Ci sono scelte, nel corso della propria vita, che risultano inevitabili, nonostante si faccia davvero di tutto per evitarle. Scelte che per quanto difficili e dolorose, trovano in chi le affronta un coraggio e una consapevolezza notevoli, a simboleggiare una forza d’animo ed un’intelligenza spesso fuori dal comune. Immaginate di essere all’apice della vostra carriera, di avere raggiunto il top personalmente e professionalmente e di dover spingere e andare avanti sempre di più. Ma se tutto questo vi logora a tal punto da dover dire basta, come vi comportereste? Hannes Braun, leader e voce dei Kissin’ Dynamite ha vissuto sulla sua pelle questi momenti e queste sensazioni. In questa intervista ci parla con profonda sincerità di questo momento, ancorato alla consapevolezza di aver fatto la scelta giusta, seppur dolorosa. La sua rinuncia al microfono e all’essere sul palco non è un addio alla band, ma un passo indietro per poter rimanere dietro le quinte e non più sotto i riflettori. E vivo è il desiderio di celebrare questo momento al meglio, con un degno saluto in questa sua “last dance” on stage.
Ciao Hannes, per prima cosa grazie di essere qui con noi di SpazioRock. Come stai?
Tutto benissimo, grazie! Spero anche tu.
Sì, grazie. È sicuramente un periodo particolare per la tua vita e per i Kissin’ Dynamite. Ti chiedo per prima cosa come vivi questo periodo dentro te stesso, e quanto è stato difficile prendere la decisione di lasciare il ruolo di frontman all’interno della band?
Mi sento molto bene perché so che si tratta della decisione giusta per me. Non l’ho mai messa in dubbio e non ho avuto alcun tipo di esitazione o ripensamento. Non vedo l’ora di esibirmi in questi ultimi tre show in programma qui in Germania . Saranno concerti enormi nelle arene, completamente sold out, e rappresentano il punto più alto della mia carriera sul palco. Sono estremamente entusiasta all’idea, ma allo stesso tempo sono sereno con me stesso per il fatto che questo percorso giunga al termine. Non è stata una scelta presa dall’oggi al domani, ma il frutto di molti anni di riflessione prima di renderla pubblica, quindi mi sembra la cosa giusta.
C’è stato un momento specifico in cui hai preso questa decisione, un evento particolare, oppure è qualcosa che è maturato nel tempo portandoti a comprendere che dovevi fermarti definitivamente?
Non si è trattato di un incidente o di un episodio specifico. Ero già arrivato a questo punto della mia carriera anni fa, solo che allora non avevo preso la decisione. Ogni volta che i tour diventavano intensi, con molti concerti e viaggi in giro per il mondo, sentivo che il mio corpo e la mia mente ne soffrivano. E ho maturato la decisione di non essere più il vocalist della band, non solamente per la mia salute, ma anche perché non volevo diventare un ostacolo per i Kissin’ Dynamite. Una band di successo ha bisogno di andare in tour. Più hai successo, più hai richieste, possibilità ed anche necessità di andare in tour. E questa è una cosa che ho imparato durante questi anni in cui siamo cresciuti. Non può essere meno, deve e dovrà essere sempre di più. Non potevo più tenere questi ritmi, questo mi ha portato alla mia decisione. Per cui non c’è stato un episodio o un incidente, ma un pensiero che si è creato in questi anni. Purtroppo questi ritmi non mi stavano aiutando e stavano distruggendo me ed il mio fisico. Ho dovuto prendere questa decisione ed è stata una decisione soltanto mia.
Capisco, penso ci voglia molto coraggio per fare una riflessione del genere, dato che in questo settore tutto deve andare sempre più veloce e si rischia di non avere tempo per sé stessi o per la famiglia. Vorrei chiederti anche se i tuoi compagni di band, essendo quasi come una famiglia, ti abbiano aiutato quando l’hai deciso e se sia stato difficile comunicarglielo.
