A distanza di tre anni dalla pubblicazione di “Dead Club City”, i Nothing But Thieves tornano con un disco che recupera una parte più istintiva del proprio suono. Il ritorno agli Angelic Studios, dove nel 2015 era nato l’omonimo album di debutto, non sembra essere soltanto un richiamo al passato: è qui che la band ritrova un suono più diretto, fatto soprattutto di chitarre e batteria, che attinge dal grunge e dall’indie, senza rinunciare ai momenti più intimi.
Rispetto ai lavori più recenti, “Stray Dogs” appare così meno costruito e più vicino alla dimensione live della band: “Evolution”, scelto dalla band come primo singolo, è già un buon assaggio di quello che sarà il disco. Il brano ha trovato parecchio spazio anche nelle radio rock italiane e si fa ricordare fin dal primo ascolto, grazie ad un ritornello immediato e ad un’energia che arriva senza troppi giri di parole. La voce di Conor Mason, in particolare, può ricordare quella di Fran Healy dei Travis, un’associazione che viene quasi naturale al primo ascolto.
Con “A Different Kind of Happiness” i Nothing But Thieves abbassano i toni e si prendono un momento per guardarsi un po’ dentro. Il brano è una sorta di lettera che la band rivolge al proprio futuro, quasi un dialogo con le persone che saranno tra qualche anno, e ci regala così uno dei pezzi più riusciti del disco: delicato e molto intimo, parte in modo raccolto e cresce lentamente fino al ritornello. “Death in the Backseat” cambia, invece, registro: qui sono soprattutto basso e chitarre a tenere tutto in piedi, con un suono diretto che ricorda il rock di qualche anno fa.
“I Needed You Then, I Need You Now” si muove su territori ancora più raccolti, con la voce del frontman, bassa e calda, accompagnata dal violoncello e dalla chitarra acustica. Solo nel finale entra quella elettrica, interrompendo per un attimo la calma del brano. Con “American Confidence” si torna a sonorità più ruvide ed aggressive, con un’energia che, in alcuni passaggi, può ricordare quella dei Guano Apes, offrendo così un pezzo diretto, senza troppi fronzoli. “Baby Kool (Evelyn)” è forse il brano più particolare del disco, dove le chitarre hanno un’impronta che ricorda da vicino i Sonic Youth, mentre il resto del pezzo guarda a quel rock alternativo che tra la fine degli anni ’90 ed i primi 2000 passava con grande facilità anche da MTV, con Radiohead e Weezer tra i riferimenti più immediati.
Rispetto a “Dead Club City”, la differenza si sente soprattutto nella produzione: ci sono molti meno sintetizzatori e l’elettronica passa decisamente in secondo piano. Chitarre, basso e batteria hanno più spazio e contribuiscono a quella sensazione di disco suonato che accompagna praticamente tutto l’ascolto ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti di “Stray Dogs”: pur essendo stato registrato in studio in pochi mesi, il disco ha qualcosa che fa pensare immediatamente al palco.
Anche i temi sono cambiati: se i lavori passati guardavano spesso alla politica e alla società, qui i Nothing But Thieves sembrano parlare soprattutto di se stessi e del rapporto con chi li segue. Gli “stray dogs” qui sono gli “outsider”, persone che, magari, non si riconoscono in un posto preciso ma che possono ritrovarsi nella musica e nella condivisione di un’esperienza; in questo senso, il titolo racconta bene anche il legame che la band ha costruito negli anni con il proprio pubblico.
Nel complesso, “Stray Dogs” riporta i britannici verso una dimensione più diretta e spontanea, senza rinunciare alla crescita fatta negli ultimi anni. È un album che sembra trovare la propria dimensione soprattutto dal vivo, come dimostrano anche i tre concerti esclusivi organizzati tra Olanda e Regno Unito per presentarlo in anteprima, davanti a circa 500 persone. Allo stesso tempo, è un lavoro che richiede qualche ascolto in più per essere capito davvero, ma che ad ogni passaggio lascia emergere qualcosa di nuovo. Un buon punto di partenza anche per chi non segue una scena o un genere preciso e vuole avvicinarsi alla band, magari recuperando poi quello che è venuto prima.
Tracklist
01. Stray Dogs
02. Testosterone
03. Evolution
04. Death In The Backseat
05. #5
06. If You Don’t Have Someone To Love
07. (Archive 76)
08. Baby Kool (Evelyn)
09. AI Jesus
10. I Needed You Then, I Need You Now
11. American Confidence
12. A Different Kind Of Happiness

















