Abbiamo il piacere di parlare con Dr. Dead, alias Felix Heldt, voce e leader dei Dominum, una band nata da poco tempo, nel 2022, ma che sta rapidamente bruciando le tappe tra innumerevoli successi in studio ed in sede live, mettendo d’accordo pubblico e critica. Felix ci parla di queste sensazioni, con un focus speciale sul nuovo album “Night is Calling” e, con simpatia, disponibilità e molta sincerità, ci porta per mano a scoprire il mondo dei Dominum.

Ciao Felix! È un vero piacere parlare con te. Prima di tutto, grazie per essere qui con me e con SpazioRock. Come stai? Immagino sia un periodo molto impegnativo visti l’uscita del nuovo album e i molti show. Come stai vivendo questo periodo?

Sono molto felice, ma ho interviste ogni giorno per circa 3 o 4 ore. Aspetto con ansia queste ore perché sono i momenti più tranquilli della giornata, dato che sta succedendo di tutto per l’uscita del disco: dai social media, alla creazione di contenuti, fino alla pianificazione del merchandise per i festival, dato che suoniamo molto. Poi devo anche cantare di tanto in tanto (ride ndr). È un periodo molto intenso, ma è sempre così durante una release; è uno stress positivo perché vedi che le cose vanno avanti e ricevi il feedback della gente che ascolta la musica.

Parto dalla fine: qualche settimana fa ero presente al Metalfest (Plzen-Repubblica Ceca ndr) per il vostro show. È stato incredibile. Avevo già avuto modo di vedervi dal vivo, ma quello show è stato speciale, la gente è impazzita. Siete una band piuttosto giovane, ma suonate come veterani. Siete nati nel 2022, quindi non molto tempo fa. Questa esperienza live così naturale è qualcosa di innato per voi?

È fantastico che tu fossi lì, perché, detto tra noi, quello al Metalfest è stato il miglior show dei Dominum di tutta la nostra carriera. Abbiamo fatto circa 150 concerti, ma quello è stato speciale; non importava cosa facessimo, la gente impazziva. Quando siamo tornati nei camerini ci siamo chiesti: “Cosa è appena successo?”.

La vostra musica ed il vostro immaginario horror con particolare focus sugli zombie vi rendono una band unica. Avete certamente tratto ispirazione da altre band, ma il vostro sound è molto particolare. Come avete messo insieme tutto questo? È stato naturale o difficile?

È bello sentirlo dire. Il primo disco dei Dominum è stato creato durante la pandemia. Quando fondi una band a quasi 30 anni, lo fai diversamente da quando sei un adolescente. Hai responsabilità, affitto da pagare, forse figli, quindi devi far sì che funzioni correttamente, non è solo un hobby. All’inizio ci hanno dato l’etichetta di band “power metal” e ho pensato che dovessimo seguire certi canoni. Già col secondo disco abbiamo fatto più di testa nostra, ma con questo nuovo album non mi è importato nulla delle etichette. Abbiamo scritto canzoni come “The Circus is in Town” o “Dr. Dead” che non hanno nulla a che fare col “power metal”. Volevamo creare qualcosa di diverso dai lavori precedenti. Le band che preferisco sono quelle che non fanno dischi tutti uguali tra loro. L’obiettivo è creare un sound che sia identificabile come “Dominum”, a prescindere dal genere, un po’ come succede con i Ghost.

So che hai una grande passione per il mondo zombie. Cosa ti piace di più di quell’universo: serie TV come “The Walking Dead” o videogame come “The Last of Us” e perché lo hai scelto come immagine da associare in maniera perfetta per la band?

Avevamo una band precedente, gli Hyrax, che secondo noi non aveva un “punto di forza unico” (unique selling point). Ci chiedevamo perché non avesse successo. Un giorno, guardando “The Walking Dead”, mi sono chiesto: “Perché non esiste una band zombie?”. Mi sembrava di aver scoperto un segreto. Anche se il cuore resta la musica, avere un immaginario speciale aiuta a raggiungere le persone. Quando arriviamo sul palco con le maschere da zombie, la gente reagisce con un effetto “wow”. È come un clickbait su internet: attira l’attenzione, ma poi deve esserci della buona musica alla base, altrimenti non ha senso.