Nel momento in cui l’ho detto mi sono sentito molto male, avevo la gola chiusa e la voce secca. Speravo davvero nella loro comprensione, che alla fine mi hanno dato. All’inizio sono rimasti scioccati, ma era qualcosa che tutti in qualche modo si sarebbero aspettati; l’unica sorpresa è stato il momento in cui l’ho comunicato, non il fatto in sé. Sono stato sollevato nel constatare che rispettano la mia scelta e che siamo ancora grandissimi amici e una famiglia come hai detto tu. Questo è fondamentale perché io non sto lasciando la band: i media e parte dei fan dicono che Hannes Braun sta lasciando i Kissin’ Dynamite, ma non potrebbe esserci niente di più falso. Mi sto ritirando come cantante sul palco, che è l’unica parte che i fan vedono. Non ci vedono viaggiare, fare riunioni o registrare in studio. Vedono solo questa piccola parte, e non riescono a vedere altro, tutta quella parte più in ombra che esiste e continuerà ad esserci per me. La realtà è che non sto lasciando i miei fratelli: sarò ancora parte della nostra compagnia e rimarrò come uno dei cinque decisori, solo che sarò dietro le quinte invece che sul palco. Continuerò a occuparmi della composizione dei brani, della produzione e di fornire idee per il futuro dei Kissin’ Dynamite, proprio come ho sempre fatto. Quindi no, non sto lasciando i Kissin’ Dynamite: sto solo dicendo addio al palco.
Penso che questa sia la cosa più importante, perché quando è uscita la notizia l’attenzione era tutta incentrata sul fatto che stessi lasciando il gruppo. Invece non è così e credo che molti fan lo capiranno e saranno meno tristi sapendo che rimani nella band e continuerai a gestire moltissime cose.
Assolutamente. Quello che ho dato e potrò ancora dare all’interno delle canzoni rimarrà assolutamente fondamentale. E quando percepiranno e continueranno a sentire il mio spirito e la mia natura anche nei brani futuri penso saranno contenti e lo apprezzeranno molto.
C’è stato questo grande desiderio, sia dei fan che vostro, di fare un ultimo album con te alla voce. È un album eponimo, che presenta alcuni inediti ed alcuni classici nuovamente registrati. Come mai questa scelta? C’è comunque un impatto emotivo ancora più forte sulle nuove canzoni, visto che sono le ultime che canterai?
Rispondo dall’inizio. Abbiamo deciso di fare questo album per i fan, non era nei nostri piani. L’unica cosa chiara l’anno scorso era il mio ritiro da cantante e le ultime tre date nelle arene in Germania. Abbiamo ricevuto centinaia, se non migliaia, di messaggi e lettere di fan tristi o delusi, ma tutti chiedevano un ultimo album con me alla voce. A fine anno ci siamo riuniti e abbiamo deciso di farlo per i fan. Nei nuovi brani volevo trasmettere un messaggio ben preciso. Ho scritto canzoni come “I Salute You”, in cui ringrazio i fan per tutti gli anni al nostro fianco, e la ballata “Good and Goodbye”, un brano emotivo per spiegare che un addio può significare anche un nuovo inizio. Per quanto riguarda la ri-registrazione dei primissimi brani della nostra carriera, volevamo farlo da anni perché noi stessi non riuscivamo più ad ascoltare il primo album a causa del mio cambio di voce dell’epoca. Il mio timbro e il suono della band erano completamente diversi. Volevamo portare quelle canzoni dell’inizio nel suono attuale dei Kissin’ Dynamite, con la mia voce matura e il suono maturo del gruppo. Non si tratta di un classico remake, ma di dare ai fan i brani come avrebbero dovuto suonare fin dall’inizio ed è anche un regalo a noi stessi per poterli riascoltare. Un’ultima cosa su questa decisione riguarda la chiusura del cerchio: abbiamo intitolato il disco “Kissin’ Dynamite” come la band proprio per sottolineare i 20 anni trascorsi insieme, dal primo album fino ai brani inediti, raccogliendo tutti i ricordi e le esperienze vissute. È la chiusura di un’era ed era l’ultima occasione per farlo prima che l’anno prossimo qualcun altro prenda il microfono.

