Esisteva, molto tempo fa, un luogo sospeso nel tempo, dove le band rock lasciavano a casa distorsori e chitarre elettriche, effetti psichedelici e luci lampeggianti, per poter trasformare brani energici e rumorosi in ballate acustiche ed emozionanti. Un’isola sperduta tra una nota e l’altra, in un mondo dove la musica era importante e tutti potevano sentirla, capirla e vederla.
Una volta, ben prima di YouTube, esisteva MTV, che accendeva la scintilla giusta per scatenare la curiosità e darti una mano a scoprire qualcosa di bello. Potevi essere diverso insieme a persone uguali a te, cominciare a pensare con la tua testa e sentirti parte di qualcosa. Nessun programma noioso all’epoca, ma varietà e diversificazioni di generi e video in rotazione, sempre.

Nessuna nostalgia, né idealizzazione dell’emittente televisiva in questione, perché, tra censure ai videoclip e celebrazione di falsi miti, non se lo merita. Eppure, in mezzo a cose buone e a spazzatura, qualcosa di assolutamente magnifico sorgeva: l’MTV Unplugged, che ha catapultato grandi artisti rock su un palco insolitamente calmo.

Il giorno di San Valentino del 1995, hanno varcato le soglie dell’Howard Gilman Opera House di Brooklyn, anche i Cranberries per esibirsi in un incredibile concerto acustico rimasto, finora, solo nella memoria di coloro che avevano l’età giusta per potersene ricordare. “Mtv Unplugged” viene finalmente pubblicato il 7 novembre 2025 su vinile, cd e in digitale.

È un momento altissimo nella carriera dei quattro musicisti irlandesi, che avevano da poco fatto colpo sul pubblico di tutto il mondo con il loro secondo album “No Need To Argue”, nel quale le sonorità folk rock vengono estremamente esaltate dalla voce di Dolores O’Riordan, la cui attitudine celtica, nei suoi virtuosismi vocali, conferisce alle canzoni della band un tratto unico e distintivo.

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La performance consta di sole 9 canzoni, eseguite con l’accompagnamento del quartetto d’archi Electra Strings, che contribuisce a creare un’atmosfera tranquilla e rilassata, a tratti commovente, a tratti divertente. Questa è una fase estremamente positiva per gli artisti di Limerick, ben lontana dall’esperimento da solista della frontwoman e altrettanto distante dal lento declino della sua salute.

Immaginiamo di stare al pub, con una Guinness bella fredda tra le mani e di giocare alle associazioni mentali. Se io dico notte, voi rispondete luna, cuore corrisponde ad amore, ma se poi dico Cranberries la prima canzone cui si pensa è “Zombie”, l’unica, che da quando è stata pubblicata, è entrata automaticamente in tutte le scalette di cover band e aspiranti rockstar, rifatta in chiave pop, punk, ska, jazz. La portata del testo è immensa, essendo una chiara denuncia della situazione di violenza in cui ancora versava l’Irlanda del Nord nel 1993, senza alcun retropensiero repubblicano o democratico. Non è una presa di posizione politica, ma solo la reazione alla morte di un bambino ed è coinvolgente e dolorosa l’interpretazione che ne esce nei 4 minuti della versione unplugged. Nello stesso anno “Zombie” vince agli MTV Europe Music Awards come “canzone dell’anno”.

Ma tra le perle, una rappresenta il regalo principale di questo disco: “Yesterday’s Gone”, pezzo mai registrato in studio, scritto in un paio d’ore dalla contante insieme al chitarrista Noel Hogan e suonata live solo in quel lontano 14 febbraio. È tutto così bello, quasi magico e non si avverte ancora la tensione che da lì a poco colpirà la cantante, che tra stress, aspettative e una fragilità percepibile in ogni sua creazione, porterà il caos.

Sempre molto legati alle proprie origini, nei lavori snocciolati nel tempo, non mancano i riferimenti alla mitologia celtica, non solo nelle ballate leggere e delicate che fanno immaginare gli spiriti buoni del bosco, ma anche negli impeti più irrequieti oscuri che atterriscono come il vedere una banshee.  

Chissà se Niall Quinn, quando lasciò i The Cranberry-Saw-Us, proponendo l’amica della sua ragazza per sostituirlo, avesse mai immaginato un successo tale per gli ex compagni di avventura. E chissà quanti altri capolavori avrebbero visto la luce, se quel 15 gennaio 2018 una voce così emotiva, carica di malinconia e capace di raccontare storie ed esperienze umane in modo profondo e mai banale non ci avesse lasciato.

Oggi i Cranberries non esistono più e neanche MTV, ma quest’ultima pubblicazione, l’MTV Unplugged del 1995, racchiude in sé un incantevole istante di vita memorabile e suggestivo, che rimarrà sospeso per sempre nel tempo.

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