È un periodo molto intenso per Frank Turner, che, da quando ha pubblicato il decimo album in studio “Undefeated” qualche mese fa, è stato quasi sempre in tour, prendendosi pochissime pause. E finalmente, dopo l’apparizione estiva in apertura ai NOFX, abbiamo l’occasione di rivederlo da headliner anche nel nostro Paese. Non un sabato sera qualunque, quindi, in quel di Milano, più precisamente all’Alcatraz. Frank Turner e i suoi Sleeping Souls attesi dalla folla che piano piano riempie il locale.
La serata inizia alle 18.45 con i The Meffs, band punk rock che sa come stare sul palco e come intrattenere il pubblico. Una formazione piccola, solo chitarra e batteria, ma che riesce a fare un caos immenso. Dopo una breve pausa arrivano, direttamente da Londra, gli Skinny Lister, band folk a “conduzione familiare”, con cinque elementi, che sanno fare divertire e saltare la folla, non solo con la loro musica tutta da ballare, ma anche con dei brevi siparietti, tra cui far bere tutti i fan sotto palco dalla stessa botte piena di alcol.
Alle 20.45 arriva il protagonista della serata: “Buonasera, Milano, benvenuti al concerto. Io mi chiamo Frank Turner e questi sono gli Sleeping Souls”, il tutto rigorosamente in un italiano “perfetto”. È il concerto numero 2962, ci ricorda il cantautore inglese, il quale dà due semplici regole al pubblico: non dare fastidio alle persone attorno, ma divertirsi, e cantare tutti insieme se si sanno le parole. Tutto molto chiaro e semplice.
Lo show parte con “No Thank You For The Music”, direttamente dall’ultimo album “Undefeated” (che dà il nome anche al tour), e prosegue una canzone dietro l’altra, con pochissime pause e senza sbagliare un colpo. Frank Turner, con la sua attitudine da vero punk rocker, non parla molto, ma quando interagisce con il pubblico lo fa sempre in maniera divertente, con qualche siparietto in italiano (“la nostra città preferita nel mondo è Milano e lo diciamo a tutti gli show”) e qualche spiegazione sulle proprie canzoni.

Durante la serata non vengono presentate solo nuove canzoni, ma possiamo apprezzare anche grandi classici. E, a proposito di questo, non c’è da stupirsi se il pubblico è molto variegato: non solo “vecchi” punk rocker come lui, ma anche molti giovani e giovanissimi. Turner raccoglie intere generazioni con la sua musica e la sua allegria, come quando racconta della sua amica di penna di quando aveva 13 anni e con la quale si è scritto per tre anni di fila fino a quando non è scomparsa e ricomparsa solo cinque mesi fa, quando ha sentito “Letters” per radio e si è resa conto che parlava di lei: “è un piacere sentirti dopo 28 anni”.
Dopo un po’ di sano punk rock, gli Sleeping Souls scendono dal palco, lasciando il cantautore inglese per dei brani in acustico – solo chitarra e voce – come la bellissima “Be More Kind”, o l’omaggio che Frank Turner ha voluto fare ai NOFX con la cover di “Linoleum”, ricordandoci che nonostante si siano sciolti, le loro canzoni risuoneranno per sempre tra di noi.
“Giuro che non ci sono fogli sul palco”: così il musicista introduce, in italiano, “Do One”, brano pubblicato con i Fast Animals and Slow Kids, purtroppo non presenti allo show di Milano. Ad ogni modo, Frank se la cava alla grande ed è evidente come tutta la folla aspettasse questo momento, con il coro “Do do do do do do do do” che si leva fragoroso dalla platea.
Non solo divertimento, ma anche momenti profondi, come per “Somewhere Inbetween”, brano difficile da scrivere e da cantare, che parla delle insicurezze che tutti noi possiamo avere e affrontare nella vita. Come per chi ha paura di saltare in pubblico e viene incoraggiato dal cantautore: “non avete scuse, saltiamo tutti insieme”. Lo show si chiude in bellezza sulle note di “For Simple Words”, su cui Turner si butta sulla folla, seguito a ruota da tanti altri fan che fanno lo stesso: si divertono, si sentono parte dello spettacolo.
“Ti amo, Milano, ci vediamo la prossima volta” e noi, Frank, ti aspettiamo per fare festa di nuovo tutti insieme.
Setlist
No Thank You for the Music
Girl From the Record Shop
1933
Recovery
Never Mind the Back Problems
Photosynthesis
Letters
Non Serviam
Plain Sailing Weather
If Ever I Stray
The Next Storm
Love Forty Down
Linoleum (NOFX cover)
Be More Kind
The Ballad of Me and My Friends
I Knew Prufrock Before He Got Famous
Ceasefire
Do One
Try This at Home
I Still Believe
Somewhere Inbetween
Polaroid Picture
Get Better
Four Simple Words