Guardando indietro agli esordi e al tuo sogno da giovane, ti aspettavi di fare questa carriera e raggiungere questo livello? Prevale la gioia per quello che hai realizzato o c’è tristezza nel non avere la possibilità di proseguire come prima?
Sento della nostalgia, qualcosa che si prova crescendo o invecchiando. Ripensare a 20 anni di Kissin’ Dynamite, oltre due terzi della mia vita, mi rende nostalgico ma mi fa anche sorridere perché ho realizzato tutto ciò che desideravo. Da teenager volevo un album al numero uno con la mia band e ci sono riuscito. Lassù c’è il premio (Hannes ce lo mostra, ndr). Volevo fare il tutto esaurito in un’arena e ci siamo riusciti. Per la fine della mia carriera sul palco farò il tutto esaurito con i miei ragazzi in una grande arena in Germania, una vera pietra miliare. Non smetto perché ho raggiunto gli obiettivi, ma per il mio benessere personale: 20 anni di tour sono sufficienti per me. Rispetto grandi star come Klaus Meine che fanno tour da 50 anni, ma non è quello che desidero. È un insieme di felicità, orgoglio, nostalgia e pace interiore, perché porto la mia carriera sul palco a una fine dignitosa. Non voglio vedermi a 70 anni incapace di cantare o esibirmi; voglio salutare i fan al massimo delle forze e per questo mi sto preparando al meglio per gli ultimi concerti.
Cosa hai in mente per questi ultimi concerti? Il tuo pensiero è più focalizzato all’esibizione in una grande arena, alla scaletta da scegliere o al fatto che saranno gli ultimi tuoi live?
Sarò commosso soprattutto dai fan, che sono sempre stati il motivo per cui ho continuato così a lungo. L’energia che torna dal pubblico in un club o in un’arena è la stessa, cambia solo la dimensione della struttura, ed è composta da persone per cui questo momento significa molto. Mi aspetto un pubblico molto emozionato, specialmente nelle prime file. Credo vedrò facce con le lacrime probabilmente, e sarà difficile anche trattenere le mie. Ma voglio cercare di godermi appieno la visione di un’arena sold out, piena di cuori che si sono riuniti per quest’ultimo appuntamento con me. È una cosa bellissima e proverò a godermi ogni istante. La scaletta sarà straordinaria e ci saranno alcune sorprese che non posso svelare ovviamente, altrimenti non sarebbero delle sorprese (ride, ndr).
Pensando alla vita di un artista che spesso è in tour si vivono certamente esperienze bellissime, ma che allo stesso tempo sono anche fisicamente e mentalmente logoranti. Hai mai pensato ad un modo affinché l’essere in tour potesse essere in qualche maniera meno faticoso o meno stressante? E nel caso sarebbe stato conciliabile con i ritmi forsennati odierni, anche considerando consapevolmente che ad oggi l’andare in tour rappresenta la maggior fonte di reddito per una band?
È un nuovo concetto adottato da alcuni artisti di primissimo piano a livello mondiale, che scelgono di non viaggiare più per 150 date ma di tenere 10 o 15 concerti solo in tre città come magari Londra, New York e una città in Europa. Questo riduce i viaggi, i fusi orari e la stanchezza, ma comporta il problema di deludere i fan di tutti gli altri Paesi che non possono permettersi le spese per viaggiare. Per esempio, se tu vieni dalla Colombia, potresti decidere di viaggiare verso New York, che è la più vicina tendenzialmente, oppure verso Londra o l’Europa e questo diventerebbe molto costoso. Ci sono costi aggiuntivi per hotel, trasporti e biglietti sempre più cari. Se per un fan è impegnativo viaggiare per un singolo concerto, immagina cosa sia per l’artista viaggiare continuamente per decine di date. Ma questo non era ciò che volevamo perché avrebbe portato solo scontento tra i fan. Il motivo per cui quest’anno terrò solo tre concerti nelle arene è la decisione di smettere con i tour. Abbiamo ricevuto richieste da fan in Italia, Spagna e altri paesi, ma ho spiegato che è proprio ciò da cui volevo staccare. Capisco che chi non potrà venire in Germania rimarrà deluso, ma ci saranno soltanto questi concerti. Suonare di meno non era una reale alternativa, perché una band con un seguito globale ha comunque la responsabilità di farsi vedere periodicamente dai propri fan. Se non lo fai mai, ed ogni anno fai solo tre date magari in posti selezionati, di sicuro andrai a deludere parecchie persone che ti seguono.