Oggi l’immagine credo sia diventata molto importante – certamente molto più che in passato. Penso a band come i Wind Rose con i nani o i Visions of Atlantis con i pirati. Entrambi hanno saputo creare un loro mondo anche “visivo” ed identificativo. Per i giovani è importante vedere qualcosa che li colpisca e rimanga impresso.

Molte persone scoprono la musica scorrendo i social con l’audio disattivato. L’aspetto visivo è diventato importante quanto quello musicale, anche se come musicista è difficile da ammettere. Con 100.000 canzoni pubblicate ogni giorno su Spotify, devi distinguerti in modo pragmatico. Ti fermi a guardare ciò che ha un impatto visivo o emotivo immediato. E’ il mondo attuale, che piaccia o no.

Nel nuovo album c’è una cover di “Thriller” di Michael Jackson. È una scelta perfetta per il vostro stile, ma ci vuole molto coraggio a toccare un brano così iconico, giusto?

Sì, fare cover di Michael Jackson o magari dei Queen è un quasi come commettere un peccato. Ma dato che andremo comunque all’inferno, non importa più! (ride ndr) Al Metalfest abbiamo girato un video di quella canzone in un unico piano sequenza e credo sia stata una bellissima performance live, anche ben accolta dal pubblico.

C’è anche una collaborazione con i Battle Beast nella title track. Com’è nata?

Per il brano “Night is Calling” sentivo il bisogno di una voce femminile. Avendo fatto quasi 40 show in tour con i Battle Beast, ho pensato subito a loro. Ho scritto a Juuso, il chitarrista, proponendogli di fare qualcosa con Marina. Ci conosciamo, ci piacciamo e a loro è piaciuta la canzone. È stata una cosa molto naturale.

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Foto: Holger Fichtner

Il power metal negli ultimi anni sta crescendo molto con band come Sabaton o Powerwolf. Nella mia opinione, credo che stiate facendo un percorso importante, che forse potrà portarvi ad essere tra due o tre anni già headliner nei festival. Te lo aspettavi fin dall’inizio questo percorso?

No, non me lo aspettavo. Abbiamo trovato subito ottimi partner come Napalm Records, il nostro management e l’agenzia di booking, che sono tra i migliori nomi della scena. Questo ci ha messo un po’ di pressione, ma ci ha anche dato la consapevolezza che la nostra musica non potesse essere totale spazzatura se queste aziende credevano in noi. Crescere così velocemente e suonare in Germania in locali dove solo un anno e mezzo fa eravamo di supporto è surreale. Non lo do affatto per scontato.

Avrete un tour europeo a novembre. Sarà il vostro primo tour da headliner, sei emozionato?

Non ne hai idea! È un tour importantissimo per noi, andremo in tutto il continente e nel Regno Unito. Quando è stato prenotato temevo che i locali fossero troppo grandi, ma mi fido della mia agenzia. Stiamo mettendo tantissimo impegno, energia e denaro nella produzione del palco perché vogliamo che sia uno show speciale e divertente per il pubblico. Non vediamo l’ora.

Un’ultima osservazione: penso che tu sia un frontman perfetto, trasmetti molta energia e si vede che sei felice di cantare e ti senti a tuo agio con il pubblico. Sai perfettamente come gestire il palco, oltre ovviamente alle tue grandi doti canore.

Grazie, è un bellissimo complimento. Hai ragione, amiamo stare sul palco. Anche gli altri “zombie” sorridono sempre sotto le maschere, il che è strano perché il mio personaggio, Dr. Dead, dovrebbe essere un cattivo. Cerco di essere più malvagio sul palco, ma non ci riesco, sono una persona felice. Perché dovrei nascondere la gioia di fare musica?

Vuoi dire qualcosa ai tuoi fan in Italia e ai nostri lettori?

È sempre stato fantastico suonare in Italia, anche se purtroppo in questo tour non passeremo di lì. Amo l’Italia, le persone sono calorose, il cibo è il migliore; è il mio paese preferito per le vacanze. Non vedo l’ora di tornare.

Grazie mille Felix, è stato un piacere.

Anche per me! Grazie Fabio. Ciao!

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