabbath che amo di più.”
Ha inoltre aggiunto in merito al quarto album dei Sabbath del 1972 “Vol. 4″ , (che è stato costellato da diversi problemi tra cui l’abuso e la dipendenza da sostanze da parte dei membri del gruppo):
Ho chiesto a Tony una volta – mi sto vantando, ma ho lavorato con Tony sul suo disco da solista – e ho detto a Tony: “Perché ‘Vol. 4’ suona così strano?” E lui mi ha risposto, “Beh, vivevamo in cima alle colline di Los Angeles e ogni giorno aspettavamo il ragazzo che spacciava la droga” E poi disse: “Eravamo così fatti. E stavamo lavorando in una casa.” “Penso che fosse solo il modo in cui vivevamo. Perché è un disco molto unico, con un suono molto particolare. Non suona, davvero, come qualsiasi altro disco dei Sabbath.”
Di seguito l’intervista completa pubblicata sul canale Youtube di “Wall of Sound”:





