7 aprile, Magazzini Generali, Milano. Mancano una manciata di minuti al primo live in terra italiana dei From Ashes To New. Si tratta del primo concerto del loro primo vero e proprio tour europeo. Di sicuro una data speciale ed emozionante per Matt Brandyberry, una delle due voci del gruppo, di cui fa parte ormai da innumerevoli anni. Nel backstage del locale abbiamo il piacere di incontrarlo poco prima che salga sul palco. Certamente emozionato, ma anche calmo e tranquillo, il cantante ci racconta tutte le emozioni di una giornata così particolare e della pubblicazione di “Reflections”, un album che sarà fondamentale per il futuro di Matt e dei suoi compagni.

Ciao Matt! È un vero piacere per me poterti incontrare. Finalmente siete in Italia e sono davvero contento di questo.

Grazie mille. Siamo davvero felici di essere qui.

Come stai? Questa è la prima data del vostro primo tour europeo. Sei emozionato?

Sì, devo ammettere che lo sono. Sai, dobbiamo superare alcuni aspetti tecnici, perché il primo giorno di ogni tour ha sempre qualche tipo di problema tecnico. Ma a parte questo, credo di aver già sistemato i miei orari per quanto riguarda il sonno. Sono rimasto sveglio tutto il tempo quando siamo arrivati, sono andato a letto a mezzanotte e mi sono svegliato verso le 9:00 del mattino. Penso di aver sconfitto il jet lag quasi immediatamente (ride ndr). Siamo qui da un giorno e abbiamo saputo che le vendite dei biglietti per stasera sono piuttosto buone per la zona.

Hai avuto la possibilità di visitare un po’ la città?

Non particolarmente. Siamo andati nel centro di Milano, ma oltre a quello nient’altro.

È la tua prima volta in Italia?

Sì, non sono mai stato qui prima d’ora.

Penso che per un ragazzo americano venire in Europa sia una sorta di viaggio speciale, non solo come artista che fa parte di una band famosa, ma proprio come persona, come semplice ragazzo.

Assolutamente. Penso poi che valga la stessa cosa al contrario. Sarebbe speciale per te viaggiare in America?

Sì, molto speciale.

È lo stesso per noi. In Europa ogni paese è molto diverso, forse più di quanto lo siano l’Italia, la Germania o la Francia tra loro.

Certamente, credo che la cosa più bella sia quando un americano viene qui, ha la possibilità di visitare molte culture diverse. Credo possa essere davvero interessante.

Sì, in America abbiamo una cultura mista. Fondamentalmente basta andare in una grande città per trovare tutte le culture insieme. Qui invece devi andare in ogni singolo paese, il che è fantastico perché ogni nazione è ricca della propria cultura. Inoltre, c’è il fatto che noi americani non siamo tutti originari dell’America; il nostro paese è stato fondato da persone provenienti da altri luoghi. Sapere di avere famiglia originaria dell’Italia, della Germania, della Romania rende davvero incredibile per me poter venire qui e pensare: “Quindi è questo che vedevano centinaia di anni fa”. Ovviamente ora è diverso, ma è qui che vivevano. È davvero interessante.

Quali sono le tue aspettative sul pubblico europeo? In USA siete molto molto seguiti ed avete un grande pubblico. Venire qui è sicuramente un’esperienza diversa e nuova. Avete la volontà di conquistare anche l’Europa?

A dir la verità non ho aspettative, ma penso che il pubblico europeo le abbia già superate. Da quello che ho sentito, ci sono solo due serate in questo tour che non sono sold out. Il fatto che tutti si presentino e ci sostengano in questo modo, pur non essendo mai stati qui per un vero tour (a parte la Germania e Londra dieci anni fa), è incredibile. Non potrei chiedere di meglio.

Parlando del nuovo disco “Reflections” ho letto che avete avuto un approccio diverso: avevate dei demo già pronti per i nuovi pezzi dopo l’ultimo album, ma avete voluto resettare tutto e ricominciare da zero. Perché questa scelta? Non erano magari le canzoni giuste o volevate provare qualcosa di nuovo?

Semplicemente non mi sentivo ispirato. Stavamo scrivendo musica, ma non sembravamo felici di ciò che stavamo facendo. Non che il materiale registrato non fosse buono, perché lo era. Abbiamo tenuto solo due canzoni di quel periodo: “Villain” e “Upside Down”. Ma il resto non ci sembrava ispirato. Sentivamo il bisogno di scrivere musica che significasse qualcosa, che avesse determinate caratteristiche.

Penso sia una scelta molto matura per una band, perché oggi tutto è veloce, bisogna pubblicare tutto subito, ma avete voluto fermarvi e prendere più tempo. Sento che all’interno del nuovo album è tangibile un salto di qualità importante e forse c’è il meglio della vostra discografia. Sembra assolutamente più maturo.

Grazie. Sì, l’obiettivo era proprio quello di crescere e sembrare più maturi.

Dal mio punto di vista credo siate davvero bravi a sfornare canzoni che sono delle hit radiofoniche, ma ascoltandole meglio si trovano molti dettagli all’interno di esse . Quindi sono canzoni che acquisiscono spessore ascolto dopo ascolto. E credo che questa caratteristica si percepisca moltissimo in questo nuovo album. Avete lavorato molto anche su questo aspetto?

Sì, lo abbiamo fatto. Abbiamo messo molto impegno e molta dedizione in questo album ed anche molto lavoro mentale. Abbiamo sezionato ogni canzone e perfezionato ogni piccolo pezzo, o almeno quella che è la nostra idea di perfezione. Se riascoltavamo qualcosa e non ci piaceva, la rifacevamo. Ad esempio, avevamo già mixato l’intero album, ma non pensavamo che quel mix fosse quello che l’album doveva avere; quindi, lo abbiamo mixato di nuovo tutto da capo. Abbiamo fatto spesso così: se una parte non ci avesse convinto, la avremmo eliminata cercando qualcos’altro.

