Il dolore ed il piacere. La felicità e la tristezza. La malinconia e la gioia.
Sentimenti opposti, antitetici che, in occasioni rare, possono coesistere e struggere l’animo umano. Capita così che l’uscita dell’ottavo album in studio degli At the Gates, band che, più di ogni altra, ha plasmato il melodic death metal, sia stata drammaticamente preceduta qualche mese fa dalla notizia della scomparsa di Tomas Lindberg, frontman e figura iconica della scena di Goteborg.
Un pugno allo stomaco che è stato in parte alleviato dalla consapevolezza che, nonostante una malattia che non ha lasciato scampo, non tutto era andato perduto. Un’ultima gemma ci attendeva, ma come ci si sarebbe rapportati ad un’opera del genere? Quali sensazioni si sarebbero provate nell’ascoltare una voce che ha trasceso la nostra dimensione? E, quindi, quali degli stati d’animo menzionati in apertura avrebbe prevalso?
Con queste domande in mente, ci siamo addentrati in “The Ghost of a Future Dead“, essendo consapevoli che non sarebbe stato un ascolto semplice.
I singoli “The Fever Mask” (che apre il disco) e “The Dissonant Void” ci avevano già anticipato qualche dettaglio di ciò che ci saremmo trovati davanti: il ritorno di Anders Bjorler, sia alla sei corde che in sede di stesura dei brani, ha avuto un impatto lampante. A differenza di quanto accaduto in “To Drink from the Night Itself” ed in “The Nightmare of Being” (i due dischi post reunion senza Bjorler in formazione), la composizione delle tracce appare decisamente più diretta, lineare, aggressiva, senza ovviamente dimenticare quegli intrecci melodici che hanno sempre contraddistinto gli At the Gates. Nonostante le ritmiche serrate ed istintive, tutto sembra immerso in una coltre cupa, a partire dalla stessa copertina del disco: benché la qualità del disco sia indubbia, non si percepisce la brillantezza di certi brani di “Slaughter of the Soul”, vero capolavoro degli svedesi e pietra miliare del swedish death metal.
A contorno di quanto ora descritto, la voce di Lindberg non poteva non aver risentito delle sue condizioni di salute. Nonostante le tracce vocali siano state registrate prima che il cantante iniziasse i cicli di cure per la sua malattia, la performance appare molto più “ottavizzata” e meno aggressiva rispetto al passato. In ogni caso, un brano dopo l’altro, è quasi possibile percepire quanto Tompa volesse portare a compimento questa sua ottava fatica, non volendosi arrendere ad un nemico che intendeva sopraffarlo.
Probabilmente anche la consapevolezza di non avere tutto il tempo del mondo a disposizione ha fatto sì che gli At the Gates sfoderassero ciò che sanno fare meglio. “The Ghost of a Future Dead”, è bene dirlo chiaramente, non reinventa la ruota: siamo di fronte ad un album sincero, onesto, privo di qualsiasi sperimentazione, che ripropone una formula a prova di bomba, che non sembra aver minimamente risentito dello scorrere del tempo.
L’ultima fatica degli At the Gates non si perde in chiacchiere e va dritta al punto, riproponendo tutti quegli elementi tipici del sound del combo di Goteborg che, anche a causa di qualche turbolenza di troppo, avremmo desiderato ascoltare forse con maggiore continuità. Nulla potrebbe mai raggiungere le vette di “Slaughter of the Soul”, ma possiamo affermare di essere senza dubbio di fronte al miglior disco post reunion della band e, sotto questo aspetto, non si sarebbe potuto potrebbe immaginare un canto del cigno migliore di questo.
Non abbiamo idea di quali saranno le prossime mosse degli At the Gates; tuttavia, siccome non riusciamo ad immaginare la formazione di Goteborg con un cantante diverso, anche se solo per un attimo ci sentiamo di dismettere i panni del giornalista a favore di quelli che qualunque “semplice” appassionato di musica indossa quotidianamente.
Tomas, grazie per aver dato voce alla rabbia ed alla frustrazione della nostra gioventù e, parafrasando le tue stesse parole, grazie per averci fatto sentire meno persi in un mondo che, mai come oggi, detestiamo.
Tracklist
The Fever Mask
The Dissonant Void
Det oerhörda
A Ritual of Waste
In Dark Distortion
Of Interstellar Death
Tomb of Heaven
Parasitical Hive
The Unfathomable
The Phantom Gospel
Förgängligheten
Black Hole Emission

















