Il nuovo album dal vivo di Neil Young raccoglie tredici brani registrati durante il Love Earth Tour 2025, la tournée che ha attraversato Europa, Stati Uniti e Canada. Una fotografia sonora recente di un artista che ha scritto oltre mezzo secolo di storia del rock senza mai perdere la propria identità musicale. Ad accompagnare Young sul palco ci sono i The Chrome Hearts, formazione composta da Spooner Oldham alle tastiere, Micah Nelson alla chitarra, Corey McCormick al basso, Anthony LoGerfo alla batteria, oltre allo stesso Young tra chitarra, organo a pompa, pianoforte, amplificatori e naturalmente la sua voce, segnata dal tempo ma sempre inconfondibile. Prodotto da Lou Adler insieme ai The Volume Dealers, l’album si presenta come un viaggio nel tempo che attraversa l’intera carriera del musicista canadese, alternando materiale recente, grandi classici e brani meno celebrati ma significativi del suo repertorio.
Ad aprire la raccolta è “Daddy Went Walking”, tratto dall’album del 2025, un brano malinconico e riflessivo che dal vivo acquista una dimensione più ruvida e immediata. Dello stesso periodo fanno parte anche “Big Crime”, più vivace e segnato da una vena critica e sociale, e “Long Walk Home”, dal tono introspettivo e meditativo, quasi un percorso tra memoria personale e bilancio esistenziale. La scaletta attraversa anche gli ultimi decenni del Novecento con brani come “Looking Forward” del 1999, nato nel periodo della reunion con Crosby, Stills, Nash & Young, una ballata contemplativa sul tempo e sulle possibilità future, e “Harvest Moon” del 1992, tra le canzoni più romantiche e amate di Young, capace ancora oggi di conservare intatta la propria delicatezza emotiva.
Non mancano naturalmente i classici che hanno contribuito a costruire il mito dell’artista negli anni Settanta come “Cortez the Killer”, che resta uno dei vertici assoluti del repertorio di Young. “After the Gold Rush” mostra il lato più poetico e visionario del cantautore, sospeso tra nostalgia, inquietudine ambientale e immagini quasi apocalittiche. “Like a Hurricane” rappresenta invece il Neil Young più elettrico e impetuoso, fatto di assoli dilatati, feedback e una forza emotiva che nei concerti trova spesso la sua espressione migliore. Più laterale ma ugualmente interessante è “Name of Love”, con il suo equilibrio tra romanticismo ambiguo e sonorità blues-rock.
L’album ripercorre così la storia musicale di Neil Young, artista che ha saputo reinventarsi continuamente attraverso collaborazioni e formazioni diverse, trovando però nella carriera solista la propria dimensione più autentica e riconoscibile. Da sempre in equilibrio tra fragilità acustica e furia elettrica, Young continua a muoversi con naturalezza tra ballate intime e lunghe esplosioni chitarristiche, mantenendo intatta una cifra stilistica che attraversa le generazioni.
Le registrazioni dal vivo conferiscono ai brani una nuova intensità emotiva: le canzoni si arricchiscono di sfumature, diventano più istintive e spesso si aprono all’improvvisazione, elemento da sempre centrale nella poetica del musicista canadese. Alcuni pezzi assumono un respiro più ampio, altri acquistano maggiore forza e immediatezza, trasformando l’ascolto in un viaggio emotivo tra memoria, energia e libertà espressiva. È proprio questo dualismo, ancora oggi, a rendere la musica di Neil Young viva, autentica e sorprendentemente attuale.
Tracklist
1. Daddy Went Walking
2. Looking Forward
3. Harvest Moon
4. Ohio
5. Name of Love
6. Be The Rain
7. Big Crime
8. Long Walk Home
9. Vampire Blues
10. Cortez The Killer
11. After The Gold Rush
12. Like A Hurricane
13. Silver Eagle


















