Gli ultimi due anni per Lily Aron (voce), Emma Brandon (chitarra), Ailbhe Barry (basso) e Hannah Kelly (batteria) sono stati un vero e proprio uragano. Da un piccolo paese irlandese, Bray, dove si sono conosciute e hanno iniziato a suonare insieme provando cover nel capanno in giardino dopo le lezioni, sono passate a esibirsi sui palchi di tutto il mondo, accompagnando band del calibro dei Wolf Alice e The Last Dinner Party.

Con il nome Florence Road (che rende omaggio alla strada in cui si trovava il loro istituto scolastico) e tra influenze che spaziano dai Beatles e Fleetwood Mac fino al grunge e all’indie rock, questa band tutta al femminile è oggi arrivata a rappresentare una delle realtà rock e alternative pop più travolgenti della scena internazionale.

Dalla pubblicazione del loro EP d’esordio, “Fall Back”, nel 2025, all’uscita di nuovi singoli quest’anno, hanno collezionato un successo dopo l’altro fino a diventare la prima formazione interamente femminile nella storia a conquistare il n. 1 della classifica Irish Airplay con il singolo “Hanging Out To Dry”, che conta oltre 25,3 milioni di stream.

Alla vigilia della loro esibizione al Poplar Festival di Trento, abbiamo avuto l’occasione di fare una chiacchierata con loro parlando dei successi e dell’emozione dei tour al fianco di giganti come Wolf Alice, di come la loro identità irlandese sia sempre presente nella loro scrittura e del vero motore del gruppo: l’amicizia e il senso dell’umorismo.

Ciao! Piacere di conoscervi, come state ragazze?

Stiamo benissimo! Siamo entusiaste di essere tornate in Italia.

Iniziamo da questi ultimi due anni, che devono essere stati davvero pazzeschi per voi: dal suonare cover dopo la scuola al condividere il palco con alcuni dei più grandi nomi della musica. Guardando a tutto quello che è successo, c’è un momento che ancora oggi vi fa pensare: «Ma com’è possibile che questa sia davvero la nostra vita?»

Probabilmente l’intero tour con i Wolf Alice. È stato il nostro primo grande tour con sedici date, e ho sempre ammirato i Wolf Alice. Vederli esibirsi ogni singola sera, incontrarli e chiacchierare con loro è stato incredibile e ci ha fatto capire quanto tutto questo fosse enorme.

Pensando ai grandi pubblici davanti ai quali avete già suonato, c’è qualcosa che avete imparato dalle band con cui avete condiviso il palco, osservandole da bordo palco, che ha cambiato in qualche modo il vostro modo di esibirvi?

Vedere artisti che suonano da così tanto tempo dominare completamente il palco, la loro presenza e la maestria con i loro strumenti ci ha ispirate moltissimo e ci ha spinto a voler migliorare.

E c’è ancora una parte di voi che sente la mancanza della Florence Road completamente sconosciuta di prima dei grandi pubblici?

Onestamente ci sentiamo ancora piuttosto anonime. Quando torno a casa o mi sto semplicemente rilassando, è facile sentirci ancora noi stesse, pur avendo poi l’opportunità di uscire e suonare in questi show incredibili.

Avete passato molto tempo in tour. C’è qualcosa della vita in una band in tournée che nessuno vi aveva mai detto e che vi ha sorpreso, in positivo o in negativo – qualcosa di particolarmente difficile o, al contrario, inaspettatamente fantastico? Penso, per esempio, a ciò che vi ha portato a scrivere “Heavy”.

Imparare a vivere così a stretto contatto con altre sedici persone su un autobus è qualcosa per cui nessuna preparazione mentale può davvero prepararti. Inoltre non c’è un vero ricircolo d’aria, quindi si finisce per respirare tutti la stessa aria. La maggior parte del tempo va bene, ma nessuno ti avverte che a volte passerai ventiquattr’ore intere su un autobus per poi uscirne quasi come l’ombra di te stessa. Ed è davvero possibile finire gli argomenti di cui parlare!

Passiamo al tema dei brani e partiamo dal vostro più recente. “7563” ha fatto parte della vostra scaletta live per quasi due anni prima della sua effettiva pubblicazione. Suonarla davanti a pubblici diversi ha cambiato il modo in cui avete interpretato o compreso la canzone?

Assolutamente sì. Ci piace inserire brani inediti nei live per testarli e vedere come reagisce la gente. Questo ci aiuta molto anche quando andiamo in studio a registrarli, perché sappiamo già cosa vogliamo aggiungere e che suoni cerchiamo. Ad esempio, abbiamo raddoppiato la lunghezza del bridge perché suonandolo dal vivo ci siamo rese conto che doveva essere più lungo, cosa che non avremmo capito senza esibirci dal vivo.

“Hanging Out To Dry” invece è diventata la canzone più trasmessa dalle radio irlandesi e vi ha rese la prima band irlandese interamente femminile a raggiungere il primo posto della Irish Airplay Chart. Cosa ha significato per voi questo traguardo, al di là dei numeri?

È enorme. È un traguardo incredibile, soprattutto per il fatto che siamo la prima band interamente femminile a riuscirci. È stato fantastico e non ce lo aspettavamo, quindi è stato bellissimo ricevere tutto questo supporto dalle radio irlandesi.

La vostra identità irlandese sembra essere piuttosto importante per voi e avete raccontato di parlare in irlandese tra voi anche quando siete in viaggio. La lingua influenza mai il ritmo, la costruzione delle frasi o il modo in cui percepite le parole quando scrivete canzoni in inglese?

Sì, decisamente. È una bellissima domanda, specialmente per brani come “Storm Warnings”. Il ritmo e lo stile di canto, in particolare il modo in cui la voce si spezza, richiamano molto il canto tradizionale irlandese (sean-nós). Questo emerge chiaramente in “Storm Warnings”, che molte persone definiscono la nostra canzone dal suono più irlandese. È una delle nostre canzoni più vecchie ed è davvero nei nostri cuori e nelle nostre anime.

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Un’ultima domanda più generale: man mano che le Florence Road diventano più grandi, qual è l’unica cosa che sperate non cambi mai, né nel vostro rapporto tra voi quattro né nel modo in cui fate musica insieme?

Quanto ci facciamo ridere a vicenda e la nostra amicizia. Non riusciamo a stare cinque minuti senza ridere, ed è davvero divertente essere in tour insieme. Mantenere il divertimento e la felicità al centro delle Florence Road è la cosa più importante per noi.

Concordo pienamente: quel divertimento alimenta la creatività. Buona fortuna per tutto e vi auguro il meglio.

Grazie mille! Buona giornata!

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