La stagione estiva è ormai purtroppo agli sgoccioli, ma anche la sua coda può regalare qualcosa di decisamente interessante. Grazie al clima ancora mite, tanti appassionati si sono dati appuntamento all’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro, in una location che rimane un importante punto di riferimento per i live del Nord Est. Grazie alla sua capienza, alla buonissima organizzazione logistica, e al fatto di essere attrattiva anche per le vicine Slovenia, Austria e Croazia, ha visto passare nomi importanti anche recentemente, dagli Amon Amarth, passando per In Flames e Lacuna Coil. Domenica 14 Settembre è invece il turno di uno dei gruppi storici e di punta del power metal, gli Hammerfall. Band amatissima nel nostro paese e da sempre paladini di un heavy/power metal di stampo classico, tornano finalmente nel nostro Paese per un concerto da headliner, dopo aver accompagnato quasi un anno fa i Powerwolf nella data sold out del tour del gruppo tedesco all’Alcatraz di Milano. Ad una serata già di per sé interessante per gli amanti di queste sonorità, si aggiunge uno special guest d’eccezione, ovvero i Visions Of Atlantis.

La serata è limpida e fresca, perfetta per potersi scatenare sotto palco. Puntuali alle 20.30 salgono on stage i Visions Of Atlantis. La scenografia ricorda una nave pirata, e il gruppo è pronto per prenderci per mano e accompagnarci per un’ora nel loro mondo. A giudicare dai presenti, specie nelle prime file, molto pubblico è qui proprio per loro, segno di una costante ascesa a livello di seguito, che negli ultimi anni ha caratterizzato il percorso della band. Successo assolutamente meritato, visto che con gli ultimi due lavori, “Pirates” e “Pirates II – Armada” i Visions hanno compiuto un deciso balzo qualitativo a 360 gradi, dal punto di vista musicale, di songwriting e di immagine, acquistando una sicurezza e soprattutto una credibilità che si è giustamente trasformata in perfetto trampolino di lancio. È proprio dagli ultimi lavori che la scaletta pesca a piene mani, cominciando con l’evocativa “Master The Hurricane”, perfetta per trascinare tutti i presenti all’inizio del viaggio. Si salta in maniera energica con “Monster” e si sogna con la più datata ma sempre emozionante “Heroes Of The Dawn”. La band si dimostra carica ed in forma, reduce ormai da numerosissimi live in tutto il periodo estivo, tra festival prestigiosi e date singole. Particolarmente emozionato e felice è Michele Guaitoli, voce, frontman e anima del gruppo, che può finalmente esibirsi a casa tra i luoghi che l’hanno visto crescere ed affermarsi. Una caratteristica che non mancherà di essere un valore aggiunto alla serata. Si prosegue tra l’energia epica di “Legion Of The Sea”, i ritmi trascinanti di “Tonight I’m Alive” che unisce la band ed il pubblico in un ballo scanzonato. Particolarmente bella e toccante rimane “Collide”, altro estratto dall’ultimo album assieme alla tiratissima “Hellfire”. Il finale è di quelli da ricordare, e la band non si vuole certo risparmiare per concludere al meglio grazie alla classica “Melancholy Angel”, dove Clémentine e Michele fanno saltare a tempo tutta l’arena. E poi al grido di “Hail Jolly Roger”, dopo aver adeguatamente istruito il pubblico, la band si congeda con l’energia di “Armada”, diventata ormai la song per il finale perfetto, e che conclude come meglio non si poteva un concerto davvero divertente e trascinante.
Setlist
Master The Hurricane
Monsters
Heroes Of The Dawn
Clocks
Legion Of The Seas
Tonight I’m Alive
Collide
Hellfire
Pirates Will Return
Melancholy Angel
Armada

Giusto una mezz’ora per un rapido cambio di palco, ed ecco che lo scenario muta decisamente. Lo stage diventa su due livelli, la batteria è rialzata, e a fianco presenta due pedane alte che permetteranno ai musicisti di salire e suonare dall’alto. Un grande telo come sfondo, con un bellissimo disegno raffigurante i vari personaggi scaturiti dalla musica del gruppo svedese, ed in basso ai lati uno scudo con l’effige della band, ed un martello, entrambi illuminati a dovere. L’attesa è palpabile, ed ancora una volta con perfetta puntualità, il gruppo svedese, guidato da Oscar Dronjak, entra sulle note dell’epica “Avenge The Fallen” dall’ultimo omonimo album. Nemmeno il tempo di prendere fiato, e partono nell’immediato due grandi classici: “Heeding The Call”, cantata in coro da tutto il pubblico, e la trascinante “Any Means Necessary”. La band è una perfetta macchina da guerra, i suoni sono da subito ottimi e ogni membro sa esattamente cosa fare, segno di un gruppo con oltre trent’anni di esperienza, ma che sa ancora molto bene come conquistare il pubblico. Si toccano gli album più recenti con “Hammer Of Dawn” e con “Freedom” ma è il classico riff di “Renegade” a far saltare tutti con il massimo dell’energia. Complice la scenografia, le luci perfette, ed il gruppo davvero preciso e coinvolgente, tutto scorre alla massima velocità. Dai cori cantati dal pubblico di “Hammer High”, passando per l’incipit di “Last Man Standing” e lasciandosi coinvolgere dal bellissimo medley strumentale tratto dall’album “Chapter V”, che fa riposare l’ugola di Joacim, e mette in risalto l’eccelsa qualità di Oscar e Pontius dietro le corde. Sempre precisa e martellante la sezione ritmica, grazie a Fredrik al basso, e a David dietro la batteria. Come da copione, per chi ha visto più volte la band dal vivo, Joacim chiede al pubblico chi stesse vedendo la band per la prima volta, ed invita invece chi è un “veterano” dei loro live, ad insegnare ai novizi il coro di “Let The Hammer Fall”. Joacim è un vero frontman, e la sua simpatia rimane sempre apprezzata. Il cantante per un paio di volte durante il live si spinge anche verso le prime file, cantando sulla transenna a stretto contatto con il pubblico, certamente un momento intenso e coinvolgente. Immancabile è la parte più lenta ed emozionante, con un’ intensa versione di “Glory To The Brave”, che rimane una delle più belle, se non la più bella ballad della band. “The End Justifies”, altra song dall’ultimo album, introduce i momenti finali dello show, che si accende nuovamente con “(We Make) Sweden Rock”, ormai quasi un inno del gruppo che non può più mancare nella setlist. Un breve saluto prima di rientrare sul palco con i toni epici e imperiali di “Hail To The King”, e soprattutto pronti per incendiarsi letteralmente per il gran finale, affidato ovviamente ad “Hearts On Fire” cantata con entusiasmo da tutta l’arena.
Gli Hammerfall si congedano con il pubblico italiano, promettendo di tornare presto, e lasciano sicuramente tutti i presenti decisamente soddisfatti. Una band che nonostante gli anni, rimane precisa, potente e coinvolgente come lo sono in pochi. Il bellissimo live dei Visions Of Atlantis, oltre ad una location davvero fruibile ed adatta ad eventi del genere, uniti ad un’ottima organizzazione, hanno reso questa domenica sera davvero perfetta.
Setlist
Avenge The Fallen
Heeding The Call
Any Means Necessary
Hammer Of Dawn
Freedom
Renegade
Hammer High
Last Man Standing
Fury Of The Wild
Chapter V: Medley
Let The Hammer Fall
Glory To The Brave
The End Justifies
(We Make) Sweden Rock
Hail To The King
Hearts On Fire