Riesci ad individuare magari un’esperienza bellissima ed indimenticabile vissuta in tour? Un aneddoto? E invece qualcosa che è capitato di estremamente brutto e negativo?
Dal punto di vista negativo, credo che il momento più brutto e spaventoso sul palco sia stato quando mi sono rotto una gamba durante un’esibizione. Era la terza canzone di un set da 60 minuti e ho fatto il resto del concerto stando in piedi, camminando, e saltando. L’adrenalina del momento copriva tutto e non sentivo nulla. Ma subito dopo, alla fine del concerto, non riuscivo più a camminare e il piede mi era diventato nero e gonfio. Quindi di certo non è stato il ricordo più piacevole di questi anni (ride, ndr). Ma ovviamente ci sono stati anche tantissimi momenti stupendi ed incredibili in tutti questi anni.
Sei pronto per il tuo nuovo ruolo? Sei entusiasta o un po’ spaventato?
In realtà non è proprio un nuovo ruolo, perché è qualcosa che ho sempre fatto in questi anni. Escludo semplicemente una parte del lavoro. La vera novità è che avrò più tempo da dedicare all’altro ruolo e quando ci si può concentrare di più su un aspetto specifico, il risultato può solo migliorare. Viaggiando continuamente e tornando in studio solo per un paio di giorni per scrivere brani prima di ripartire, non ci si ferma mai veramente. Non vedo l’ora di smettere di viaggiare per rimanere in studio a creare, che è l’aspetto della musica che mi soddisfa di più come artista.
Non so se è una domanda che ti posso fare, in maniera così diretta, ma quale sarà ora il vostro futuro? Dopo i concerti nelle arene, comunicherete il nuovo cantante in qualche maniera o vi prenderete del tempo per cercarlo?
Teniamo sempre gli occhi aperti e sarò uno dei decisori insieme agli altri ragazzi. Per quest’anno abbiamo accantonato temporaneamente la questione perché dovevamo scrivere, produrre e registrare questo album, oltre ad aver fondato la nostra etichetta discografica, la Kissin’ Dynamite Records. Abbiamo molti preparativi per i concerti nelle arene. Siamo una band che fa le cose al 100% oppure non le fa. Per una scelta così importante come la ricerca del nuovo cantante vogliamo prenderci il tempo necessario per dedicarci anima e corpo dopo la conclusione dei concerti nelle arene e l’uscita dell’album. Pensarci veramente a fondo quando lo stress di questi giorni sarà finalmente svanito. Non posso ora dire come e quando verrà annunciato il nuovo cantante, perché è appunto qualcosa di estremamente importante per noi e vogliamo essere certi e totalmente sicuri, noi in primis della scelta.
Grazie per essere stato con noi, è stato davvero un piacere. Un grande in bocca al lupo per la tua nuova vita personale e professionale. Vuoi mandare un saluto a tutti i tuoi fan italiani?
Grazie! Certo, assolutamente. Cari fan italiani dei Kissin’ Dynamite, grazie per tutti questi anni e per il vostro grande supporto e l’affetto che ci avete regalato. I ragazzi proseguiranno con la mia energia dietro le quinte, ma ci tengo a dirvi “grazie mille” (in italiano, ndr) per tutti questi anni e spero di vedere alcuni di voi ai nostri concerti per festeggiare un’ultima volta insieme.