Apprezzo molto tutto il disco, ma due canzoni in particolare mi sono rimaste davvero impresse, sia per la parte musicale che per le tematiche. Una è “Villain”. Mi piace molto il sound, ma ti chiedo qual è il reale significato del brano? Mi ricorda il film “Unbreakable” di Shyamalan, dove il messaggio è che il cattivo, il “villain” è una figura che nonostante tutto risulta fondamentale per l’eroe.

Assolutamente, amo quel film. Sì, l’anti-eroe. È una figura che ricorda un po’ quella di Thanos: fa qualcosa di terribile ma in realtà sta cercando di salvare gli altri attraverso una cosa tremenda. “Villain” è in realtà una canzone d’amore oscura. Significa: “Potrei essere quel cattivo ragazzo che dici di non volere, ma alla fine dei conti è proprio quello che volevi”. Dave Grohl una volta disse in un’intervista che non gli piace spiegare i significati diretti delle canzoni perché questo toglie alle persone la possibilità di immedesimarsi. Mi piace mantenere le cose aperte affinché significhino qualcosa di diverso per ogni persona che le ascolta.

Concordo assolutamente con te, perché ognuno nel suo intimo può trovare un significato diverso in una canzone. A proposito di questo, siete molto vicini ai vostri fan. Volevo chiederti anche di “Die for You”, perché mi ha toccato profondamente. Penso parli di una relazione tossica, del sentirsi costantemente “mai abbastanza” in ogni situazione. Qualcosa che sicuramente molti di noi abbiamo forse provato.

Assolutamente. Penso che tutti vogliamo sentirci “abbastanza”. Sentirsi meno di quello che si è, a prescindere da ciò che si fa nella vita, è una sensazione terribile. Quella canzone è molto diretta, non ci sono messaggi metaforici nascosti.

Credo che se tu vuoi stare con qualcuno, devi scegliere quella persona per quello che è, non devi cambiare tutto di te stesso per il rapporto. Penso sia un grave errore e la canzone affronta anche questa tematica.

Bisogna trovare qualcuno che ti ami per quello che sei. Molte persone ne hanno bisogno, è difficile. In America lo chiamiamo “Honeymoon effect”. Non so se lo utilizzate anche qui in Italia. Una volta svanita questa fase iniziale, scopri chi sono veramente le persone. Ed è necessario comprendere se quella persona è giusta per te, e se quel rapporto ti può davvero arricchire, o portarti invece al “non essere abbastanza”.

Hai qualche sogno per la tua carriera che non hai ancora realizzato? Cosa pensi del futuro dopo questo tour ed il nuovo disco?

Di sicuro voglio fare dei tour nelle arene come headliner (ride, ndr). Non è quello che vogliamo tutti? Ma sto vivendo il mio sogno ogni giorno. Ho fatto molte cose grandiose. Per me ora si tratta di ottenere più riconoscimenti e, soprattutto, il mio obiettivo più grande è creare sicurezza per la mia famiglia. Loro vengono prima di tutto. Ogni giorno è una fatica finché non ci arrivo, quindi devo continuare a lottare, ed è quello che farò perché sono un lottatore.

ReflectionsAshes

Guardando al passato, c’è un momento in cui hai capito che stavi facendo la cosa giusta? E che stavi arrivando dove volevi arrivare?

No, non credo. Prendo ogni giorno come viene. L’unica volta che guardo indietro è quando commetto un errore e voglio cercare di risolverlo. Il mio vecchio agente disse a mia moglie una volta, dopo che avevamo fatto due sold out di fila: “Assicurati che Matt si renda conto di quello che ha fatto, perché non molte persone ci riescono”. Lo diceva perché sono un maniaco del lavoro, passo sempre alla cosa successiva, pensando a come farla più grande o migliore, senza mai fermarmi a dire “Wow, ce l’abbiamo fatta!”. Spero a un certo punto della mia vita di riuscire a guardarmi indietro e andare orgoglioso di ciò che abbiamo compiuto.

Ti faccio un’ultima domanda sui Linkin Park, visto che rimangono sicuramente tra le vostre fonti di ispirazione. Sei felice del loro ritorno, della nuova cantante e di come stanno gestendo questo “come back”?

(Ride ndr) Devo ammettere che mi fanno spesso questa domanda. Se devo essere onesto, non ci presto troppa attenzione perché sono molto concentrato sul mio progetto. Ma la mia risposta rimane la stessa: è la loro band e possono fare quello che vogliono, non importa quanto siano grandi o piccoli. Anch’io ho dovuto cambiare cantante in passato. Se vogliono continuare a suonare e avere una band, hanno il diritto di farlo e io li sosterrò. Finché sono brave persone, io faccio il tifo per loro. Tra l’altro, il loro batterista [Colin Brittain, ndr] ha anche prodotto il nostro disco “Panic”.

Perfetto. Ti ringrazio davvero tantissimo per essere stato con noi. Se vuoi mandare un messaggio ai nostri lettori e ai vostri fan, visto che tra poco sarete proprio davanti a loro sul palco!

Certamente! Ciao SpazioRock, ciao ragazzi. Sono Matt e qui dal backstage vi mando un grande saluto. Tra pochi minuti ci sarà il primo nostro concerto in assoluto in Italia, e non vediamo l’ora di scatenarci con voi!

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