In Alabama e Georgia c’è tempo e spazio per processi di sperimentazione che rimangono fedelmente ancorati alle origini del Rock popolare. Quattro ragazzi cresciuti con Hot Snakes, Skynyrd e MC5 nelle orecchie si trovano ora a performare – anche in europa – il secondo atto del revival del Blues Hard. Sembra la storia dei Rival Sons, eppure “Dereconstructed” è solo un altro frutto dell’arida East Coast.
Effettivamente di piccola ricostruzione si tratta se analizziamo la situazione artistico-professionale della sgangherata formazione statunitense: Blake e Adam Williamson ed Eric Wallace, già impegnati rispettivamente con Black Wills e Monitors, incontrano in Lee Bains e completano il cerchio della dissoluzione e dell’evoluzione a stelle e strisce. Il cerchio si chiama The Glory Fires ed orbita in patria da diversi anni: con Lee come nuovo punto d’origine (è lui il nuovo autore e la forza nei riff e soprattutto nei testi si sente davvero), i tre musicisti riscuotono il successo che meritano sbranando e dilaniando il Blues contemporaneo alla Ben Harper, rendendolo proprio grazie alla padronanza di un sound acuto e febbricitante, che a Sub Pop piace.
"We've got satellites. We've got a new Tower of Babel.
We eat machines, and we wear labels.
Get off the fucking Internet, and cut off the cable.
The mind is static, but the body's still able.
Burnpiles,
Swimming holes"
Tracklist
01. The Company Man
02. Dereconstructed
03. Burnpiles, Swimming Holes
04. The Kudzu and the Concrete
05. The Weeds Downtown
06. What's Good and Gone
07. We Dare Defend Our Rights!
08. Flags
09. Mississippi Bottomland
10. Dirt Track




















