“Il noise mostra quello che vedi. Niente di più e niente di meno. Non dà un significato, mostra semplicemente la realtà.”
– Fabio – Noisext

La NOISEFEST vol. 3 si è svolta il 6 giugno nella suggestiva cornice di Villa Rossi a Sestri Ponente (Genova). Dietro l’evento c’è l’energia della Genova Noise Gang, collettivo nato poco più di un anno fa in modo quasi spontaneo: una foto scattata in autogrill, di ritorno da un concerto da Milano, a cui avevano partecipato diversi musicisti della scena. Si tratta di una realtà coesa e unica in Italia, focalizzata sull’organizzazione di serate live dedicate a generi come ambient, noise, industrial e simili. Tra i tanti artisti ospitati in passato, spiccano Alessandra Zerbinati, Simone Salvatori, Mei Zhiyong, Ryosuke Kiyasu.

Durante la serata, organizzata insieme all’associazione Metrodora, sono presenti vari stand di merchandising, ma anche di artisti visual ed etichette (Nilbymouth, Deepthroat Records, Outsider Art, Purge Records, PPP e Piano). Grazie a questi eventi, si ha la possibilità di scoprire che il noise è una vera e propria corrente che abbraccia vari ambiti, tra cui la cultura, l’arte, la filosofia e il pensiero politico. I contenuti trattati sono la provocazione, la distopia della realtà contemporanea e la destrutturazione del concetto musica, facendo così emergere un messaggio e portando il fruitore verso una riflessione.

0.1

Le varie esibizioni sono di artisti singoli con strumentazione elettronica: sintetizzatori, modulatori, effetti, computer, includendo al loro interno anche performance e contenuti visuali.

Il primo ad esibirsi è Hålbå che, utilizzando un sintetizzatore modulare, ci catapulta in una dimensione futuristica. La sensazione è quella di trovarsi in un momento successivo alla distruzione della Terra, dove non resta altro che vagare nello spazio.

1

Hålbå viene seguito da Dame Abu, che porta il suo nuovo progetto incentrato sul vissuto quotidiano. Da una conversazione pre-registrata in francese, si arriva al suono, e con un effetto cinematico, l’artista ci spinge ad immaginare una scena fatta di attimi: la quiete notturna, i movimenti di un corpo che dorme, l’arrivo di un nuovo giorno. Nel finale, la voce narrante dell’artista sembra fare un discorso interiore dove la parola “paura” viene ripetuta come un mantra, nel tentativo di darsi conforto mentre la mente cerca di decodificare il presente.

2

Cambiamo genere e passiamo a Applez91, che ha porta sul palco un progetto performativo, esplorando il tema della violenza. Due schermi ai lati del palco sottolineano le parole pronunciate dall’artista che, con un copricapo dalle orecchie da coniglio, continua a muoversi intorno con fare nervoso e tenendo in mano un cellulare. Quello che ci viene trasmesso è una forte rabbia interiore, specchio della società odierna.

3

L’esibizione di Ashen Riid è invece caratterizzata da atmosfere più oscure con suoni sintetizzati coadiuvati dall’utilizzo di effetti. Attraverso l’uso di sirene in sottofondo, battiti del cuore, una musica che ricolleghiamo alla segreteria telefonica, l’artista affronta il tema della guerra e dell’ospedale. Sorprende come attraverso il solo utilizzo di suoni, rumori e frequenze acute, in assenza di parole e voci, la mente si apra all’immaginazione.

4

A seguire, è il turno di Knifedoutofexistence, di nazionalità inglese – primo ospite internazionale della serata – che attraverso l’uso di voci graffianti e oscure, ci trasporta con la mente nei sotterranei di un cimitero, quasi a disturbare le anime dei morti – una metafora perfetta del tormento interiore. Le urla si confondono con il rumore di fondo, fino a esplodere in un finale liberatorio.

5

L’ultima esibizione vede sul palco Gertie Adelaido, artista ceca residente a Berlino, che porta il vissuto legato all’ADHD, trasformando in un punto di forza quello che comunemente è considerato un limite. La performance è molto dinamica: l’artista si accovaccia sul tavolo, manovrando computer e sintetizzatori, per poi muoversi tra il pubblico trascinando i cavi tra i presenti, alzandosi sul tavolo, alternando canto e voce narrata, sorprendendo così il pubblico, che ne rimane estasiato.

6

Con eventi come questo, il collettivo Genova Noise Gang mostra come il noise sia un genere da scoprire. Esibizioni di questo tipo permettono di portare in primo piano realtà artistiche e musicale che spesso rischiano di rimanere ai margini, poco considerate dai più perchè spesso poco associate ad un qualcosa di effettivamente poco musicale. Ma spesso basta solo grattare un po’ la superficie per trovare una corrente artistica che ha sempre tanto da dire.

Comments are closed.