C’è stato un periodo in cui gli In This Moment sembravano destinati a diventare uno dei nomi di riferimento del metal moderno. Quando il metalcore iniziava a contaminarsi con elettronica, industrial e nu metal, la band di Maria Brink e Chris Howorth era tra quelle che più facilmente venivano associate a quella scena. Oggi, però, definirli semplicemente metalcore sarebbe riduttivo.
A tre anni di distanza dal precedente lavoro, gli In This Moment tornano con un nuovo album, “Witch”, confermando la volontà di muoversi oltre le etichette: già da una prima analisi, il sound appare più “sporco” e stratificato, ricco di contaminazioni che la band aveva già iniziato ad introdurre in album come “Blood” (2012), ma che qui trovano una dimensione ancora più ampia.
Già l’iniziale “Shame” mostra chiaramente la nuova direzione della band, tra riff pesanti, atmosfere cupe ed elettronica di matrice industrial, con qualche vaga reminiscenza di Marilyn Manson. Non mancano richiami ai Linkin Park di “Hybrid Theory”, soprattutto nell’intreccio tra elettronica e metal. Una vena nu metal che torna prepotente in “Sleeping With The Enemy”, mentre “Crawl” accentua il lato più oscuro e industrial del disco.
Questa evoluzione sonora si inserisce perfettamente nell’immaginario che la band ha costruito nel corso degli anni: Maria Brink ha, infatti, fatto della componente teatrale una parte fondamentale dell’identità della band, costruendo attorno a sé un universo fatto di scenografie elaborate, costumi e simbolismi divenuti iconici. Non è quindi un caso che il concetto di “strega del metal”, legato alla sua estetica e al suo modo di esprimere l’arte, trovi in “Witch” una naturale prosecuzione. Lo stesso discorso vale per la copertina dell’album, cupa e suggestiva, con un’estetica che sembra uscita direttamente da una pellicola horror.
A confermare questa ricerca di nuove direzioni contribuiscono anche le collaborazioni presenti nel disco, ormai divenuta una componente importante della produzione più recente deglla band. In “I Want To Believe”, Rory Rodriguez dei Dayseeker affianca Maria in un brano che spinge la band verso una dimensione più melodica e contemporanea, con sonorità che possono ricordare gruppi del calibro di From Ashes To New ed Evanescence. Il duetto funziona particolarmente bene e mostra un lato della band distante dalle atmosfere più ruvide degli esordi. Più aggressiva è, invece, “Heretic”, con Kim Dracula, dove la componente nu metal si fa più evidente e richiama inevitabilmente i Korn.
Non tutte le scelte convincono allo stesso modo. Meno convincente è invece la scelta di inserire ben tre cover, soprattutto in un album che avrebbe avuto materiale sufficiente per reggersi sulle proprie gambe. “Another Brick In The Wall” dei Pink Floyd, realizzata con Kat Von D, “Wrapped Around Your Finger” dei Police e “Something I Can Never Have” dei Nine Inch Nails sono tre brani molto diversi tra loro, ma proprio per questo finiscono per creare una certa discontinuità all’interno della scaletta. Una collocazione come bonus track avrebbe probabilmente permesso ai brani originali di emergere con maggiore forza e di definire più compiutamente l’identità di “Witch”.
La volontà di ampliare ulteriormente lo spettro sonoro emerge anche nei momenti più raccolti del disco. “Into The Dark” e “Father” rallentano sensibilmente i ritmi e introducono una componente più intima, pur senza lasciare lo stesso segno dei brani più incisivi. Sono episodi che, nel complesso, contribuiscono però a restituire l’immagine di una band intenzionata a esplorare sfumature differenti senza rimanere ancorata a una formula precisa.
“Witch” non è un album immediato, poiché richiede più ascolti per essere assimilato ed alcune scelte lasciano inevitabilmente qualche dubbio. Nel complesso, però, è un lavoro che si lascia ascoltare con piacere e che conferma una cosa importante: gli In This Moment non hanno alcuna intenzione di tornare ad essere semplicemente la band che erano un tempo. Il metalcore degli esordi è ancora da qualche parte, ma oggi convive con industrial, nu metal, elettronica ed una componente teatrale sempre più marcata. Non tutto funziona allo stesso modo, ma la voglia di sperimentare è ancora lì. E forse è proprio questa, oggi, la vera identità di una band che ha ancora molto da dare.
Tracklist
01. Shame
02. I Want To Believe (feat. Rory Rodriguez from Dayseeker)
03. Crawl
04. Into The Dark
05. Sleeping With The Enemy
06. Wrapped Around Your Finger
07. Heretic (feat. Kim Dracula)
08. Father
09. Without Me There’s No You
10. Another Brick In The Wall (feat. Kat Von D)
11. Something I Can Never Have

















